Per la prima serata della nostra vacanza a Siena d...

Recensione di del 05/09/2010

Da Divo

42 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 42 €

Recensione

Per la prima serata della nostra vacanza a Siena decidiamo di cenare in questo ristorante nel pieno del centro storico della splendida città toscana, a pochi passi dal Duomo e dal Battistero. All'ingresso, troviamo il bancone del bar e un piccolo salottino con il tavolo d'appoggio per il ricevimento dei clienti. Il ristorante si compone di tre sale: la prima, situata a livello della strada, accoglie i tavoli più grandi e si caratterizza per un altissimo soffitto in legno e le pareti con pietra a vista; la seconda è appena sotto e richiama il medesimo stile; ancora più sotto, dove veniamo fatti accomodare, la sala ricavata nel tufo, con le graziose ed eleganti nicchie nelle quali sono posti i tavoli da due.
L'apparecchiatura è elegante e adeguatamente raffinata, con bella posateria e tovaglie color crema, bicchieri per l'acqua e calici per il vino e una piccola candela rossa in un vaso di vetro ad illuminare la nicchia insieme ad una serie di faretti ben posizionati che esaltano la bellezza della sala. Viene peraltro diffusa una piacevole musica jazz-soul che rende ancora più romantico e galeotto l'ambiente.

Ci vengono lasciati i menu e la carta dei vini e ci viene servito per appetizer una pallina di verdure impanata su crema di formaggio, adagiata su un cucchiaio con manico ricurvo.
Sfogliando la carta dei vini notiamo una (giusta) prevalenza di etichette toscane ed un considerevole ricarico sui vini. Noi non abbiamo visto, almeno tra i bianchi, neppure una bottiglia sotto i 20 euro.
Scegliamo per accompagnare la nostra cena una Vernaccia di San Gimignano Panizzi 2008, che si rivelerà gradevole ed adeguata per tutto il nostro pasto.

Antipasti.
Il mio fidanzato sceglie la crostatina salata farcita con ragù di verdure e funghi estivi al timo, fonduta di Parmigiano. Si tratta di un antipasto caldo leggero e profumato, di buona fattura, forse un po' troppo poco marcato l'aroma dei funghi.
Per me, sfogliatina calda ripiena con pecorino fresco di Pienza e rucola, insalatina croccante di noci, misticanza e riduzione di vino rosso. Amante dei formaggi ed incuriosita dal prmo contatto con rinomato pecorino della bella cittadina della Val d'Orcia, punto su questo antipasto, che mi viene servito in un piatto rettangolare di vetro. La sfogliatina è adagiata su letto di verdurine fresche, piacevolmente guarnite con la riduzione al vino rosso. Forse il sentore meno marcato è proprio quello del pecorino, ma assaggi successivi di questo formaggio mi permetteranno di capire che, nella sua versione più fresca, esso è di per sè molto delicato sia al gusto che all'olfatto.

Primi.
Mi oriento sulla lasagna all'uovo gratinata con ragù di manzo, salsiccia toscana e semi di finocchietto. Sono al primo approccio in Toscana con il finocchietto. Di lì a poche ore scoprirò la finocchiona e la eleggerò a mio salume preferito per quelle terre. Nel complesso un primo piacevole, ben eseguito, ma forse il mio giudizio è un po' frenato in quanto figlia di mamma modenese ed avvezza perciò ad altro genere di lasagne.
Enrico ordina invece i pici senesi con ragù di cinghiale alle erbe aromatiche e briciole di pane toscano croccanti. Buoni e anche abbondanti, un piatto di tradizione con un ragù di buona fattura e di sostanza.

Tralasciamo i secondi, tra essi ricordiamo la Fiorentina alla griglia, il medaglione d'agnello ed il petto di faraona, e passiamo direttamente al dolce, non prima di evidenziare come il locale presenti tra le sue portate anche alcuni piatti a base di pesce.
Dessert.
Prima del dolce vero e proprio, ci viene gentilmente servito un pre-dessert, consistente in una fettina di torta al cioccolato con goccia di cioccolato bianco.
Per lui, una golosa mousse al cioccolato fondente, frutti di bosco e salsa inglese profumata all'arancio. In carta, la mousse era accompagnata dalle ciliegie e probabilmente la sostituzione di esse coi frutti di bosco è dovuta al trascorrere della stagione ed al conseguente cambiamento dei prodotti freschi utilizzabili in cucina.
Per me, un rotolo di pan bisquit con pesche caramellate e salsa bianca al limone. Scoprirò, una volta servito il dolce, che per "pan bisquit" s'intende la pasta con cui in Piemonte si realizza il così detto "salame dolce" o rotolo al cioccolato (spesso fatto anche con marmellata o crema pasticcera).
Con il caffè ci viene servita della buona piccola pasticceria, non limitata ai soli classici cantuccini toscani.

Nel complesso, si tratta di un ristorante di un certo garbo e di una buona ricercatezza, dichiaratamente non turistico, con proposte culinarie sufficientemente elaborate ed attente al particolare, un servizio preciso e molto gentile ed un ambiente ed un'atmosfera davvero intriganti e molto romantici, ideale per un primo appuntamento o in generale per una cena a due in una delle città più belle del mondo.

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