In questo periodo abbiamo deciso di sfidare le rec...

Recensione di del 24/11/2012

La Rucola

109 € Prezzo
10 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 109 €

Recensione

In questo periodo abbiamo deciso di sfidare le recensioni "negative" di conoscenti e di provare le cose di persona. Primo perché il gusto è personale, secondo perché le serate "sfortunate" possono capitare a tutti e probabilmente non è nemmeno giusto basarsi sulla valutazione di una singola esperienza. Quindi, in questo contesto, decidiamo di fare un po' di strada e di provare La Rucola. Arriviamo di sabato sera in una Sirmione mezza deserta, già addobbata con delle bellissime luci natalizie. Parcheggiamo fuori dalle mura e ci addentriamo alla ricerca del locale, che si trova a poca distanza dall'ingresso, in un vicolo ma l'insegna si vede dalla piazzetta.
Da fuori sembra un locale normalissimo, ma una volta entrati si apre un mondo: tre salette molto piccole, tutte con pietre a vista, arredate con gusto e con calore, con pochi tavoli rotondi, molto grandi e ben apparecchiati. Il tavolo d'angolo dove veniamo fatti accomodare è molto bello, anche se sembra un po' troppo vicino a quello nell'altro angolo. In realtà le sedie sono collocate alle due estremità esterne, quindi si ha la giusta privacy. Subito notiamo infatti una grandissima tranquillità. Dalla nostra postazione si può anche vedere, attraverso la porta lasciata aperta, una parte della cucina con il via-vai che la contraddistingue.

Ci vengono consegnati i menù e, mentre leggiamo, arriva il cameriere con il benvenuto dalla cucina, che è un'opera d'arte solo a vederlo. Ci sono due polpettine di riso infilate su due bastoni di metallo con una base asimmetrica, un cappuccino di patate e pomodoro collocato dentro un guscio d'uovo reciso con precisione millimetrica, un piccola bottiglietta contenente un Bloody Mary analcoolico con relativa cannuccia, e altri due supporti di metallo con infilati due mini hamburgher di pesce. Una meraviglia di design e uno più buono dell'altro. Il tutto accompagnato da due bicchieri di champagne come aperitivo.

La carta è a nostro avviso ben fornita sugli antipasti e sui primi, c'è forse un po' meno scelta sui secondi ma non è un problema, questo denota la freschezza della materia prima e l'attenzione alla sostanza e alla stagionalità degli ingredienti.
Scelto il menù, ci viene consegnata la carta dei vini e, mentre la consultiamo, arriva il cameriere con un secondo benvenuto dalla cucina: due tazze contenenti tre piccoli ravioli, sedano e due scaglie di tartufo, sui quali viene versato al momento un ristretto di gamberi. Sono affascinata, dalla presentazione e dai sapori.
Alle tante, visto che mio marito è parecchio indeciso, consulto io la carta dei vini e scelgo una Ribolla Gialla Gravner del 2005. Il vino ci viene servito dalla Sig.ra Elena, moglie dello chef Gionata Bignotti, sommelier ed evidentemente molto esperta, oltre che estremamente gentile e cordiale. Ci spiega che questo produttore passa il vino nella terracotta, dalla quale prende, oltre il colore arancio, un sapore molto particolare. Mio marito la trova un po' "spigolosa", a me invece piace moltissimo.

Antipasti.
Mio marito opta per le variazioni di pesce crudo dal pescato giornaliero, dopo aver espressamente chiesto che non gli vengano servite ostriche nè capesante. In quell'occasione notiamo che il cameriere non sa esattamente in cosa consista questo piatto, ed in effetti quando lo serve non è in grado di spiegare quasi nessuna preparazione, e quello che lui indica come un tonno è invece evidentemente salmone. In ogni caso il piatto è meraviglioso: rettangolare molto lungo, nero, con adagiata in modo molto semplice una grande quantità di pesce. C'è uno scampo crudo intero, un gambero rosso, carpaccio di scampi e di gamberi, tartara di ombrina, di salmone e di tonno rosso. A dire di mio marito freschissimo e veramente sublime.
Io scelgo invece l'insalata di crostacei con verdure croccanti e gelatina al limone. Mi viene presentato un piatto quadrato sempre nero, con adagiati scampi e gamberi cotti al vapore, con alcune verdure tra cui carciofi, fagiolini e carote, con in accompagnamento una gelatina al limone buonissima.
Il pane è qualcosa di fantastico, per varietà e fragranza, e sul tavolo c'è anche un piccolo contenitore con del burro da spalmare (buonissimo, leggermente aromatizzato al sapore di burro di arachidi, praticamente un attentato per la linea) e delle piccole provette contenenti olio (del Garda, ovviamente), da usare sia con il pane che da aggiungere eventualmente al pesce. Piatti tanto semplici quanto buoni, con una presentazione meravigliosa.

