Merita di essere provato

Recensione di del 25/05/2015

Pomiroeu

121 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 121 €

Recensione

Locale importante è che gode di considerazione nel panorama della ristorazione italiana di qualità con giudizi lusinghieri.

Da tempo oggetto di desiderio di una cena tra amici con i quali condividiamo anche percorsi gastronomici. Ci troviamo pertanto in tre coppie con provenienze diverse.

Il nome, che può sembrare francese, fa riferimento ad una parola del dialetto Brianzolo con la quale si indicano i "pometi", coltivazioni di cui era ricca in passato la zona di Seregno.

ll ristorante si trova nella zona "ZTL" della città, raggiungile con una breve passeggiata dalle zone limitrofe dove è stato semplice trovare parcheggio.

Ci si accede superato un bel portico e una graziosa antica corte.

Si divide poi in tre sale ben separate, quasi fossero dei vani, di dimensioni diverse, di un appartamento.

Per noi una riservata con un bel tavolo rotondo, delimitata da una paratia con la zona di passaggio.

In un'altra, un gruppo unico numeroso con un allestimento credo predisposto per la circostanza con una tavolata unica posta in diagonale e una presenza che ritengo sia stata più numerosa del solito, tema che inciderà un po' sulla qualità del nostro servizio. Nell'ultima, tavolini occupati prevalentemente da coppie.

Nonostante il giorno feriale il ristorante è pressoché al completo, anzi nonostante qualche posto libero in una sala, l'allestimento insolito di quella per il gruppo mi fa pensare che i coperti sia comunque simili ad un tutto esaurito "ordinario".

Appena seduti al nostro tavolo viene posata al centro una lampada molto singolare, uno stelo sottile cilindrico regolare con alla sommità un disco di dimensioni leggermente superiori che irradia una leggera luce bianca e che sta in piedi grazie ad una calamita sul fondo. Direi simile ad una torcia di segnalazione. Molto simpatica, elegante e originale.

Tutto è giocato sui colori bianchi, neri e grigi. Tovaglia rigorosamente bianca, sedute imbottite nere, paratia, che delimita su un lato la stanza, nera, pareti grigie con fascioni scuri a metà altezza. Un allestimento sobrio, elegante, moderno.

Uno sguardo alla carta, un menù chiamato EXPO orizzonti e tradizioni a 90 euro con una entrée, due primi un secondo e tiramisu secondo il Pomireu che include anche due calici di vino, acqua e servizio Altro a 60, 75 o 85 detti Carta Bianca non espressamente indicati dove la differenza sta nel numero degli assaggi in ogni caso a scelta dello chef uguali per tutto il tavolo.

Dal lunedì al sabato ci sono poi dei Lunch menu' che consentono a prezzi più easy di scegliere (2 o 3 portate) tra alcuni piatti del menù del giorno.

Noi non volendo sorprese ed essendo in sei con la voglia di assaggiare più cose anche attingendo a qualche scambio, optiamo per la carta tra 6 proposte per antipasto, 6 di primi piatti e 7 secondi, 6 di carne e uno solo di pesce.

Personalmente inizio con "piccolo stagno: acqua pazza, ravanelli, cicoria e gamberetti rosa". Il piatto che sulla carta m'ispirava di più e che invece mi piacerà meno. Innanzitutto una sorpresa, è freddo. Non che costituisca un difetto ma in effetti pensavo ad un consommé di pesce con l'aggiunta di verdure e gamberi crudi.

Si presenta molto bene con un brodo leggero di pesce aggiunto al momento, su una specie di orto con erbe, in parte intere e in parte ridotte a una crema, ravanelli e gamberi crudi. Ne viene fuori un piatto freddo poco intenso nei sapori. Mi aspettavo maggior contrasto tra il brodo e la dolcezza dei gamberi.

La generosità dei miei amici mi porta ad assaggiare il "Cannolo di polenta, caponata di verdure fondenti, crema di mozzarella e basilico", servite su un piatto scuroi di terracotta grezza con posate di legno. Tre cannoli croccanti ripieni posati sulla crema e completate con gocce di crema di basilico sparse nel piatto. Originale, molto buono e armonioso il sapore.

Assaggio anche il "cubo di salmone cotto dolcemente alla lavanda, salsa agli agrumi e zenzero su insalatina di asparagi" che non amando il salmone non m'interessava più di tanto e che invece trovo molto buono, direi il migliore salmone mai assaggiato.

