Inerpicato sui dolci colli dell'Oltrepò pavese, il...

Recensione di del 10/04/2010

Il Conte di Carmagnola

45 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Inerpicato sui dolci colli dell'Oltrepò pavese, il Conte di Carmagnola si raggiunge dalla Strada Statale Padana Inferiore dopo un breve tragitto panoramico in mezzo ai vigneti. Tuttavia non lo troverete isolato nella campagna, ma in un piccolo e folto agglomerato di case. L'ambiente interno si presenta con sobria e accogliente eleganza e i tavoli sono ampi, apparecchiati con cura e distanziati fra loro.
Il cameriere ci fa accomodare al tavolo riservato per me e i tre amici che mi accompagnano e ci porge menu differenziati per uomini e donne: in quello femminile mancano i prezzi.
Le proposte di mare e terra si alternano dagli antipasti ai secondi. La carta dei vini è ricca e offre una sezione interamente dedicata ai vini del territorio. Noi scegliamo una Bonarda con fermentazione naturale all'onesto prezzo di 15 euro, che si rivela subito ottima. Decidiamo di saltare gli antipasti e scegliamo primo e secondo.

Nell'attesa dei primi, la cucina ci offre come appetizer una gustosa polpettina di orata.
Arrivano i primi piatti: le ragazze sono servite per prime e i ragazzi seguono immediatamente, in linea con un servizio impeccabile, attento e discreto allo stesso tempo. I miei gnocchi di patate farciti con purea di broccoletti e pomodori, essicati, mantecati con ragout di calamari e gamberi sono veramente squisiti, sia nell'originale pasta ripiena, che nel delicato ma saporito condimento. La miglior portata della serata.
Buoni anche i tagliolini mantecati con ventresca di ricciola, lattuga, olive, pomodorini pachino marinati e ristretto di crostacei.
Dimenticabili invece i ravioli di pane e pecorino sardo spadellati con petali di cipolla bianca su crema di patate, guanciale croccante e scaglie di ricotta di pecora stagionata, insapori nella pasta e scialbi nel condimento, privo di amalgama fra gli ingredienti citati.

Dopo una giusta pausa, durante la quale ci viene rinnovato lo sfizioso cestino con pane e grissini artigianali, ci vengono serviti i secondi. Il mio trancio di ricciola, purea di cavolfiori al nero e limone candito è perfetto nella qualità  e nella cottura del pesce; non all'altezza invece la purea e quasi impercettibile, ai lati del piatto, il limone candito. La sensazione finale è che al tocco creativo si sarebbe decisamente preferita una maggiore quantità  di ricciola.
Analogo discorso per le tre guancia di vitello stufata, il suo fondo, vellutata di zucca e cous cous alle verdure scelte dai miei amici: ottima la carne, troppo acquosa la purea di zucca, molto buono ma scarso il cous cous di accompagnamento.

La carta dei dolci è abbastanza ampia e variegata. Prendiamo due malriusciti sformatino di arance, zabaione al moscato e sbrisolona croccante, una buona anche se forse troppo dolce mousse al cioccolato bianco e cocco con cuore d'ananas e una onesta cake al cioccolato, crema calda al caffè, gelato pralinato alle mandorle e nocciole di cui pregevole è soprattutto la salsina al caffè.
Prima del conto, ci vengono offerti con grande gentilezza tre varietà di piccola pasticceria, di qualità superiore ai dolci stessi.
Il conto è di 179 euro, e include 3 euro a testa di coperto (giustificabili alla luce del servizio) e 4 euro per due bottiglie di acqua Panna.
Infine, grappa e limoncello offerti dalla casa.
Lasciamo il ristorante col ricordo di una cena piacevole e curata nei particolari, nonostante qualche piccola debacle.
Consigliato per una cena intima fra amici o in coppia.

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