Questa volta l’ennesimo Evento ufficiale, a sfondo...

Recensione di del 09/04/2006

La Maison

50 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Questa volta l’ennesimo Evento ufficiale, a sfondo conviviale, tra Mangioni, si svolge al ristorante “La Maison” di Senago, già ritrovo per molti di simpatiche “sperimentazioni” a sfondo gastronomico e dove, in diciotto, ci incontriamo, allettati dall’interessante menu proposto per l’occasione.
La mia personale sensazione nel varcare la soglia de “La Maison”, è sempre quella di entrare a casa di amici, essendoci sempre qualcuno pronto ad accoglierti con una cordialità sentita e per nulla formale. L’ambiente e la mise en place sono quelli gradevoli di sempre e già dettagliatamente descritti in precedenti recensioni. Per l’occasione sono stati allestiti, nella sala superiore, quattro tavoli i cui singoli posti sono stati precedentemente assegnati dagli organizzatori.

La cucina proposta da “La Maison”, è in continua evoluzione: lo staff è sapientemente motivato da Pino Colicchio, splendido padrone di casa che, grazie alla sua attività di “travel agent” e alla sua sentita passione per l’arte gastronomica, ritorna ogni volta dai suoi viaggi all’estero con materie prime provenienti dalle zone d’origine (altrimenti difficilmente reperibili), carico di una ventata di fresche idee; ed è a questo punto che Pino, proprio come un appassionato direttore d’orchestra, riesce sempre ad esprimere al meglio il proprio pensiero interpretativo, avvalendosi dei preziosi virtuosismi sia dello chef Alberto Protti che del maître e sommelier Alessandro Colombo, attraverso un non sempre facile sforzo di adattamento al gusto tutto italiano.


Ebbene… gli ultimi ospiti sono arrivati e, finalmente, un Franciacorta satèn Monterosso preannuncia il via. Tutti a tavola!

Le successive portate, saranno abbinate ad una selezione di vini che il sommelier Alessandro ha effettuato per l’occasione:
Sauvignon Saint Bris 2002 – Domaine Felix;
Rose d’Anjou 2005 – Château la Roulerie.
Il pane che ci viene proposto è integrale alle noci, ottimo, e grissini, accompagnati dallo squisito burro di Normandia.

Composizione d’ostriche Special de Claires ai tre sapori con crackers di farina di mais, un bell’inizio, decisamente. Interessante la provocazione dell’idea: perché non provare ad impreziosire il già pregiato mollusco? E allora un’ostrica con una tartare di ananas ed erba cipollina, un’altra con yogurt magro e la terza con pesto di nocciole, accompagnate da piccoli crackers di farina di mais. Bello e divertente il gioco dei contrasti che coinvolge un po’ tutti i commensali, invitati ad indicare la preferenza nell’ordine della degustazione. Ed è così che, personalmente, ho trovato gradevole l’alternanza che, dalla dolcezza dell’ananas, conduce, dopo la pausa acida dello yogurt, alla leggera ed intrigante nota amara del pesto di nocciole.

Non mancano mai, nella cucina de “La Maison” i riferimenti alla terra pugliese d’origine del patron e a quella campana in cui si è formato professionalmente lo chef, pur essendo egli lombardo.

Proseguiamo nel nostro pranzo con le Fettine di pesce spada marinato al sale integrale con piccola zeppola tiepida di alghe e gianchetti, agro di pomodoro fresco; gradevolissimo al palato il pesce spada precedentemente marinato al sale grosso integrale marino ed una piccola percentuale di zucchero di canna. La presenza della zeppola, reminiscenza meridionale rivisitata, a base di farina, acqua e lievito, delicatamente fritta e ripiena di gianchetti e alga Wakame, arricchisce la pietanza. Gradevole la nota acida dell’agretto di pomodoro fresco.
Interessante la presenza dell’alga giapponese Wakame, a cui vengono attribuite innumerevoli proprietà benefico-curative. È tra le alghe più ricche di magnesio e ferro e si presta a svariatissimi metodi di preparazione e cottura. In Giappone è popolarissima e in Occidente, grazie al sapore leggero, è tra le più gradite per chi non ha ancora familiarità con il sapore delle alghe.

Il servizio, sempre all’altezza, si rivela attento e professionale, per nulla distratto dalla amichevole rumorosa convivialità di tutti i mangioni presenti.

Il Riso carnaroli mantecato alla crema di asparagi e bottarga di tonno di Favignana, salsa all’uovo è un piatto delicatissimo: perfetta la cottura del risotto preparato con un fumetto di pesce ed infine mantecato con una crema di asparagi, una piccolissima percentuale di burro salato di Normandia e una crema all’uovo. Su tutto, la deliziosa croccantezza degli asparagi verdi e la purtroppo esigua presenza di bottarga di Favignana.

Ancora uno sguardo a terre lontane con la Piccola insalata di grano spezzato, pralina salata di ceci, una preparazione davvero particolare: in pratica una Tabuleh, piatto di origine mediorientale, cui è stata aggiunta una pralina di ceci arricchita con cumino e fritta in olio.
In un bicchiere di vetro, su una base di julienne di lattuga, l’insalata di “Burgul”, grano spezzato e cotto al vapore, condita con concassè di pomodoro, prezzemolo e limone, integrata con cipolla, cumino e foglie di menta. Sopra a tutto una pralina di ceci, ovvero una “Falafel” di forma diversa, con l’aggiunta, anche in questo caso, di cumino. Infine la salsa, una “Tajina” di sesamo con aggiunta di purea di “Umeboshi”, frutto simile all’albicocca che cresce nelle regioni fredde del Giappone e che, fatto fermentare per oltre un anno con sale marino, enzimi e batteri particolari, assume un gusto piccante, aspro e salato al tempo stesso.
I sapori decisi di questa articolata preparazione, mi hanno personalmente rapita, rievocandomi profumi e sensazioni d’Oriente.

Lunga ed accurata la preparazione del Trancio di dentice e finocchietto selvatico in due cotture con insalata di melanzane marinate e uvetta, pesto al basilico che, dopo essere stato marinato sottovuoto con finocchietto selvatico e spezie per circa 12 ore, subisce la prima cottura in acqua a 85 gradi e la seconda sulla piastra. Il trancio risulta essere tenero e molto delicato e la presenza dell’uvetta abbinata al finocchietto è di tradizione decisamente sicula. Fresca la presenza del pesto di basilico ad arricchire il tutto anche se, personalmente, è la pietanza che mi ha meno entusiasmato.

A conclusione del nostro pranzo, il delicato e suadente dessert, una Mousse bruciata allo zafferano di Navelli, salsa alla rapa rossa. La presenza intensa dello zafferano rende questo dessert molto particolare e gradevole sia al naso che al palato; la rapa rossa completa il tutto con interessanti note non solo cromatiche. Riuscito l’abbinamento con Monbazillac 2001 – Château La Sabatière che conferisce, prima del caffè di rito, una gradevole sensazione di pulizia alla bocca.

Riconfermata ancora una volta, in conclusione, la piacevole consuetudine dell’incontro conviviale tra amici accomunati dalla passione e dall’interesse per la gastronomia, avvenuto grazie alla periodica organizzazione di appositi eventi ufficiali. Sarebbe bello che la partecipazione a queste manifestazioni potesse vedere una partecipazione sempre più ampia, anche perché costituiscono preziosa occasione di conoscenza interpersonale tra utenti associati.

Anna Tiziana Mittica

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