Non fatevi intimorire dalla “stazza” del Grand Mil...

Recensione di del 12/06/2008

Hostaria - Starhotels Grand Milan

60 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 60 €

Recensione

Non fatevi intimorire dalla “stazza” del Grand Milan Starhotel di Saronno e fate un passo avanti fino a raggiungere il ristorante ubicato al pianterreno, chiamato semplicemente l’Hostaria.

Vi troverete in un ambiente moderno ma non freddo, professionale ma non di facciata. E una cucina condotta da due giovani chef, Alessandro Cassago e Mauro Cagnoni, che hanno già dei bei numeri all’interno del loro repertorio. Una carta con molte scelte di pesce e qualcuna di carne, equilibrata nonostante le inevitabili concessioni a una clientela di tipo business (l’hotel è stato concepito come base logistica per fiera e Malpensa). Una formula lunch da 25 euro e un menu degustazione serale da 45 euro per tre portate a scelta più dessert. E uno staff che si prenderà cura di voi con amorevole attenzione, sotto la guida del restaurant manager Roberto Carvelli.

L’Hostaria si trova a due passi da un santuario, quello del miracolo di Pedretto Morandi, che varrebbe da solo una visita alla città del noto amaretto. Ingresso dalla hall dell’hotel, aperitivo servito su comodi divanetti con qualche sfizio da accompagnare (tra cui degli ottimi peperoncini secchi) e quindi si passa in sala. Tavoli ampi e ben distanziati, mise en place curata, sedie in pelle. Curato il cesto dei pani, con i grissini alla paprika fatti a mano da Edelweiss di Milano.

Siamo in tre, ognuno prende la sua strada. La mia porta dritta verso il pesce, consegnato fresco ogni mattina all’Hostaria da Verbano Ittica di Sesto Calende. Esce l’appetizer, una cozza fritta con crema di finocchi che anticipa quella che sarà la linea di cucina degli chef: costante ricerca della delicatezza, mano leggera e rispetto per la materia prima utilizzata.

Antipasto: tartare di branzino con pesto di ortaggi estivi, servita con una decorazione di liquirizia che va senz’altro utilizzata per contrastare il gusto della carne di branzino. Bel piatto, si può ancora migliorare intervenendo sull’elemento di contrasto.

Per il primo devio leggermente dalla tematica ittica ed ecco gli gnocchetti di olive nere, fondente di pomodoro e crema di bufala che sorprendono per l’eccellente preparazione dello gnocco, davvero uno dei migliori che ho gustato negli ultimi tempi. Anche questo, nonostante gli ingredienti, riesce ad essere un piatto delicato e contraddistinto dalla giusta sapidità.

Il secondo: millefoglie di sanpietro con chips di patate e salvia. Buona la scelta della materia prima, bello e appropriato l’abbinamento con le chips di patate. Porzione fin troppo abbondante. Piace senza emozionare.

Accompagniamo la prima parte della serata con un riesling Oltrepo (Olmo Bianco) dai forti sentori di mela: bel vino, qualche dubbio sull’accompagnamento con i piatti proposti (è una vendemmia tardiva). Segue un tocai 2006 di Sturm che con il sanpietro va sempre bene.

È già mezzanotte inoltrata e decidiamo di saltare il dessert. Ma ci concediamo un altro tipo di lusso… L’Hostaria si è attrezzata con una saletta fumatori che mette a disposizione sigari di qualità in abbinamento a diversi distillati. Ed ecco uscire dall’humidor un Cohiba e un Antico Toscano che iniziamo a consumare amabilmente assieme a due grappe e un rhum agricolo, gentilmente offerti, con piccola pasticceria in accompagnamento. È il valore aggiunto di questo ristorante. Un fine cena di rilassante discussione all’interno della saletta, separata rispetto all’Hostaria: ci si può intrattenere quanto si vuole, tanto c’è sempre qualcuno alla reception, così nessuno ti caccia via. Noi siamo rimasti per più di un’ora, interrotti soltanto dal personale di sala che prima di congedarsi è passato cortesemente a salutarci.

Un ristorante che mi ha sorpreso favorevolmente e che consiglio sia per cene d’affari che per occasioni più intime, nonostante l’impatto iniziale e nonostante l’idea di cenare in un ristorante d’hotel possa apparire un po’ impersonale. L’Hostaria ha tutte le carte in regola per farvi cambiare opinione. I prezzi sono corretti e il rapporto qualità/prezzo è favorevole grazie alla formula degustazione. Ottimo il servizio per competenza e per attenzione verso il cliente. La cucina parte già da un buon livello e possiede ulteriori margini di miglioramento. Grazie alla preparazione equilibrata dei piatti, la digestione non costituirà un problema. Unica nota negativa: i 4 euro di coperto. La carta dei vini è stata concepita per soddisfare sia percorsi di carne che di pesce: non mancano i “classici”, alcuni dei quali inavvicinabili, ma c’è anche qualche chicca che il sommelier non mancherà di suggerire. Lasciatevi guidare da lui, è sempre meglio.

Teneteli d’occhio, sono una bella squadra.

Andrea Guolo

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