È venerdì sera, e come spesso capita, io e la mia ...

Recensione di del 18/04/2008

Osteria Gusto di Vino

28 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 28 €

Recensione

È venerdì sera, e come spesso capita, io e la mia gentil donzella esponiamo le nostre papille a delicati esperimenti gastronomici.
Scegliamo questa osteria perché eccellentemente recensita sul mangione.it. Imbocchiamo il controviale di Fulvio Testi ed ad una stretta traversa giriamo a destra. Poco dopo siamo arrivati. Il parcheggio, abituati a Milano, lo troviamo ad una cinquantina di metri, senza grossi affanni. Da fuori il locale sembra la classica enoteca-osteria milanese chicchettina ed elitaria.

All’interno ci sono pochi tavoli ben distanziati nonostante il locale sia molto piccolo. L’atmosfera è quieta e famigliare ma anche con qualche tocco di eleganza. I tavoli in legno sono apparecchiati con tovagliette e tovaglioli di carta. I calici sono classici e, nonostante la tavola sia nella sostanza senza tovaglia, l’esito è piacevole, non propriamente grezzo. I caloriferi sono fucsia così come alcuni richiami sul muro. Sulla parete opposta alla nostra ci sono alcuni coloratissimi quadri moderni. A fianco al nostro desco c’è un tavolo colmo di riviste culinarie e enologiche.

Il menu offre sei antipasti, tre primi e sei secondi.
Il patron ci accoglie cortesemente e ci illustra i piatti ai quali siamo interessati. Il coperto è compreso nel prezzo; una volta effettuate le ordinazioni, arriva puntualmente il pane. Il cesto del pane è composto da pane carasau, e una pagnotta a fette, fresco e croccante. Prendiamo entrambi un primo ed un secondo.

Nell’attesa di ricevere il nostro primo piatto, ci viene offerta un’entrèe: polenta con cipolla e acciuga. Servita calda, è molto gradita e saporita (voto 7,5). La spazzoliamo via soddisfatti in un batter d’occhio e ce la chiacchieriamo allegramente in attesa dei nostri primi.

Inizialmente avevo scelto i “Ravioli al Castelmagno con burro salato e polenta bruciata” che però non ci sono. Ripiego, per modo di dire, su Chitarra con vellutata di fave e pecorino stagionato (12 euro). La porzione è abbondante e ben presentata; c’è molta vellutata di fave ed è ben condita d’olio. La “chitarra” è cotta al dente, perfettamente. Il pecorino sembra di ottima qualità ed effettivamente stagionato; il suo gusto prevale infatti su tutto, soffocando, ahimè, le povere fave. Nel complesso buono (voto 7).
La mia dolce metà, che si sta sottoponendo ad un lento décalage di risotto, sceglie Maccheroni al torchio, crema di patate, carciofi fritti e aglio (10 euro). Porzione abbondante e di bell’aspetto. Il maccherone è ben cotto e ogni ingrediente assurge con sapidità alla sua funzione culinaria. Il fritto è delicato e non si impone (voto 7).

Le porzioni sono abbondanti ed assai condite, e dunque siamo quasi sazi, ma non ci arrendiamo e proviamo i secondi. Nonostante il patron mi avvisi gentilmente che per la carne devo aspettare una decina di minuti, il tempo vola e dopo poco arrivano le pietanze.

Io scelgo Pavé di vitello al rosa con panelle fritte e spinaci saltati (15 euro). Il vitello è appena scottato (giustamente definito rosa), tagliato a fettine con sale grosso in vista. Il vitello è morbido e carnoso, gli spinaci sono buoni mentre le panelle un po’ troppo stoppose. Nel complesso un piatto discreto (voto 6).
Così come il ventaglio vegetariano ordinato dalla mia Lei (15 euro). Il tortino di broccoli è buono, mentre la parmigiana di melanzane è un po’ troppo condita e risulta un po’ pesante.
Una volta arresi all’incedere dei lipidi, optiamo di non prendere i dolci; siamo sazi. Inaspettatamente ci viene gentilmente offerta una pralina al cioccolato e peperoncino a zucca; molto buona e gradita (voto 8).

Siamo strapieni e decidiamo di deporre forchetta e coltello per impugnare il volante in vista di un tranquillo ritorno in quel di Milano.
Il conto totale è di 56 euro per due primi, due secondi e due acque. Il patron è stato molto gentile e ci ha accompagnato assiduamente durante la serata. Mentre lo chef è venuto a metà serata a chiederci se tutto fosse stato gradito. Sul servizio non si può eccepire. Le porzioni sono abbondanti, i piatti sono ricercati (con buone materie prime), ma forse un po’ troppo carichi di condimento, al punto di risultare non sempre delicati e talvolta pesanti. Nel complesso un discreto ristorante.

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