A fronte di una toccata e fuga a Sesti Levante per...

Recensione di del 07/07/2007

Trattoria Da-e Figge du Baratta

19 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 19 €

Recensione

A fronte di una toccata e fuga a Sesti Levante per motivi familiari, ripartiremo in serata dopo essere arrivati alle 3 pm. Occorre mangiare velocemente e senza appesantirsi.
Provo un ristorante di nostra conoscenza, ma è - ovviamente - pieno, e stiamo quasi per decidere un veloce ritorno a Milano, quando mi ricordo di una segnalazione fattaci da alcuni del posto, che mi avevano detto: “Se vuoi mangiare una griglia buona, vai lì”.
Altre volte avevo provato, ma non avevo mai trovato posto libero.
Senza molte speranze, ci passo davanti, provo e...miracolo, hanno posto per due sperduti viandanti.

Il locale si trova praticamente a ridosso del Campo Sportivo, in una traversa nascosta, fuori dal percorso turistico. Non so se faccio bene a recensirlo (visto che porto allo scoperto una piccola chicca) ma tant’è...
Al di fuori, l’insegna abbastanza curiosa: “Da ‘e figgie do Baratta” (Dalle figlie del Baratta). Trattoria di normalissimo livello, ha due sale, una grande, ricavata in una veranda, e una decisamente più piccola, quasi all’ingresso, subito dopo il bar. Alle pareti, un misto di lastre di beola, perlinato, mattoni e intonaco bianco: come gusto non è il massimo, eppure l’insieme è allegro. Completano il quadro un mucchio di ammennicoli, fotografie, quadri, rami, e un bel paio di corna di toro (non cervo, proprio toro). Sul pavimento, una sorta di seminato di schegge di lavagna, riquadrato da inserti bianchi.
Tavoli un po’ ravvicinati (neanche troppo), con tovaglie a quadri bianche e azzurre, bicchieri e posate adeguate.

Ci accoglie una (credo) delle titolari, con un bel sorriso, e una forma di gentilezza che raramente vedo nei ristoranti Sestresi, un po’ “rusteghi” nell’accoglienza.
Apriamo la lista, che si rivela abbastanza contenuta, con un paio di note che avvertono di non essere impazienti sui primi, perché vengono fatti tutti espressi, e che la carne viene tutta da allevamenti toscani.

Optiamo per due pansotti al sugo di noci, e quindi chiedo una delle due voci asteriscate della lista (*= non sempre disponibili) ovviamente, la cinta senese non c’è, e la bistecca di cinghiale neppure. Adoro anche la pancetta alla griglia, e ordino quella, con cipolline in agrodolce.
Mia moglie, invece, opta per una scamorza al coccio.
Acqua minerale per entrambi, la moglie semiastemia e il sottoscritto che deve guidare.
Dopo poco, arriva la titolare, e mi mostra due fette di pancetta, belle grandi, e mi chiede se vanno bene. Bello: non lo fanno a volte neppure nelle porzioni a peso, figuriamoci col prezzo a porzione.
Comunque, mi pentirò della scelta (pur ottima): nel tempo della nostra ordinazione, vedrò passare per la medesima cerimonia vassoi di carne, spiedini vari, bistecche di più di un chilo: sembra il paradiso della carne.

Intanto, arrivano i pansotti: del tipo arrotolato, ben gonfi, sono sicuramente fatti espressi, ma...peccato: la salsa di noci, che ha un deciso sapore di noce, ottima al palato, è tuttavia fredda: versata sui pansotti, ha rinfrescato l’esterno, mentre l’interno mantiene inalterati i suoi 10.000 gradi. Risultato: una scottatura al palato, perché non me lo aspettavo.
Ripieno eccellente, un po’ asprigno, buona e sottile la pasta, buona cottura, porzione più che corretta.
8 ai pansotti, 8 alla salsa, 5 alla temperatura. 6/7 di media.

La pancetta, eccellente: abbondante, ben rosolata, croccante ma morbida: la adoro, e questa merita. 8 pieno, forse 9: difficile farla molto meglio di così.
Un po’ meno buone le cipolline, ma molto influisce la delusione: mi aspettavo cipolline stufate, sono invece in vaso, forse casalinghe, ma sott’aceto.

La scamorza è un grosso coccio completamente colmo: diciamo due etti buoni di formaggio. Ben fuso, non bruciato, farà la sua brava crosticina dorata finale. Anche qui, traspare un uso ben più che corretto dei fuochi.

Per finire, una crema catalana, solo per me (per fortuna che volevo tenermi leggero). E anche qui, fredda la parte sottostante, bollente la crosticina superiore. Un forte sentore di scorza di limone, e una notevole presenza del sapore di uova. E’ come dire ”casalinga”: forse non attinentissima al nome,
ma decisamente buona.

E ora il conto. 37,65 euro. In due.
A Sestri, dove per questa cifra ti prendi un croccantino al baracchino.
Scherzi a parte, la lista comprende tutti prezzi fermi alla trasformazione (corretta) da lire ad euro: i pansotti costano 5,16 (= 10.000), il caffè 1,03, e così via. Non c’è un arrotondamento a volerlo pagare. Salvo poi alla fine quando il resto ti viene dato, arrotondando a tuo favore.
La prossima volta, provo la fiorentina (3,65/hg, le ho viste passare).

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.