Qualche giorno di relax nel Chianti, qualche bella...

Recensione di del 12/04/2009

Il Canto - Hotel Certosa di Maggiano

164 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 164 €

Recensione

Qualche giorno di relax nel Chianti, qualche bella giornata di sole. Dopo aver trascorso la mattinata nella superba San Giminiano il navigatore mi porta a due passi dal centro storico di Siena, in una Certosa del XIII secolo. Parcheggio riservato, si attraversa la stradina e ad attenderci troviamo una gentile signora che ci accompagnerà al nostro tavolo, prenotato con largo anticipo.
Apro una piccola parentesi: il sito del ristorante non è aggiornatissimo per quanto concerne menu e carta e non ha neppure i prezzi, però io che voglio sapere dove vado a sbattere ho mandato una email con tutte le mie domande e la signora Anna Claudia (presumo la stessa che ci ha accolto e che si occupa della sala) ha risposto con rapidità e dovizia di particolari, inviandomi i menu disponibili con relativi prezzi. Un plauso alla professionalità del servizio reso.

Sono le 13 in punto e noi siamo i primi avventori. Veniamo fatti accomodare in una delle due salette: quattro tavoli ben distanziati che saranno occupati per un totale di undici coperti. Noi siamo in due: tovaglie bianche, posateria e cristalli di alto livello, adeguati al locale.
Ci viene portata la carte degli aperitivi: come per quella delle vivande i prezzi sono riportati solo sulla mia (qui possiamo discutere se sia un gesto elegante o meno non riportare la spesa sulla carta dell'ospite; e poi chi l'ha detto che l'ospite non fossi io?).
Prendiamo, io un calice di Franciacorta Gatti (€ 9,00) e lei un vermut vanigliato (€ 8,00). Giuro che dalla prossima volta prendo appunti sui vini per essere più preciso: questo è quello che riesco a ricordarmi.

Passiamo alle vivande: menu di Pasqua, della tradizione e carta. Optiamo per il menu di Pasqua (che va ordinato da tutto il tavolo), composto da nove portate al prezzo di € 120.

Mentre guardo la carta dei vini arriva il benvenuto dalla cucina, costituito da cinque piccoli assaggi: sfoglia di cipolla essicata, panino cotto al vapore con lardo, pralina di rafano e cocco, cucchiaino di semi di zucca, mela-mandorla-pecorino. Molto buoni e ben presentati.
Ah... per il vino vado su un bianco locale suggeritomi dal simpatico sommelier (€ 46). Prendiamo anche una bottiglia di acqua (€ 5,50, un po' tantino secondo me). I liquidi vengono messi al fresco e i bicchieri riempiti solertemente non appena si svuotano.

Appetizer.
Crocchetta di zucca e amaretto: un piccolo cubo caldo di zucca fritto infilzato da uno spiedo di legno poggia su un calice contenente una schiuma di amaretto, da bersi con la cannuccia dopo aver mangiato il boccone. Bitter-sweet, non male, giocoso.
E ora inizia il vero e proprio menu degustazione.

Insalata di alghe, radici, fiori ed erbe: che dire? Se fossimo già al piatto migliore della giornata? Poche foglie, senza nessun condimento, da mangiarsi con le mani (come consiglia lo chef). Incredibile come una semplice insalata possa sprigionare tante sensazioni. Non so quante erbe differenti siano state utilizzate, ma una su tutte mi è rimasta impressa: l'assenzio.

Mosaico di seppia nel suo inchiostro: una fetta circolare di seppie "sbianchite" e legate con una gelatina al nero di seppia. Sopra, a condire, scaglie di sale, buccia di limone grattugiata e prezzemolo. Semplice ma decisamente appagante sia al palato che alla vista.

Lumaconi di pasta al forno: due conchiglioni (uno avvolto in una specie di delicatissimo cestino di parmigiano che ricorda la crosticina delle paste al forno) ripieni di salsa di pomodoro e burrata. Tanto semplici quanto eccellenti.

Dopo i primi vengono portati i pani in cinque varietà: integrale, bianco, olio, burro, mais. I migliori che abbia mai assaggiato. Ma è possibile che per trovare un pane così debba recarmi al ristorante e non dal panettiere? Dimenticavo: con i primi piatti si possono degustare splendidi grissini confezionati provocatoriamente in modo industriale.

Uova, prosciutto e piselli: albume cotto, tuorlo crudo montato con sentori dolci, come di mandorla. Chiedo, mi viene detto che è il gusto puro di quel particolare uovo, prodotto da Paolo Parisi. Germogli di piselli e relativa, leggerissima salsina. Prosciutto iberico. Mi è piaciuta l'idea di dare una forma ovale all'albume e di inserise il tuorlo, sferico per antonomasia, in un'intercapedine quadrata al centro dello stesso.

Orata e carciofi: il trancio, superbo per cottura e succulenza, poggia su una dolcissima julienne di cuori di carciofo che a sua volta è immersa in una salsa amara ottenuta dalle foglie esterne del carciofo. Contrastante, bilanciato.

Agnello cotto al forno con fiori di camomilla e favette: il piatto meno convincente. A mio parere, pur nella perfetta esecuzione (vedi cottura della carna e leggerezza della salsa), il dolce della camomilla sovrastava il carattere dell'agnello.

Zolla di certosa: rivisitazione della ribollita da mangiarsi rigorosamente, in un sol boccone, con le mani. Un piccolo tocchetto di pane morbido, imbevuto di centrifugato di cavolo nero, cipolla, tartufo... e sicuramente altro che non ho scorto.

Direttamente offerti e portati dallo chef: spiedini (fatti con l'alloro) di fegato e cuore. Buoni.

Pre dessert.
Mandorla dolce e amara: come abbiamo iniziato finiamo. In una provetta un bel reset per il palato da surgere con cannuccia.

Piccola pasticceria: senza parole, piccoli assaggi memorabili. Sfoglia di agrumi e mandorle, cannoncino con zabaione al vin santo, pralina di cioccolo con manta liquida, lecca-lecca con cioccolato e lampone, bon-bon di gelato ricoperto di cioccolato bianco, tartufo nero e forse altro che non ricordo.

Carota, nocciola, limone e vaniglia: gelato di carota, zest d scorza di limone, pallina di burro di nocciola, polpa di vaniglia. Buono, ma mi aspettavo di più.
Con il dolce un calice di moscato (€ 6,00). Poi il caffè espresso (€ 4,00).
Passiamo a salutare lo chef in cucina che ci sembra molto umile (vedi la semplicità dei nomi dei piatti), un frate di una certosa, che spesso utilizza
le erbe e i prodotti che nascono nell'orto.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.