Grazie all’allettante recensione di uno stimato am...

Recensione di del 16/08/2007

Taverna 800

80 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 80 €

Recensione

Grazie all’allettante recensione di uno stimato amico mangione, recante un giudizio più che positivo, decidiamo di recarci nella sperduta Valle Imagna, alla “Taverna 800” di Sant’Omobono Imagna (BG): scovarla casualmente non sarebbe stato semplice!
Riusciamo a parcheggiare agevolmente nella grande piazza Mazzoleni, in cui campeggia una bella chiesa. All’arrivo veniamo accolti da una gentile signora che ci lascia scegliere se accomodarci in veranda o in una delle due sale interne. Scegliamo la sala interna, sicuramente molto accogliente e più caratteristica.
L’ambiente, infatti, è piuttosto rustico ma con estemporanee eleganti sfumature, ricco di svariati ed eterogenei elementi d’arredo dei tempi che furono, quali gioghi in legno, vecchie pentole in rame, piccole botti, una radio a valvole d’epoca ed una bella pendola che, con i suoi rintocchi, scandirà piacevolmente il tempo della nostra cena. Le pareti sono dipinte, in maniera irregolare, nei colori pastello ed il soffitto è in travi di legno a vista, con decorazioni agresti nell’interspazio tra una trave e l’altra. Un locale molto d’atmosfera, arricchito pure da un camino sopra al quale spicca, più in grande, il medesimo elemento grafico che ritroviamo sulla copertina del menu: lo stemma della famiglia Mazzoleni, famiglia che ancora oggi e dopo generazioni, abita l’ambiente. Ed è proprio per respirare quest’alito d’antichità, che decidiamo di rinunciare alla bella veduta sulla piazza di cui si può godere cenando in veranda.

Ed ecco un semplice ma spontaneo, e proprio per questo maggiormente apprezzato, benvenuto della cucina: una “Terrina di salmone con pane abbrustolito ed olio al basilico”. Ben preparato!
I pani prodotti in proprio che ci vengono serviti, sono di tipo normale, grossi grissini non fragrantissimi, focaccia con semi di papavero ed altri pani aromatizzati, in questa occasione, con formaggio.

L’apparecchiatura è semplice e sobria, con due tovaglie decorate e sovrapposte, un portacandele in ferro battuto ed un piccolo vaso contenente ortensie fresche. Molto piacevole e discreta nel volume di diffusione la musica di sottofondo.

La carta dei vini non propone una vastissima scelta, ma mira alla qualità e presenta valide etichette, anche importanti, con ricarichi onesti. Scegliamo uno strepitoso Sagrantino di Montefalco “25 anni” DOCG 2001 di Arnaldo Caprai: un vino prodotto per la prima volta nel ‘93 per festeggiare, appunto, i 25 anni di attività dell’azienda e che, da allora, è diventato un suo must. Dopo 24 mesi di barrique ed 8 mesi in bottiglia, le uve di sagrantino diventano un nettare che degusteremo appieno, nonostante i suoi elegantissimi 14,5% vol. Un vino “maschio”, dal colore impenetrabile, vellutato al palato e persistente, con una speziatura elegante ed un bouquet inesauribile.

Acqua minerale Bracca.


Iniziamo con i due Antipasti.

“Fiori di zucchine al forno ripieni di verdure in vellutata di zafferano” : intensa la gradevole presenza del peperone tra la microdadolata di verdure cotte; croccante la consistenza dei piccoli cubetti di patate. Una foglia di basilico delizia l’olfatto e la salsa, dallo stuzzicante ed intenso sentore di zafferano, è sapida al punto giusto. Molto buoni.

L’“Insalatina tiepida di gamberi, melone e crudo croccante”, rivela invece poca personalità a causa dell’abbinamento, monocorde in dolcezza e delicatezza, del melone con gli scampi, accompagnato alla neutralità di sapore della base di foglioline d’insalata su cui sono serviti. A dare forza e struttura rimane solo il prosciutto crudo, che non è però sufficiente per riequilibrare il piatto. A decorazione un grissino.