Il mio primo, dalla descrizione lunghissima "Riso selezione Carnaroli del Pavese gran riserva mantecato alla ricotta di bufala leggermente affumicata con tartare di gamberi rossi e tartufo nero, colatura di alici" ha vinto il premio Risotto dell'anno al "Concorso Premio Gallo".

Non conosco gli altri in concorso ma posso dire che questo è eccezionale: bellissimo gioco di colori, grande cremosità, intensità e contrasti di sapori con il delicato dei gamberi e della mozzarella e i più decisi sapori della colatura e del tartufo.

Spunto anche qui due assaggi, casoncello all'aglio, olio e peperoncini, crudo di morone carbone di mare e albicocche. Non troppo piccante, attenuato anche dai pezzi di morone posati sopra insieme ad una sorta di cheaps con le alghe definita carbone di mare. Un piatto molto originale, gradevole, intrigante.

Assaggio anche il tagliolino di pasta all'uovo concassè di tonno, San Marzano, pinoli tostati e lime, un piatto equilibrato e delicato, non sbalorditivo.

Il mio secondo, "Piccione arrosto glassato alla soia e miele, semi di sesamo tostati, porri novelli all'aceto di riso", due composizioni nel piatto con le due cosce e il petto contornati da veli di cipolle arrotolati e dalla crema della glassatura.

Un ingrediente che prendo spesso in questo tipo di ristoranti. Senz'altro una buon piatto, non il migliore mai mangiato con il piccione. Presso un paio di ristoranti con chef famosi lo ho apprezzato di più.

Per dessert scelgo "Negroni: biscotto al ginepro, bavarese al Negroni, spuma di arancia e Vermouth". Un dolce squisito che richiama ovviamente il sapore del famoso aperitivo, un connubio tra dolce e amaro dosato perfettamente. Per me che non amo molto i dolci un dessert da 10.

Hanno accompagnato la nostra cene tre vini:

Nova Domus di Terlan, una selezione di uve Pinot Bianco 60%, Chardonnay 30% e Sauvignon Blanc 10%, un vino che srpigiona 14 gradi e che al palato appare complesso co un sapore persistente, uno dei miei bianchi preferiti.

Bianco di Caselle, Carricante in purezza di Benanti, un'azienda Sicilia subito a Sud dell'Etna, che qualche giorno dopo la nostra cena sarà oggetto di una visita in cantina per un rifornimento di vari tipi di vini. Un bianco tra i migliori per rapporto qualità/prezzo.

Con i secondi, Rossese di Dolceacqua 2011, Terrebianche Bricco Arcagna, una produzione limitata di 3.000 bottiglie. Purtroppo servito un po' in ritardo, nel senso che sono arrivati i secondi prima che potessimo chiedere la carta dei vini e ordinare il rosso, nonostante già all'ordinazione del secondo bianco avevamo manifestato il desiderio di chiudere poi con un rosso.

L'essere in una saletta da soli è una bella sistemazione ma non aiuta in caso di necessità di attirare l'attenzione dei camerieri che non siamo riusciti ad intercettare tra il ritiro dei primi piatti e l'arrivo dei secondi. La sensazione è che fossero molto impegnati con la tavolata nella saletta attigua.

Contrattempo sgradevole. Aggiungiamo che i fondi di questo vino erano veramente eccessivi, forse anche perché agitato un po' troppo, ma eccessivi in ogni caso al punto che andava a mio avviso sostituito. Nella difficoltà di farlo osservare e nella necessità di accompagnare le pietanze abbiamo finito per berlo comunque con una certa attenzione considerato che il sapore non ne aveva risentito.

Concludendo senz'altro una buona cena con piatti ottimi e altri meno entusiasmanti. In ogni caso una cucina di livello, che merita la stella Michelin che lo chef Giancarlo Morelli vanta per questo ristorante aperto nel 1993 dopo esperienze all'estero e che credo riproverò nella versione estiva, in quanto lo chef collabora con il Phi Beach in Sardegna a Forte Cappellini presso Baia Sardinia.

Qualche imperfezione nel servizio che voglio credere dovuta ad una serata complicata e probabilmente straordinaria da gestire che comunque non dovrebbe costituire un problema in un ristorante di questo livello.

Conto finale senza dettaglio, 121 euro a persona per una cena completa, antipasto, primo, secondo e dessert oltre a 3 bottiglie di vino in sei, acqua e qualche caffè.

Per dare un'idea dei prezzi gli antipasti vanno da 18 a 24 euro, i primi da 20 a 24 euro, i secondi da 26 a 35 e i dessert tutti 15 euro.

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