A Parma per lavoro, insieme a due colleghi, decidi...

Recensione di del 26/11/2007

La Porta di Felino

31 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 31 €

Recensione

A Parma per lavoro, insieme a due colleghi, decidiamo per pranzo di andare a mangiare a Felino – località Casale, in questa trattoria tanto rinomata e tanto nominata.
Premetto che siamo rimasti piacevolmente stupiti e soddisfatti dalla cortesia e dalla disponibilità che ci è stata mostrata già al momento della nostra telefonata, nella quale chiedevamo, dato l’orario (erano quasi le 14.00), fino a che ora si potesse pranzare.
Una volta arrivati siamo stati accolti dallo chef, che ci ha fatto accomodare in una caratteristica saletta con soffitto decorato a volta.
Mise en place di buon gusto con tovagliato di buona qualità, scorcio della cucina a vista dal quale vengono fatti passare i piatti che verranno serviti ai tavoli.

Ordiniamo il vino e nello specifico un Barbera Teo Costa del 1996, vino giovane, profumato, fruttato e dal persistente sapore, che ci ha pienamente convinto e ripagato della scelta, che, peraltro, ci è stata abilmente consigliata. Insieme agli splendidi calici da degustazione che vengono portati al tavolo, ci viene servito pane di due diverse tipologie, un panino classico ed uno ai cereali, entrambi buoni.

Passiamo alle ordinazioni: antipasti misti, per cominciare. Ci viene servito un piatto con del prosciutto crudo, del salame e della coppa. Il prosciutto crudo è entusiasmante, dal sapore netto ma allo stesso tempo con quel retrogusto di dolcezza che solo i grandi prosciutti possono avere. Ottima anche la coppa: evidente l’altissima qualità del prodotto servito. Deludente invece il salame (non so se Felino o meno), dal sapore un po’ troppo stopposo, forse dovuto alla muffa che normalmente protegge i salami che vengono conservati, come dovrebbe sempre essere, in luoghi freschi come le cantine, ma che se viene pulita male o se il salume viene tagliato con tutto il budello può alterare il sapore dello stesso.
Comunque poco male, perché nel complesso la portata ci ha soddisfatto.
Poi una bruschetta con del radicchio cotto e del formaggio fuso, molto gustosa e
un’insalata rustica che è stata accolta tiepidamente, ma che invece è stata una piacevolissima scoperta: l’insalata era di radicchio e spinaci freschi, condita con olio caldo, aceto balsamico e con della pancetta precedentemente passata in padella con dell’olio. La descrizione non rende giustizia alla portata.

Successivamente passiamo ai primi: anolini in brodo della Bassa.
Premetto che secondo me il brodo è un argomento molto complicato: ci sono regioni che hanno tradizioni culinarie ataviche su questa portata e in un paese splendido come il nostro esistono tanti modi di fare il brodo quante persone che lo cucinano, quindi ognuno si porta dietro un background familiare e regionale su questa pietanza. Questo per dire che la stessa portata può suscitare pareri discordanti tra i commensali. Personalmente l’ho trovato un buon brodo, non eccezionale ma leggero al punto giusto ed allo stesso tempo saporito, gustoso da sorseggiare: un brodo che è riuscito ad essere di casa, con il carico di sensazioni che solo un buon brodo di casa riesce a portarsi dietro. Il brodo accompagnava gli anolini, che sono una pasta all’uovo ripiena, solitamente di stracotto, tipica del parmense e del piacentino. Buona anche la pasta fresca, evidentemente fatta in casa. Anche su questa portata il mio giudizio è positivo, perché ci sono alcune portate che non devono necessariamente stupire o entusiasmare, ma che devono dare sensazioni e ricordi, e questa è una di quelle.

In ultimo i dolci: torta ricotta e gianduia - buona, molto, molto piacevole e gustosa - ed un dolce di castagne con salsa di cioccolato, anche questo molto buono, presentato in forma di due palline di un impasto fatto con castagne bollite, panna e mascarpone, servite con una salsa di cioccolato di perfetto sapore e consistenza.
Quindi un ottimo caffè, che non è poi così scontato ricevere girando per ristoranti.

Nel complesso, una sosta più che piacevole, una cucina onesta, senza eccessivi fronzoli, “pratica”, con i giusti sapori sapientemente abbinati ad una buona scelta delle materie prime trattate. Un pranzo in un ambiente che sa di osteria e fa sì che il tempo ti scorra addosso con leggerezza, senza fretta. Il tutto addizionato alla splendida gentilezza e disponibilità dimostrata dai gestori.

Conto: 93 euro totali per tre persone.

Voto: Piacevole!

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