Primi Piatti.

“Cappellacci alla bergamasca”, un classico della cucina locale; i cappellacci sono molto ben preparati, con una giusta sapidità all’interno e, soprattutto, con una carne tritata molto finemente, vellutata al palato. In questo caso mano molto attenta, quella di Luca Mazzoleni, nel dosare gusto e sapidità. Una generosa grattugiata di formaggio e gustose fette di pancetta cotta, completano infine il piatto, che si sposa amabilmente con il nostro vino.

“Pasta con melanzane, pomodori e basilico”. Un piatto semplice, rustico e mediterraneo; i tagliolini fatti in casa, presentano una consistenza perfetta ed una cottura attenta. Molto gradevole la dadolata di melanzane precedentemente cotta, dalla ben dosata sapidità, accompagnata da qualche fetta di pomodoro crudo ed alcune foglie di profumatissimo basilico. Un filo d’olio a condire il tutto.
Comune denominatore, per me molto apprezzabile, di ogni pietanza, è la misurata presenza di condimenti: poco olio in questa pasta con melanzane, così come poco burro nei precedenti cappellacci alla bergamasca.

Secondi Piatti.

Come secondo piatto, avevo chiesto “Lumache e porcini”, purtroppo però non disponibili. Scelgo quindi l’opzione di una “Polenta morbida con taleggio fuso, porri e tartufo nero umbro”. Un piatto delicato, anche se di stampo piuttosto autunnale, e piacevole in particolare nell’abbinamento con il Sagrantino. Il suo assaggio, non entusiasma però il mio commensale, fin troppo appagato dall’avvolgente degustazione del suo fantastico brasato.

“Brasato al Cabernet con polenta” una pietanza, appunto, che convince decisamente il mio commensale, tanto da definirlo il miglior brasato mai degustato finora. Non essendo un piatto tra i miei preferiti, l’assaggio incuriosita ed effettivamente devo riconoscere tutta la sua gradevolezza. Carne tenerissima che, dopo almeno tre ore di lenta cottura, produce un fondo denso e dal colore intenso, che la ricopre. Compatta e consistente la sfera di polenta, arricchita nella sua composizione da farina integrale e pangrattato.

Il servizio, attento, cortese ed essenziale, è condotto in sala da due signore molto gentili e professionali, una della quali si occupa dei vini. Spetta comunque a noi la mescita delle bevande.

Dessert.

Ed ecco i dessert per terminare la nostra gradevole cena: per il mio commensale un “Sorbetto al limone”, molto ben preparato, cremoso e delicato, mentre per me un “Flan di cioccolato Amidei con gelato al fiordilatte e crema di vaniglia”, anch’esso di pregevole fattura. Entrambi hanno decorazioni di zucchero caramellato.

Al rintocco della mezzanotte, prima della vecchia pendola e poi del campanile della piazza, arrivano i due caffè e la piccola pasticceria, quest’ultima composta da piccole meringhe, cantucci e, in un cucchiaino di porcellana dalla bella fattura, una mousse di vaniglia da degustare in un unico boccone.

Infine due grappe gentilmente offerte, ed il conto di 160 euro, di cui 70 per la cantina.

Un ristorante indubbiamente apprezzabile per la qualità delle sue proposte, trattate con attenzione e buon gusto. Tutte le paste sono prodotte in proprio; gli abbinamenti sono riusciti, non casuali ed i piatti ben presentati. La linea di cucina rivela una particolare attenzione per il territorio con qualche piacevole e mai azzardata divagazione. Un locale apprezzabile, a gestione familiare, la cui cucina è affidata al bravo Luca Mazzoleni: è valsa davvero la pena percorrere tanti tornanti per trascorrere questa piacevole serata.

Anna Tiziana Mittica

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