Decidiamo con mia moglie di provare questo locale ...

Recensione di del 07/01/2007

La Credenza

72 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 72 €

Recensione

Decidiamo con mia moglie di provare questo locale di cui abbiamo letto e sentito buone cose.
L’accoglienza è cortese e poco “ingessata”, come a volte accade. Il locale è ricavato da un vecchio edificio situato nel paese a due passi dalla stazione. Le sale sono due, non molto grandi con pochi coperti, massimo cinquanta. I tavoli sono ben distanziati. Pur nello spazio ristretto si vede l’attenzione per questo particolare. L’apparecchiatura è semplice ma curata. La semplicità è una sensazione che, a parte la cucina di cui parlerò dopo, ci accompagnerà per tutto il pranzo.

Decidiamo per il menu gastronomico, composto da undici portate, per me comprensivo dei vini in abbinamento. Ci viene chiesto se abbiamo preferenze: ne esprimiamo una per il dolce mentre per il resto lasciamo fare allo chef.
Iniziamo con un appetizer: tartare di tonno con lumaca di mare in tempura: buono e ben presentato, anche se mia moglie non ha gradito molto il gusto della tartare.

Come antipasti ci vengono serviti: tonno marinato nella soia e wasabi con insalata fredda di finocchi e purè all’erba cipollina, discreto; bollito misto in terrina tiepida con bagnetto verde e rosso, buono, con una lode al bagnetto verde veramente ottimo (seppur molto tradizionale); quaglia farcita con mele verdi e insalatina di rucola, pomodori e olive nere, buona, con una menzione all’ottima insalata.
I piatti sono ottimamente presentati e si vede la cura nella preparazione. Ogni portata viene attentamente illustrata, sempre con la semplicità di cui ho già parlato.

Passiamo ai primi piatti: tagliolini impastati con le olive nere con salmerino al sesamo croccante e salsa al pomodoro fresco: buoni anche sa a mio giudizio c’era troppa salsa (chiarisco che è un’annotazione forse troppo critica). Risotto mantecato ai formaggi con filetto di agnello e polvere di caffè: ottimo piatto che merita il viaggio, il risotto è “normale” ma l’aggiunta del gusto del caffè rende il piatto unico. Agnolotti ai peperoni con salsa alle acciughe e topinambur: ottimo anche questo. Il gusto ricorda la bagna cauda tipicamente piemontese.

Secondi: gamberone avvolto da pasta kataifi con succo ridotto di peperone e purè al basilico: il piatto che ci ha più soddisfatto, l’accostamento dei gusti è perfetto. Filetto di vitello con purè di ceci: dopo il piatto più buono, quello meno indovinato. Più che il piatto in sé, è però il filetto che ha lasciato a desiderare: stranamente filoso. A mio giudizio è scappata un po’ la cottura.
Prima dei dolci mi concedo un assaggio dei formaggi: nella norma, quindi solo discreti. Solo sufficiente il miele che accompagna la degustazione.

Come pre-dolce ci vengono serviti due bicchierini con rispettivamente la scomposizione del bacio di dama e della panna cotta con succo di lampone: tutte e due gradevoli, interessante la spumosità della panna cotta.
Il dolce è quello da noi espressamente richiesto: tortino caldo al cioccolato fondente con crème brulé: scelta rilevatasi azzeccata, molto buono e ottima la crème brulé.

Finiamo con i caffè e la piccola pasticceria: piccola di fatto ma di ottimo gusto.
I vini che hanno accompagnato il pranzo sono stati nell’ordine: Franciacorta Brut, Falanghina, Lagrein, Taurasi e per concludere un Passito (purtroppo non ricordo le etichette).
Un cenno anche al cestino del pane: ottimo con dei gustosi panini al salame e al nero di seppia.

Conto totale 145 euro.

In conclusione, siamo soddisfatti dell’esperienza. Ci torneremo sicuramente. La qualità generale delle portate è medio-alta. I piatti sono molto curati e sempre ottima è la presentazione visiva. Nulla da dire sugli ingredienti utilizzati. Il servizio è buono nella sua semplicità e professionalità, manca però di un po’ di naturalezza, sembra sempre che stiano attenti a non sbagliare. Cose che però si acquisiscono con il tempo e la propria convinzione. La strada è quella giusta.

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