La mia ricerca per un locale di livello, alternati...

Recensione di del 17/03/2007

Antica Trattoria La Speranzina

84 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 84 €

Recensione

La mia ricerca per un locale di livello, alternativo ai soliti visitati nei mesi passati, procede senza sosta e mi fa incappare questa volta, un po’ per caso e un po’ in seguito a qualche consiglio da parte di amici, all’Antica Trattoria la Speranzina, a Sirmione.
La visita è programmata per sabato a pranzo, sicuramente scelta particolare ma dettata anche dalla volontà di non trovare troppi commensali e sperare quindi in un optimum per quel che riguarda il servizio.
Prenoto telefonicamente il venerdì sera e parlo con il maître che si preoccupa di spiegarmi dove sarà collocato il nostro tavolo per tre persone, nella veranda vista lago al primo piano, e il perché della scelta: per il pranzo viene preferita la veranda, molto luminosa e con una splendida vista sul lago di Garda, mentre per le cene, soprattutto quelle romantiche e a lume di candela, si opta per la saletta al piano inferiore che si trova a pochissimi centimetri dall’acqua.

Dopo qualche minuto speso nella ricerca del parcheggio, nonostante sia ancora bassa stagione, Sirmione è già brulicante di turisti, entriamo nella parte storica del paese, quella all’interno delle mura del castello e ci dirigiamo verso il ristorante. L’ingresso del locale, che poi si estende in lunghezza fino al lago, è situato nella via parallela a quelle della Rucola.
Entriamo scendendo un paio di scalini e passando per la terrazza esterna che è predisposta per quegli ospiti che desiderassero pranzare all’aperto, visto anche che i venti gradi si superano tranquillamente.
Parallelamente alla terrazza si trova la veranda nella quale verremo fatti accomodare, mentre al piano inferiore c’è la saletta utilizzata per la cena. Tra in ed out–door i coperti arrivano circa a sessanta.

Una volta entrati il maître, molto cordialmente, ci accoglie e dopo aver verificato la nostra prenotazione ci fa sedere al tavolo, nella parte finale della veranda, proprio a ridosso del lago. In sala ci sono già due coppie con bambino al seguito che sono già a buon punto con il pranzo e ci lasceranno poco dopo. Verso le 14 arriveranno poi altri coraggiosi clienti che si cimenteranno in un pranzo più bucolico.

L’ambiente è molto elegante e particolare: le pareti sono in rovere bianco “rovinato”, molto in voga attualmente, e l’arredamento, più che un luogo adibito al cibo, ricorda la stanza da gioco di una bambina. Un po’ dappertutto possiamo infatti notare piccole bambole e giocattoli che decorano la stanza. Ad ulteriore richiamo di questo stile e colori anche lo staff è vestito con le stesse tonalità: i camerieri con camicia beige e cravattino bianco per gli uomini e cravatta per le donne.

La mise en place è fine ed elegante con tovagliato, stirato sul tavolo, lungo e ricamato, bicchieri Bormioli e posate in acciaio La Tavola. Appena seduti ci viene chiesto se gradiamo della acqua e di che tipo.

Dopo di che il maître arriva offrendoci un bicchiere di brut Franciacorta Montenisa, discreto al naso ma del tutto anonimo al palato.
Molto rapidamente arrivano dalla cucina dei piccoli stuzzichini, tra cui cubetti di pollo e verdura e rotolini di pasta sfoglia e verdura, da gustare insieme alle bollicine, che non vengono però serviti per ogni persona ma lasciati in un vassoio al centro della tavola.

È poi la volta dell’amouse bouche che consiste in una zuppetta di bianco di pesce: delicata ma saporita.

Ci viene poi servito il pane di diverse tipologie, che tuttavia non ci vengono illustrate, che però non possiamo appoggiare altrove se non direttamente sulla tovaglia non essendo previsto un piattino per pane e grissini.

Gli antipastini sono finiti e si comincia a fare sul serio: ci vengono portati i menu, dalle dimensioni davvero ragguardevoli, senza prezzo per la signora e con una serie di proposte molto interessanti. È previsto un menu di gran degustazione con otto portate di carne e pesce a 62 € bevande escluse, oppure è possibile scegliere un percorso di solo pesce o sola carne, sei portate, a 53 €. Ciò nonostante noi si opta per ordinare a la carte.

Mio padre ordina il millefoglie di capesante e patate con salsa di cipolle dolci e bacon croccante: gli vengono servite circa cinque capesante adagiate sulla crema di cipolle e con dei piccolissimi pezzetti di pancetta croccante; molto buono e sfizioso.

