Il radicchio trevigiano è il filo conduttore di un...

Recensione di del 27/12/2004

Agriturismo Al Sile

20 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Il radicchio trevigiano è il filo conduttore di un’esperienza in questo agriturismo semplice ma di consolidata presenza nel territorio.

Si trova lungo le rive del Sile, il limpido fiume che costituisce uno degli elementi fondamentali di quella delizia rossa che prende il nome di radicchio (o trevisana, come la chiamano a Milano). Quando non è stagione, i gestori rimediano puntando sull’asparago. Tutto di produzione propria, fortunatamente.

Ci siamo trovati bene. La cucina non offre nulla di particolarmente elaborato ma, nella semplicità, è risultata soddisfacente.
Il conto è quanto di più economico ci si possa aspettare: 20 euro compreso un onesto vino della casa, che purtroppo ci è stato servito a temperatura ambiente (sì, ma esterno, vale a dire circa 3 gradi centigradi).

Per il menù ci siamo affidati alla discrezione della simpatica e giovane titolare, pregandola di non esagerare troppo nelle dosi, dovendo ancora smaltire le abbuffate di Natale. Di fronte alla sua risposta (“saprei io come farvi recuperare la linea”) ci eravamo quasi illusi che la serata potesse finire alla grande. Lei purtroppo intendeva altro: metterci a lavorare nelle vasche del radicchio. Meglio la dieta!

Di antipasto abbiamo provato una buona soppressa veneta, cotechino (che qui chiamano musetto) e altre proposte “leggere” servite su un letto di radicchio fritto. Bene i primi, tra i quali spiccava una squisita crespella al radicchio. Di secondo arrosti e formaggio fuso, oltre all’immancabile insalata di radicchio. Poco significativo il dolce, anch'esso al radicchio: trattasi di una focaccia rossa e verde, dal colore inquietante.
Altro da segnalare? Un paio di cose.

1) Informarsi bene sull’ora in cui servono il risotto. Pare sia il pezzo forte della cena, ma lo fanno solo una volta in tutta la serata. Meglio chiedere a che ora è prevista l’uscita del piatto ed essere presenti. Noi lo abbiamo mancato di mezz’ora.

2) Non aspettatevi grandi cose per quel che riguarda il servizio. Tovagliette di carta, tovagliolo di carta e pane secco (ma era domenica 26 dicembre). Del resto per venti euro uno non si può aspettare molto.

3) In bagno gira una strana “filodiffusione”. Capita di fare la pipì a ritmo di techno-dance. Credo arrivi dalla radio che ascoltano in cucina. O si tratta di un servizio appositamente studiato per i clienti?

4) L’ambiente è “vero”. Niente a che fare con quei ristoranti travestiti da agriturismo che poi in casa producono ben poco. Anche gli odori sono quelli da casa di contadini di un tempo. L’ho trovata una cosa apprezzabile. Peccato per l’ora tarda, altrimenti avrei chiesto di poter fare un giro tra le vasche di radicchio.

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