Dopo averne sentito parlare in modo lusinghiero ci...

Recensione di del 30/12/2007

Al Rustico Villa Patrizia

80 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 80 €

Recensione

Dopo averne sentito parlare in modo lusinghiero ci rechiamo in questo ristorante della bergamasca. Un nostro amico c’era stato poc’anzi riportandone un’ottima impressione. Nello specifico si era concesso una degustazione con tre vini a confronto di cui uno era il Sassicaia e gli altri due, vini francesi.

Giungendo dalla città si arriva fino alla Società del Grès, storica ditta situata proprio sulla strada che porta in Val Brembana. Dopo aver riconosciuto sulla sinistra l’edificio i cui muri sono piastrellati con il tipico materiale color marrone scuro, si svolta a destra addentrandosi per circa 500 metri, poi le indicazioni fanno il resto.

Lasciamo l’auto nell’ampio e adombrato parcheggio privato e saliamo la scalinata che ci porta al ristorante, siamo in tre. Domani è capodanno e la gente che cena questa sera non è molta, siamo circa dieci/dodici persone tutte ospitate nella prima sala, al piano superiore c’è il salone dei banchetti spesso allietato da animazioni musicali. L’interno è molto accogliente, i tavoli tondi di buone dimensioni e ben distanziati fra loro. La mise en place è costituita da eleganti tovaglie e tovaglioli color crema, i piatti hanno i sotto piatti. La nostra sala è in stile rustico elegante con quadri e mobiletti d’epoca. Soffitto in travi di legno, pavimento forse proprio in grès e due separé di cui uno in muratura che lascia intravedere nel retro piccole volte in mattoni usate come ripiano per bottiglie. Alle pareti numerose applique e lungo le travi in legno del soffitto qualche ulteriore punto luce.

Una gentilissima signora bionda, probabilmente la titolare, ci dà un’accoglienza quanto mai calorosa e ci accompagna al nostro tavolo. Siamo in un angolo accanto ad un paravento e ad un quadro di grandi dimensioni. Il bagno è in linea con il resto del locale ed è piuttosto spazioso.
A servirci si alterneranno per tutta la serata due gentilissime cameriere in elegante tenuta.

La carta che ci ritroviamo in mano non presenta proprio le cinque proposte di menu che si trovano sul sito internet. Viene indicato che i farinacei, pasta e pane sono di produzione propria.

Ci sono due menù: “Menu degustazione del territorio” a 29 Euro e “Menu consiglio del mese” a 38 Euro.
Antipasti: otto, sfiziosi (dagli 11 ai 12 Euro con l’eccezione 17 Euro per il foie gras d’anatra).
Primi piatti: (tutti fra i 10 e 12 Euro)
“fagotto di semolino con tartufo della valle con fonduta di taleggio e bigné al pepe”, “risotto ai sapori di bosco con funghi porcini, tartufo e mirtilli”, “gnocchi di zucca, mandorle tostate, amaretti e burro di montagna”, “i casonsèi de la bergamasca”, “tagliolini di pasta fresca con gamberi, filetti di peperoni ed essenza di liquirizia”, “tortelli di pesce S.Pietro con salsa di mare alla maggiorana”, “risotto con scampi e gorgonzola”

I piatti di pesce e carne: (tutti fra i 13 e 14 Euro)
“bianco di ombrina con champignon e pioppini alla piastra e salsa al traminer aromatico”, “tonno in crosta di mandorle, scalogno glassato all’arancia e zucca senapata”, “triglie croccanti panate alle erbe aromatiche con sedano rapa in tre consistenze”, “il nostro bollito: campanello, spinacino, lingua, fusello, gallina, salamella, bagnet verde e rosso con chutney di mele”, “sottofiletto di manzo con carciofi croccanti”, “filetto di maialino allo speck e salvia, polentina e fondente di formai dè mut”, “guancia di manzo d’Angus cotta nel latte con pancetta affumicata e polenta”.

“Selezione di formaggi di territorio con pane ai fichi secchi e miele di castagno” (10 Euro):
Caprino fresco, Stracchino di Vedeseta, Quadrello di bufala, Branzi di Branzi, Formaggella di Bossico, Caciocavallo di Bufala, Formai dè mut, Strachitunt.

“Selezione di formaggi erborinati con le nostre confetture di ortaggi ed un bicchiere di Pedro Ximenez Jerez dè la Frontera” (11 Euro):
Blu di Moncenisio, Blu della Valsassina, Roquefort, Bergablu, Stilton, Strachitunt, Queso azul dè Valdeon, Cabrales.

La carta dei vini merita un particolare commento: volevo fotografarne il contenuto ma ho dovuto rinunciare per mancanza di tempo (ci sono una quarantina di pagine solo per i vini rossi). È una sorta di paradiso terrestre per gli amanti del vino per tre motivi: la disponibilità numerica delle cantine e dei territori incluso l’estero, le annate che qui trovare un vino “normale” cioè appartenente a questo secolo non è così scontato e per finire i prezzi da enoteca per non dire anche meno, due esempi a casissimo: il “Granato di Foradori” a 45 Euro e un “Ronco delle Ginestre di Castelluccio” a 17 Euro, e non mi era accorto essere dell’88!