Io e mia madre scegliamo invece l’assaggio di antipasti misti di pesce: in un grande piatto quadrato troviamo quattro assaggi degli altri antipasti presenti in carta tra cui i migliori sono risultati sicuramente le capesante appena citate e dei bocconcini di rana pescatrice con patè di olive nere. La scelta per il mix si è rivelata azzeccata in quanto ci siamo potuti gustare più specialità ed avere un’idea più ampia sulle proposte.

Come portata principale io ordino steak e medaglione di tonno rosso: in un unico piatto mi vengono proposte due varianti sul tema ovvero una bistecca di tonno appena scottata, anche se forse leggermente troppo cotta e quindi lievemente “stopposa”, e un medaglione di tonno macinato. Sicuramente ho preferito la seconda versione, sia perché inedita ma anche perché più equilibrata nell’insieme.

Mia madre ordina invece degli spaghetti aglio olio e peperoncino con tartare di tonno: piatto molto semplice ma, a detta sua, comunque buono e saporito. Ad accompagnare questo piatto delle verdure grigliate.

Infine mio padre ordina una semplice grigliata di scamponi: in questo caso non c’è molto spazio per una valutazione sulla preparazione o sulla composizione del piatto se non per confermare la freschezza e la bontà dei crostacei. Come contorno dei broccoli lessi.

La carta dei vini, che consta di circa cinquecento etichette, è ben strutturata e dà una certa importanza ai vini del territorio e, oltre agli italiani, ai francesi sia a livello di champagne che fermi. Ho tuttavia notato che i ricarichi sono, nella maggior parte dei casi, eccessivi.
Per il nostro pranzo ho scelto il Kerner Praepositus 2004 dell’Abbazia di Novacella al costo, per l’appunto non troppo contenuto, di 37 €. Sentori eccezionali di fiori e frutti bianchi, possiede anche una buona struttura ed è dotato di una discreta PAI.

Come pre–dessert ci viene servito, all’interno di piccole porcellane francesi, un gelato al pistacchio, semplicemente divino, e una spuma all’arancia, molto fresca e gustosa.
Successivamente un’alzatina in argento con piccoli cioccolatini ripieni, spumiglie, gelatine alla fragola e pasticcini con frutta e crema chantilly. Non è ancora finita perché rimangono da gustare dei microscopici cannoncini ed una spuma al caffè.

Arriva poi il momento dei dolci, sicuramente il pezzo forte de La Speranzina. Per me il più classico dei tiramisù: in un grande bicchiere mi viene servita una crema di tiramisù più che il dolce vero e proprio, visto che il biscotti sono presenti in minima parte. Ciò nonostante l’apoteosi del gusto è stata raggiunta senza problemi.
Mia madre ordina una zuppetta di fragole: gustosa e rinfrescante, non l’ho provata ma mi è stato confermato fosse molto buona.
Per mio padre un sorbetto alla fragola: anche questo dolce, decisamente buono, è stato gradito e divorato in poco tempo.

Ordiniamo in fine tre caffè, che ci vengono serviti con dei cioccolatini extra–dark, e chiediamo il conto.

Nel frattempo sono passate più di due ore durante le quali il servizio ha avuto dei picchi, sia verso l’alto che verso il basso: all’inizio infatti il maître era molto disponibile e si soffermava sulla descrizione di tutti i piatti, con il passare del tempo, però, e con l’arrivo di nuovi avventori non gli è stato più possibile mantenere questo stile e con il pre–dessert siamo quindi stati costretti a chiedere spiegazioni in merito alla preparazione delle singole specialità, in quanto non ne eravamo stati messi al corrente. Uno dei camerieri ha inoltre sbagliato, per tutte e tre le portate, la consegna dei piatti (e in precedenza la predisposizione delle posate) creando un po’ di confusione anche tra i suoi colleghi. Per queste ragioni direi che il servizio, che in una situazione normale si sarebbe aggiudicato un bell’otto pieno, in questo caso si deve accontentare di un sette di incoraggiamento.

Per quanto riguarda la cucina devo dire di essere stato molto soddisfatto di questa scelta in quanto sia la qualità delle materie prime che dei piatti, mi ha appagato pienamente.

L’ambiente poi è fantastico, soprattutto per la vista di cui si può godere, e credo che in estate quando ci sarà la possibilità di mangiare all’aperto, non mancherò di far visita nuovamente alla Speranzina.
Un appunto a parte mi sento però di doverlo fare per alcuni prezzi: se per i piatti principali il ristorante è assolutamente nella media, ho ritenuto tuttavia eccessivo il costo dei contorni (9 € l’uno), dell’acqua (4 €) e del caffe (4 €). Questo fa sì che il rapporto qualità/prezzo non sia dei più competitivi.

Conto totale 251,00 €. Prezzo per persona 83,60 €.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.