Non è per niente facile orientarsi nella selva dei...

Recensione di del 30/06/2007

Trattoria Antica Contrada

52 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 52 €

Recensione

Non è per niente facile orientarsi nella selva dei ristoranti di Sirmione, ai cui estremi stanno, da un lato, quelli super-turistici con menu molto global e poco local a prezzi abbordabili, e dall'altro quelli più eleganti e costosi da minimo 25 euro a portata.
Dopo aver consultato alcune guide, alla fine la scelta è caduta su un locale che sta "in medio", ovvero su un due forchette Michelin, situato fuori dal centro storico a circa 1,5 km dall'arco d'ingresso delle antiche mura.

Prenotiamo al pomeriggio per la sera e veniamo rassicurati telefonicamente circa la possibilità di mangiare pesce di lago, cucinato in modo tradizionale.

In prossimità del ristorante c'è un parcheggio pubblico dove troviamo posto senza difficoltà.
Il locale si affaccia proprio sulla via principale, è segnalato da una visibile insegna e da un ingresso con illuminazione soft che dà su una lunga sala interna con pavimenti di cotto e rivestimenti di legno sul soffitto. L'impatto è decisamente positivo perché, nonostante sia un locale di grosse dimensioni, l'atmosfera è quella della trattoria familiare; l'ambiente è abbastanza informale e ci mette da subito a nostro agio.

Avendo riservato il tavolo veniamo fortunatamente fatti accomodare nella lunga terrazza esterna. Dico fortunatamente perché nella sala interna faceva troppo caldo.
I tavoli sono disposti lungo le siepi che delimitano il dehors sulle quali devono essere stati effettuati dei trattamenti di disinfestazione perché, a dispetto della prossimità all'acqua lacustre, della calura e dei lampioni accesi, per tutta la sera non abbiamo visto nemmeno una zanzara.

Ci accomodiamo in un tavolo quasi in fondo alla terrazza, verso il lago. La mise en place consiste di sottotovaglia bianca e tovaglia color sabbia, cestino di acciaio per il pane (discreto), per i grissini (buoni) e per dei cracker confezionati (non provati).
A creare un po' di atmosfera su ogni tavolo c'è un lume di vetro con candela accesa.

Un simpatico cameriere ci porta il menu che elenca una scelta di piatti piuttosto varia e che sembra studiato per assecondare sia il gusto locale sia quello internazionale. Propone pesce di lago fresco, pesce di mare, anche decongelato, pasta e carne.
Noi abbiamo scelto questo posto per mangiare pesce di lago, ma purtroppo non c'è molta scelta, intesa come modi differenziati di proporlo. Il cameriere ci spiega che il pesce viene pescato giornalmente dalla famiglia che gestisce il locale e quella sera si poteva scegliere soltanto fra luccio, anguilla e trota salmonata. Il che a noi pare già sufficiente.

La carta dei vini elenca circa 120 etichette suddivise per regione, con ricarichi che mi sono parsi onesti. In tutti i vini elencati manca però l'annata.
Scegliamo un Brut Cuvée Franciacorta Bellavista. Per l'assaggio ci viene versato dentro a grossi calici adatti più ai i vini bianchi complessi; essendo abituata a bere gli spumanti nei flûtes chiedo che i bicchieri ci vengano sostituiti, cosa che viene fatta senza problemi. La bottiglia viene poi lasciata sul tavolo in un secchiello con il ghiaccio.

Gli antipasti.
Su due ampi piatti di ceramica bianca di forma quadrata, dopo pochi minuti dall'ordinazione, ci vengono serviti:
Antipasto misto di lago. Trota salmonata e peperoni tagliati a dadini molto piccoli, luccio con cetriolini presentati allo stesso modo, una piccola sfoglia integrale con una crema di formaggio e una polentina tiepida di contorno. Porzione discreta, tutto abbastanza buono, niente di particolarmente creativo o elaborato. Voto: 7.
L'abbinamento con la polenta è tipico della zona e ce la ritroveremo anche in un secondo per il quale avevamo chiesto una qualsiasi variante che non ci è stata concessa perché, a detta del cameriere, "il piatto deve uscire proprio così".
Capesante dorate su vellutata di patate e porri. Non essendo disponibile nessun altro antipasto di lago, scegliamo questo piatto che si rivelerà discreto come il precedente, senza nessuna particolare emozione da riportare. Le quattro capesante erano tiepide, appena scottate sulla piastra; la vellutata aveva un sapore delicato e una gradevole consistenza. Voto 7.

Proseguiamo poi con le uniche due scelte di pesce di lago disponibili tra i secondi piatti:
Anguilla alla griglia. Un piatto semplicissimo, servito purtroppo senza un minimo di contorno. Il cameriere ci aveva detto che l'anguilla avrebbe avuto un accompagnamento di insalata che abbiamo poi scoperto trattarsi di due foglie di valeriana a decorazione. Se avessimo saputo avremmo ordinato anche un contorno perché il piatto solo così era poverello. Siccome però l'attesa si era già protratta (ma di questo eravamo avvisati perché la cottura alla griglia richiede giustamente il suo tempo), abbiamo rinunciato ad ordinare qualcosa in abbinamento. Voto 6,5.
Luccio alla pescatora con polenta. Anche in questo caso il piatto era piuttosto semplice. Una grossa porzione di luccio servito già pulito e ammonticchiato su un lago di olio con contorno di polenta (la stessa dell'antipasto). Nel cuore del mucchio c'era, non amalgamata, la salsina di acciughe "alla pescatora" che dava una certa sapidità al pesce la cui carne non è intrinsecamente sapida.
Buono il pesce. L'unico problema era l'olio. Il Lago di Garda è noto per la produzione di uno dei migliori oli extravergini, ma quello che stava nel piatto non mi sembrava nemmeno olio d'oliva, pareva addirittura un olio di semi. Comunque sia non sapeva di niente e dava un'inutile e antiestetica untuosità al piatto, senza arricchirlo con una particolare aromaticità. Questa preparazione mi ha lasciata perplessa, perciò, nonostante il pesce fosse buono, a questo piatto non assegno più di 6.

Fra le cinque proposte di dolci piuttosto comuni ci ispiravano soltanto le frittelle di mele con gelato alla crema, che si sono rivelate una delusione. Le tre fettine di mela erano sottilissime, quasi impercettibili, praticamente era solo tutta pastella. Il gelato discreto, ma niente di più. Voto 6.

Il caffè viene servito con accompagnamento di alcuni dolcetti abbastanza gradevoli.

Con le nostre scelte in effetti non abbiamo spaziato molto all'interno dell'articolato menu; avevamo voglia di mangiare pesce fresco e ci siamo basati sulla loro offerta quindi quest'esperienza è un pò limitata e forse non rende giustizia alle reali potenzialità del locale.
La materia prima era sicuramente di qualità (eccetto l'olio!), la preparazione dei piatti mi ha invece lasciata un po' perplessa in alcuni punti.
Assegno un 7 alla cucina perché 6 mi sembrerebbe poco, ma a ben vedere, rapportato ai voti di altre mie recensioni, il voto giusto sarebbe 6,5. Senza infamia e senza lode.

Il servizio in sala è stato cordiale e attento alle nostre esigenze (eccezion fatta per il mancato cambio della doppia polenta, ma questo credo dipenda più dalla cucina).

Il conto: due coperti 7,00 euro; un'acqua San Pellegrino 2,50 euro; una bottiglia di vino 32,00 euro; due antipasti 25,00 euro; due secondi 31,00 euro; un dolce 5,00 euro; un caffè 1,50 euro. Totale 104,00 euro.

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