Iniziamo con l’acqua minerale cui segue un appetizer fatto con un frullato di patata e qualcos’altro che non ricordo ma che legava divinamente: ottimo.

Saltati gli antipasti (devo pensare anche al cenone dell’indomani) per me il fagotto di semolino.
Arriva un piatto ovale sul quale c’è una terrinetta contenente i formaggi fusi e a parte un sacchetto di cellophane con sei palle di semolino. A tutti vengono spiegati con estrema gentilezza ingredienti e modalità d’uso. Nel mio caso devo aprire il sacchetto e immergere le palline nella terrinetta. È un primo che mi è piaciuto, la memoria non mi assiste completamente ma lo ritengo essere un’ottima alternativa per gli amanti dei primi bianchi tipo casoncelli ai formaggi. Il tartufo non è dei più pregiati ovviamente, lo si intuisce anche dal prezzo, perciò non si evidenzia particolarmente, piuttosto ogni tanto emergono sentori di funghi e di bosco, è piuttosto saporito, forse troppo per qualcuno ma non per me. voto 8-

Per gli amici i Casonsèi: la presenza di speck dà un tocco di colore che li rende anche più appetitosi alla vista. Anche questi sono piaciuti molto. voto 8-

Per il vino questa volta devo lasciar scegliere al titolare, il Sig. Lecchi che è anche un sommelier... di quelli a livelli quasi maniacali.
Lo stiamo ad ascoltare molto compiaciuti. Un amico fa presente di voler abbinare anche un francese visto che era già nelle nostre intenzioni. Così saltano gli schemi e ci viene proposto innanzitutto un Taurasi “Terredora, Fatica Contadina” 1999 13,5% a 28 Euro a cui seguirà un altro rosso “Chateau Dessault Sain-Emilion Gran Cru” 1990 a 62 Euro.
Il “Terredora” è praticamente l’altra metà della dinastia dei “Mastroberardino”.
Partiamo così col Taurasi fin dai primi piatti, alla faccia dell’amico che temeva i vini strutturati anche con i secondi. La descrizione da parte del titolare è stata talmente dettagliata e la cura con la quale ha stappato le bottiglie, restando in dubbio se sostituircele o meno, ci ha messo in uno stato di piacevole sottomissione.
Piuttosto tannico all’inizio, il Taurasi migliora più passa il tempo. Il francese è molto elegante e comcentrato nei tannini anche questo molto strutturato. Anche per via dell’età questo vino dà il meglio di sè nella prime due ore dalla stappatura. Due ottimi vini

Di secondo per me guancia di Angus voto 8-, per gli amici il Nostro Bollito con salsine voto 8-. Le porzioni sono di giusta quantità e consentono di non dover rinunciare alle numerose altre offerte che la nostra cena propone.

Durante una pausa il nostro amico fumatore si reca verso l’esterno ma viene prontamente scortato dalla cameriera che gli mostra anche il pulsante da premere per accendere il fungo riscaldante.

L’appetito e la curiosità ci porta ai formaggi. Dopo lo studio delle due offerte, timorosi forse di cadere su tipologie poco saporite, scegliamo la proposta degli erborinati: sono circa una decina con una buona presenza di formaggi esteri.
Sorvolando sulla meticolosa spiegazione - che mi turba nuovamente perché solo per mia colpa so che non me la ricorderò - si parte dal primo che è già a livello di un gorgonzola! Non c’è da annoiarsi, dal sesto in poi c’è un ulteriore incrudimento dei sapori. Lo Ximenez abbinato è di un profumo ed un corpo impressionanti, sorseggiandolo, in particolare con gli ultimi formaggi, decuplica la sensazione del piccante. In abbinamento c’erano quattro ciotoline con differenti tipi di marmellate.

Non rinunciamo ai dolci, tutti a 9 Euro, purtroppo non ho preso nota della carta, inoltre le cose da tenere a mente questa sera sono talmente tante che, dopo la meticolosa spiegazione del contenuto che mi è stata fatta, ricordo solo qualcosina (prometto agli amici mangioni che prenderò nota in futuro). Il mio è un bicchiere colmo di crema e parecchi altri intriganti ingredienti. È piuttosto sostanzioso, dopo quello che ho mangiato è stata forse una scelta azzardata ma ne valeva la pena. voto 9.
Per gli amici dolce al cioccolato, direi che siamo su ottimi livelli. Il titolare di sua iniziativa ci porta un altro ottimo vino dolce francese.
Finiamo con i soliti tre buoni caffè.

Il conto alla cassa 251 Euro (102 Euro per i vini) arrotondati a 240 cioè 80 Euro a testa.

Conclusioni:
Direi che questo è un ristorante dove nell’ordine servizio, ambiente e cucina sono di livello superiore. Inoltre i prezzi, ad iniziare dai vini, sono fermi a qualche tempo fa.
Il rapporto qualità/prezzo buono per i cibi, diventa ottimo se si considerano il servizio ed i vini.

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