In occasione di un viaggio a Milano nel weekend, v...

Recensione di del 21/11/2009

Grangia

30 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

In occasione di un viaggio a Milano nel weekend, vorremmo provare un posto nuovo, di cucina lombarda tradizionale, anche fuori città, risparmiandoci code chilometriche, difficoltà di parcheggio e prenotazioni giorni prima.
Nelle news di un sito di recensioni enogastronomiche, a cui siamo iscritti, troviamo quello che pare al caso nostro, per cui telefoniamo senz'altro (in quanto specificato chiaramente per avere a disposizione nel menu i piatti classici meneghini e lombardi) e conversiamo con la titolare che ci suggerisce un percorso composto da: affettati e "mondeghili" (polpettine panate), assaggi di risotti vari, per me la cassoeula, di cui sono ghiotto, e di cui il sito ha detto mirabilie, e per la mia lei "bruscitt" (piatto valtellinese di tocchettini di carne rosolati nel vino e aromi conditi con polenta).
Dopo la disponbilità mostrata, ci avviamo ancora più curiosi a raggiungere la location la sera seguente:purtroppo un incidente in tangenziale ci ritarderà di un'ora ma la signora, avvisata, ci dirà di arrivare a qualunque ora; un'ottima presentazione!
Si esce in tangenziale est, sulla Milano-Venezia, a S.Donato-Paullo, si imbocca la paullese e si attraversano alcuni comuni fino ad arrivare dopo tempo indefinito tra i campi, senza alcun segnale indicatorio chiaro, alla cittadina di Settala dove si trova il locale.
Anche qui nella notte poche anime in circolazione, centro quasi deserto, nessun cartello che indichi la trattoria, pare un paese fantasma! Una coppia di passaggio interpellata, ci indica la via giusta nei pressi delle scuole elementari ricordandoci si tratti di un agriturismo e bed & breakfast a loro dire.
Troviamo l'indicazione in una via sterrata che ci porta, dopo poche decine di metri tra il verde, a un ingresso, stile ranch texano, con scritto "Quarterhorse La Grangia": in effetti tutt'attorno scorgiamo un ambiente che ci appare come un cascinale, con attorno stalla e aia frontestante, e illuminato, con vetrate griffate, un locale caldo e accogliente che, dopo quest'odissea alle 22 di sabato sera ci sta aspettando.

Troviamo un problemino a identificare l'entrata ma ci viene pronta incontro la cameriera ad aiutarci, stesso problema, dopo accomodati, ad andare in bagno per lavarsi le mani, bisogna ri-uscire e passare da una porta di legno laterale (di nuovo non identificata), ai cui piedi è sdraiato un cagnone dormiente che temiamo un pochino. Ancora una volta la cameriera lo riporta al suo posto e entriamo in un bel corridoio piastrellato,con specchiera e illuminato da applique, due bagni ben divisi per uomo e donna, pulitissimi profumati e ordinati con salviette, saponi e tutto l'occorrente. E' davvero l'ingresso di una casa, infatti notiamo una scaletta che sale ai piani superiori. Di fianco scorgiamo una porta di metallo che immette nella cucina anch'essa linda e splendente.
Ri-usciamo e rientriamo nella sala, molto romantica e d'antan, tutta dominata dai colori del legno (sedie, tavoli, scaffali di bottiglie e liquori, scansie e madie, travi del soffitto a vista, ruote di calesse appese ai muri, ecc.) e illuminata da candeline accese ai tavoli, coperti di tovagliato bianco fine, rischiarati da una delizosa illuminazione tutta particolare.

Veniamo al tanto sospirato menù alle 22 di sabato sera con la sola compagnia di una tavolata di amici molto discreta.
Dopo l'ordinazione di acqua naturale e, dalla carta dei vini, ben fornita di prodotti lombardi, ma anche extraregionali, con giusti ricarichi, ci pare, di un Buttafuoco 2006 Quaroni, (bello corposo).
Inizieremo con un piattone di antipasti misti cosi strutturato: salumi meravigliosamente saporiti nonchè leggeri (pancetta salame cotto e crudo), cotechino con crauti armonioso, misto verdure dell'orto (pomodorini, peperoni e peperoncini piccantini, cavolfiori, cipolline) e i mondeghili? Ci verrà comunicato dalla titolare in persona che non è riuscita a prepararli non per dimenticanza ma per mancanza di tempo, peccato ma avevamo telefonato la sera prima: passiamo ai primi i famosi risotti.

Ci propongono il riso giallo classico alla milanese, un riso noci e zola, uno alla salsiccia e funghi, la mia lei opta per quello allo zafferano io passo attendendo la cassoeula e semmai chiedendo un riso al salto ma mi viene risposto che si deve preparare prima quindi chiederlo prima. Aspettiamo il secondo, in ogni caso strappo un assaggio di riso giallo: è ottimo e deliziosamente mantecato.

Eccoci alla casoeula che farò gustare anche alla mia ragazza riluttante: è gradevole, poco grassa, ben amalgamata alla verza ma purteroppo mancante di alcuni componenti. Infatti sono solo presenti costine, verzini, ma orecchiette, piedini e cotenna no.
Al momento dell'ordine del formaggio la titolare ciò conferma la mancanza di alcuni elementi dovuta a impossibilità di reperirli.
Ci consoliamo con un assaggio di Salva Cremasco, radioso formaggio tipo quartirolo locale, ma più stagionato, in abbinamento a mostarde e salsine dell'orto. Tutto molto buono.
Lasciamo la titolare essendo tardissimo e ringraziandola della leggera e meravigliosa cucina. Le facciamo notare l'assenza di cartellonistica per raggiungere la location, di insegne per entrate e toilette visibili e nonostane gli accordi telefonici di mancanze di piatti previsti nel menu.
Da riprovare con più calma: può e deve crescere con tutte queste riscoperte di cucina di una volta e ottimo rapporto qualità/prezzo.
Alla prossima!

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