Mentre aspettiamo i nostri primi piatti, arriva il cameriere con un vassoio ed io resto lì, ancora una volta, a bocca aperta come i bambini: lo chef ci manda un piccolo assaggio nell'attesa. Salmone Sockey affumicato da lui con mela verde e cacao. Una delizia, e io comincio sinceramente ad adorare questo chef.

Primi piatti.
Appena ho aperto il menù sono stata colpita da questa proposta e, siccome viene eseguita per minimo due persone, mio marito ha accettato di buon grado di farmi compagnia.
Risotto mantecato al mascarpone con crudo di gamberi e polvere di vaniglia. Il piatto è stupendo: rettangolare e asimmetrico, bianco, con al centro il risotto, sopra il carpaccio di gamberi e intorno la polvere di vaniglia. Già alla prima forchettata (tra l'altro forchette pesanti ma bellissime, belle "ciccione" che non ti fanno cadere tutti i chicchi di riso) è un'apoteosi di sapori. Ero un po' dubbiosa sul fatto che alla lunga il mascarpone potesse "stomacare", ma mi sono ricreduta all'istante. Che uno pensa "ma già il mascarpone è dolce e tu ci metti pure la vaniglia che è ancora più dolce?". E invece i sapori si equilibrano e si sposano perfettamente, creando un connubio sublime. D'altronde, uno è chef mica per niente. Piatto pazzesco, da applauso con ola. Mio marito, che adora i risotti, concorda con me nel dire che è di una cremosità e di un equilibrio di sapori indescrivibile. Buono, buono, buono da morire. Un peccato finirlo.

La Sig.ra Elena viene a sincerarsi che tutto sia a posto e, notando la nostra soddisfazione, ci dice che in effetti questo è il suo risotto preferito. Cerca di tentarci con del formaggio e un dolce, ma siamo pieni come uova e allora ci informa che ci porterà due caffè con un "pochino" di piccola pasticceria. Alla faccia del pochino come si suol dire. Altra sorpresa da restare lì come due baccalà: piatto bianco con piedistallo con una varietà incredibile di piccoli pasticcini, dai cannoncini, a quelli al cioccolato, alla frutta e via dicendo. Due piccole "provette" con all'interno un succo di sedano e lime, ottimo per pulire la bocca e due piccoli "cornetti gelato alla panna ricoperti di cioccolato", che quasi quasi scende la lacrimuccia da tanto sono buoni. Una sorpresa dietro l'altra, per gli occhi e per le papille gustative.

Alla fine chiediamo il conto, euro 217 così suddivisi: due coperti euro 12, due antipasti euro 70 (il crudo di mare euro 35, presto onestissimo per la quantità e la qualità offerta), due risotti euro 50, due caffè euro 6, acqua euro 4, vino euro 75. Il conto è molto onesto, in considerazione della qualità e delle porzioni che sono decisamente abbondanti.
Nell'uscire viene salutarci la Sig.ra Elena, che ho ringraziato per la bella serata, e alla quale ho fatto i complimenti dicendole che il giusto aggettivo per la loro cucina è "sorprendente".

Che dire? Per l'ennesima volta mi rendo conto che le cose bisogna provarle sulla propria pelle. Ho personalmente riscontrato qualche "buco" nel servizio (a parte il cameriere che non sapeva cosa ci stava servendo, in un paio di occasioni siamo rimasti un attimo di più con il bicchiere vuoto e questo non dovrebbe succedere in un locale di questo livello) e un po' di freddezza da parte del personale di sala, mentre la Sig.ra Elena si è dimostrata di una competenza e di una gentilezza senza eguali. Non me ne vorrà quindi se toglierò un punto alla mia valutazione sul servizio in generale, punto che darò a suo marito. Il quale, pur non essendosi presentato in sala (d'altronde, di sabato sera e con il locale quasi al completo avrà avuto giusto quelle due cose da fare), ha manifestato da "dietro le quinte" un'attenzione e una volontà di coccolare i propri clienti fuori misura. Ci siamo veramente sentiti al centro dell'attenzione. Bravo, bravo, bravo. Bravissimo. Da ogni piatto, anche dagli assaggi, traspare una passione sfrenata per il proprio lavoro. Un vulcano di idee, di accostamenti di sapori impressionante. Cappello blu, applauso con standing ovation. Ci ha emozionati e non vediamo l'ora di tornare.

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