Era da un po’ di tempo che passando da Sappada mi ...

Recensione di del 13/08/2005

Laite

95 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 95 €

Recensione

Era da un po’ di tempo che passando da Sappada mi ero riproposto di far visita a questo ristorante e temevo che le mie aspettative, dopo i lusinghieri commenti letti, potessero andare deluse. Niente affatto.
Il locale è delizioso, piccolo, caldo e accogliente. Il padrone di casa, Roberto, è gentile, competente e confidenziale (per alcuni potrebbe sembrarlo eccessivamente).
Le due ragazze che lavorano in sala, nei tipici sobri costumi locali, sono molto professionali e cortesi.

La tavola è apparecchiata in modo impeccabile: belle tovaglie, piatti eleganti, posateria impeccabile e bicchieri che raramente si trovano sui tavoli, anche considerando ristoranti più blasonati. Unico neo: sul tavolo un somarello in peluche, che forse serviva a rendere meno formale l'ambiente.
Le poltroncine sono comode.
L'illuminazione è calda ed azzeccata.

Non è previsto un menù degustazione, ma forse non serve.
La carta è scritta a mano con inchiostro color seppia dal padre del titolare, così come la ricca carta dei vini.
Per aperitivo si può scegliere tra uno Champagne Honot (7 euro a bicchiere), più che decoroso, ed un Dom Perignon 1996 (20 €).
Nel frattempo arriva un appetizer che fa già presumere che la serata sarà molto interessante: in un bicchiere, su un fondo di mostarda all'ananas, una mousse di formaggio caprino con spuma di Campari. Semplicemente delizioso.

Gli antipasti sono invitanti, l'uno più dell'altro. Decido di optare per delle melanzane (fritte al momento in modo da essere croccanti e dello spessore di un foglio di carta) con una vellutata di formaggio caprino su un fondo di zabaione. A dirla così sembra banale ma vi garantisco che la presentazione è eccellente ed il gusto entusiasmante.
Mia moglie sceglie una cialda con pecorino, erbe e vellutata di piselli (il nome non è esattamente questo, ma rende l'idea). L'assaggio anch'io ed il giudizio è lo stesso.

Nel frattempo ci viene consigliato e servito in ampi baloon un Re Fosco 2002 (Refosco dal peduncolo rosso della cantina Le Vigne di Zamò), che merita tutti i buoni giudizi ottenuti dalle guide del settore.
Il primo che decido di ordinare mi incuriosisce per la sua apparente semplicità: tortelli all'uovo con funghi porcini. La sorpresa arriva appena si rompe il primo tortello perché all'interno vi è un tuorlo d'uovo né crudo né sodo: una crema che va a sposarsi impeccabilmente con i porcini.
Mia moglie sceglie dei manicaretti alle erbe che sono una poesia (forse migliori dei miei tortelli).

A questo punto abbiamo già capito che anche i secondi saranno eccezionali. E infatti è così.
La pernice che ordina mia moglie è deliziosa, ma stavolta forse viene battuta dal mio vitello marinato alle erbe. La carne è saporitissima e si scioglie in bocca, in un crescendo di sapori memorabile.

Arriva, non richiesto, un sorbetto al pino balsamico, profumato e perfetto per sgrassare la bocca in vista dei dolci.
Lo strudel all'albicocca è delicatissimo. Il piatto con la degustazione di tutti i dolci è un crescendo di sensazioni.
Il tutto è accompagnato da un ramandolo di Dario Coos, particolarmente gradevole ed equilibrato.

Termino con un caffè che mi viene servito in una bellissima tazzina di porcellana decorata... anche l'occhio vuole la sua parte.
Al termine, il patron si siede al nostro tavolo (?!?) e socializza. Arriva sua madre. Poi la moglie, meravigliosa chef della catena Jeunes Restaurateurs d'Europe, giovane ma sempre sicura ed equilibrata nei suoi piatti.
Si chiacchiera (a qualcuno potrebbe sembrare un comportamento eccessivamente confidenziale ma a noi non è dispiaciuto, mentre ad un tavolo vicino la cosa veniva commentata sfavorevolmente). Il titolare fa portare un'altra bottiglia di champagne e ne beve con noi. Infine ci offre un ottimo distillato di mela prodotto nel vicentino.

Quando usciamo, ci spiace solo pensare che le ferie sono quasi finite ma ci ripromettiamo di tornare appena se ne presenterà l'occasione, pronti a consigliare l'esperienza ai migliori amici.
Solo un suggerimento a Roberto: oltre agli asinelli sul tavolo, è meglio togliere anche la befana sulla scopa che è appesa sopra la stufa.
Per il resto, complimenti vivissimi!

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