Il ristorante La Badia si trova all'ingresso del p...

Recensione di del 07/06/2007

La Badia

22 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 22 €

Recensione

Il ristorante La Badia si trova all'ingresso del piccolo paese di San Nazzaro Sesia, arrivando da Biandrate.
Un nucleo di poche case disposte tutte attorno alla magnifica badia romanica che, ristorante a parte, vale davvero la pena di visitare.

Posteggiata l'auto nel parcheggio alle spalle del locale entriamo in un grande salone dove sono dislocati il bar e molti tavoli. È il tipico ambiente da cerimonie e da affollamento domenicale, ma è giovedì sera e il ristorante è quasi vuoto. Poche altre persone oltre a noi due.
Il locale un po’ anonimo e spartano è impreziosito da qualche immagine della badia alle pareti e da alcuni paioli di rame sui mobili.
Una grande vetrata dà sul giardino dove però non ci sono tavoli apparecchiati.
La mise en place è semplice ma curata, con piccoli calici per acqua e vino, pane comune, grissini industriali.

La gentile padrona ci fa accomodare al tavolo e, mentre attraversiamo il salone, buttiamo l'occhio sul buffet degli antipasti. Una decina di piatti e ciotoline contenenti varie verdure grigliate, crude o impanate, insalata di fagioli, spinaci al burro. Nessuna traccia di prodotti tipici onnipresenti quali: salumi, lingua in verde, tomini, sottoli vari ecc.

La signora ci invita dapprima a servirci al buffet degli antipasti, ma decliniamo l'invito perché non ci sembravano particolarmente tipici e invitanti, e così le chiediamo subito di elencarci i primi e i secondi.
Il menu è recitato a voce e si tratta di scegliere tra agnolotti, trenette al pesto o paniscia al salto. Di secondo ci propone una costata da sette etti o una tagliata alla rucola.
La scelta è davvero minima, ma non abbiamo dubbi: optiamo per la paniscia e poi chiediamo la costata per due, tenendoci la possibilità di prendere la tagliata successivamente nel caso non fossimo sazi.

Non esiste una carta dei vini. Ci viene proposto un Dolcetto della zona di Cuneo che imbottigliano loro e, considerate le poche alternative, optiamo per questo che si rivelerà una scelta discreta.

La particolarità della paniscia al salto è che viene cucinata il giorno prima e poi riscaldata. Non dobbiamo quindi attendere a lungo e su grossi piatti arrivano due generose porzioni di risotto.
Alla vista è gradevole e ci sembra che segua più lo stile vercellese che quello novarese che ha più verdure; si intravedono piccoli fagioli scuri e frammenti di salsiccia, senza essere troppo carica. Il pomodoro non è prevalente e non dà tendenza acida al piatto. Il profumo non è particolarmente intenso, ma al gusto spicca bene "il salto" ovvero il sapore dei blocchetti di riso abbrustolito. In generale mi è parsa un po’ troppo unta, comunque mangiabile. Voto 6.

Il piattone ci ha quasi riempiti e siamo contenti di aver ordinato solo la costata per due. La carne proviene dal loro allevamento di razza piemontese, di cui si possono vedere alcune fotografie accanto alla porta d'ingresso.
Dopo aver domandato il grado di cottura, la costata ci viene servita già porzionata in due pezzi, con qualche fettina di pomodoro come decorazione. La carne è saporita e tenera, peccato che il mio pezzo avesse una cottura troppo prolungata rispetto a quello che avevamo concordato.
In accompagnamento, dentro a piccole ciotole, due salsine da barattolo (una specie di bernese e una senape maille).
Voto 7.

Concludiamo la cena con due creme catalane fatte in casa, dove prevaleva il sapore della scorza di limone. Voto 6.

Insomma, un servizio gentile, un ambiente anonimo, una cucina che arriva alla sufficienza e niente più.

Il conto: due paniscie, una costata, due dolci, una bottiglia di vino della casa, una bottiglia di acqua Flavia: 43 euro, non dettagliato nelle singole voci.

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