È proprio vero: non si finisce mai di imparare! Do...

Recensione di del 18/05/2011

Antica Posteria dei Sabbioni

42 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 42 €

Recensione

È proprio vero: non si finisce mai di imparare! Dopo tanti anni di assidua frequentazione della porzione pavese del Parco del Ticino, dopo aver scritto, proprio per “ilmangione.it”, un itinerario enogastronomico–naturalistico che si snoda tra questi boschi e queste risaie ecco una chicca che mi era sfuggita. Posso dire solo una cosa: per fortuna ho rimediato. I Sabbioni Antica Posteria rappresentano la felice fusione della cucina pavese e lomellina (risotti, oca, anatra, salumi) e dei suoi vini (sono presenti in carta molte delle migliori Aziende oltrepadane) con piatti o ingredienti di altre regioni (pesce di mare, molluschi, agnello, pistacchi). La carta dei vini copre l’intero panorama vinicolo nazionale con ricarichi corretti.
Il ristorante è ospitato in una bella casa colonica tra le risaie e il Ticino. L’interno è rustico ma elegante e suddiviso in piccole stanze poste su piani ad altezze leggermente diverse. Il tutto offre un’atmosfera accogliente grazie anche ad un bel camino e al dehors sotto il pergolato.
Il servizio è sicuramente all’altezza delle aspettative: preciso, cortese e con i giusti tempi.

Gli antipasti sono tutti estremamente intriganti (prezzo medio 15 €); noi optiamo per il tris d’oca e anatra, il ”piatto di salumi particolari” e la millefoglie di merluzzo con riso nero venere, insalata di puntarelle e nocciole. Il tris è costituito da fettine di un eccellente petto d’oca affumicato molto morbido e dal gusto estremamente equilibrato, da due fettine di terrina di fegato grasso d’anatra con gelatina al porto in cui il sapore delicato e leggermente dolce del fegato trovava un magnifico contraltare nella gelatina al porto e da un’insalatina di pepite di foie gras e soncino fresco che, non sapendo descrivere, mi limiterò a dire che permetteva il raggiungimento del nirvana. I salumi erano ben presentati e di ottima qualità con attenzione ai prodotti di nicchia quali un’eccellente slinzega valtellinese e un speck trentino affumicato su legno di ginepro. La millefoglie coronava degnamente le nostre scelte: il riso venere, utilizzato per ottenere delle sottili sfoglie croccanti, separava morbidi strati di una mousse di merluzzo veramente ben realizzata.

Seguono i primi: anche qui la scelta è varia sia come ingredienti sia come preparazioni (prezzo medio (12 €). Le nostre scelte si orientano su dei tagliolini di pasta fresca all’uovo conditi con pesto di pistacchi e capesante dorate e su un risotto alla carbonara con asparagi verdi e uova di quaglia. Entrambi buoni pur senza raggiungere l’eccellenza degli antipasti. I tagliolini, elastici e ben cotti, erano forse un po’ deboli sul fronte pistacchi, che non erano particolarmente saporiti e regalavano principalmente sensazioni tattili e non gustative. Il risotto, perfettamente all’onda, era equilibrato e delicato ma il suo gusto non mi ha riservato particolari emozioni.

Data la generosità delle porzioni finora servite ci vediamo costretti a saltare i secondi; in ogni caso nel menu erano presenti proposte molto interessanti, quali capretto, maialino da latte, tagliata di fianchetto di manzo Kobe, filetto di ombrina bocca d’oro (prezzo medio 18 €). Da menzionare anche la carta dei formaggi con numerose selezioni per tipologia o area geografica contenenti numerosi formaggi DOP o, comunque, degni di nota (prezzo medio 12 €).
Giungiamo, provati ma felici, ai dessert (7 €); dopo lunga riflessione scegliamo tiramisù e semifreddo di clementine con marmellata di arance: il giusto coronamento di un’eccellente cena!
L’impiattatura, pur se secondo me spesso sopravvalutata, era in ogni caso sempre molto ben realizzata.
La cena è stata accompagnata da un Chardonnay di Livio Felluga Colli Orientali del Friuli DOC 2008 13,5% vol. (22 €). Vino di buon corpo affinato in acciaio, caldo e rotondo, con netti sentori fruttati, soprattutto di frutta dolce tropicale, arricchiti da note balsamiche e floreali. Buona persistenza ma un po’ carente in freschezza, fatto questo che, alla lunga, lo rendeva un po’ stucchevole. I dolci sono stati accompagnati da piccoli flûte di Dindarello e Torcolato (Maculan, Breganze, Vicenza) e da un eccellente Pedro Ximez dal profumo e dai sapori molto pieni e complessi. Il locale è convenzionato con ONAV.
Un’esperienza che non vedo l’ora di ripetere.

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