Della malfidenza di due mangioni che, come S. Tomm...

Recensione di del 26/08/2009

Antica Posteria dei Sabbioni

50 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Della malfidenza di due mangioni che, come S. Tommaso, se non provano non credono, e della piacevolissima scoperta che ne conseguì.
Incuriositi dalle numerose recensioni pubblicate nell'ultimo mese e, diciamolo pure, sospettosi a riguardo, decidiamo di provare la cucina di questo locale che tanti consensi sembra raccogliere. Prenotiamo ed impostato il navigatore procediamo per un viaggio breve e a colpo sicuro: provenendo da Milano, all'uscita Gropello Cairoli, è sufficiente, in direzione Pavia, per Carbonara al Ticino e, di lì, verso San Martino Siccomario per un paio di chilometri oltre.
Il locale, come preannunciato dal nome, è ricavato da quella che anticamente era una delle posterie della zona più frequentate e di cui ha mantenuto il fascino isolato e viandante: all'ingresso, un grande spiazzo adibito a parcheggio, quindi tavoli posti nel dehors e al riparo di grandi oleandri, all'interno una sala grande, in cui campeggia un camino che deve essere piacevole nei mesi invernali, e due salette più piccole, una delle quali attrezzata a mo' di cantina.
Veniamo fatti accomodare nella prima delle due salette e, nella scelta fra due tavoli rotondi, tutti ben distanziati, optiamo per quello più grande che ci consente, peraltro, di sbirciare anche l'operato frenetico in cucina attraverso gli oblò delle porte della stessa.

La mise en place è curata e armonica col gioco di tinte color arancio delle pareti: il tovagliato è d'un giallo intenso,i coprimacchia bianchi, la posateria Krupp è di linea essenziale e gradevole (una vecchia stufa cucina, posta in sala, funge da portaposate). Bello il pavimento in cotto ed il connubio tra elementi in pietra a vista e più moderne putrelle e balaustre color canna di fucile.
La consultazione del menu è facilitata dall'offerta, ben gradita, di un calice di Prosecco che ci viene servito in tavola al bicchiere e di cui, pertanto, non conosciamo l'azienda vinicola, comunque piacevole, e fragranti quadrotti di focaccia bianca e alle olive, unitamente ad una ciotolina di olive taggiasche; dalla poderosa carta dei vini azzardiamo un Russiz Collio 2002 che, evidentemente conservato con le giuste accortezze, si rivela scelta felice nei sentori tannici ed appena erbacei, ricarico più che onesto.
Chiacchieriamo piacevolmente pigri, complice anche il silenzio garantito dall'unica serata,quella del mercoledì, in cui non vi è musica live, e con tempi d'attesa congrui alle preparazioni delle diverse pietanze, può avere inizio il nostro percorso gastronomico.

Vitello tonnato con caramello al limone ed insalatina colorata.
In un grande piatto di porcellana bianca, trovano posto un numero abbondante di sottili fette di carne di vitello tenera e rosata, che racchiudono al loro interno, a mo' di involtino, una densa salsa tonnata, fresca ed eseguita con sapienza bilanciata di sapori; il limone caramellato, dosato sì da non invadere nè appiattire, conferisce una nota asprigna che smorza alla perfezione la dolcezza della salsa. Completano il piatto germogli coloratissimi, pomodorini pachino a spicchi ed una croccante insalatina. Soddisfazione senza colpo ferire.

Insalata di pepite di foie gras e petto d'anatra affumicato.
Servitoci in tavola, notiamo che la base del piatto accoglie numerose foglie di rucola, che solitamente preferiamo evitare causa intolleranza, e, sebbene ci venga prontamente proposto di riportare il piatto in cucina per apportarvi le modifiche desiderate, non fatichiamo a spostarle meticolosamente poichè cotanta cortesia non poteva che essere ripagata con altrettanta collaborazione. Le pepite, grosse e sode, hanno sapore deciso ma non stucchevole, la crosticina esterna dona un piacevole contrasto con lo strato interno più morbido e succoso, il petto d'anatra è tenerissimo ed aromatico nell'insolito, ma intrigante, abbinamento con un alimento altrettanto importante. Un piatto davvero ben eseguito ed apprezzato.

Orecchia di elefante con pomodorini e lattughino.
Dovere di cronaca vuole si riscontri la lieve imprecisione riportata in menu ("alla milanese", ma chiedendo lumi, ci dicono essere stata preparata in olio evo e ghee), fatta eccezione per la quale, si ha pochissimo altro da eccepire. La carne è succosa e tenera, avvolta da una spessa panatura croccante e leggerissima, le dimensioni iniziali scoraggerebbero a terminarla tutta ma, complice anche la promessa mantenuta di una parte più rosata e spessa adiacente l'osso, l'impresa è più semplice, e piacevole, di quanto non si creda. Rinfrescante nella sua semplicità l'abbinamento col lattughino, di cui sarebbe preferibile, tuttavia, un impiattamento laterale: l'acquosità dei pomodorini tende ad ammorbidire la panatura che, nelle note finali, soffre di questa piccola defezione.

Carpaccio d'anatra con ristretto d'aceto balsamico.
Una porzione invero abbondante di sapide e delicate fettine di carpaccio, adagiate a raggiera in un grande piatto di ceramica; la salsa al balsamico, colata a caldo sulle carne, ne ha esaltato gli aromi smorzandone, grazie all'effetto appena scottato, il retrogusto più selvatico e brusco. Accompagnamento, marginale e rinunciabile, di insalatina croccante.

Torta morbida al cioccolato.
Una cupoletta di scioglievole torta al cioccolato, morbida e compatta, appena tiepida, adagiata su un letto di crema all'uovo d'un giallo intenso; una vera e propria delizia, da gustare sino all'ultimo pezzetto in un tripudio di sentori di cacao aromatici e giammai stucchevoli.

Concludiamo con due caffè doppi, serviti correttamente, senza bisogno di specifica, in una bella tazza grande di porcellana, e solo dopo che anche l'ultimo calice di vino è stato terminato: accortezza che ha contribuito, ulteriormente, a completare quello che si è rivelato essere un servizio impeccabile, celere e cortese, svolto egregiamente dal signor Mario, con cui è piacevolissimo scambiare chiacchiere rilassate ed interessanti, coadiuvato da una giovane e gentilissima ragazza che fa della discrezione e simpatia il proprio biglietto da visita.

Il conto, di complessivi euro 100, è stato così articolato: un vino 25 euro; due antipasti 28 euro; due secondi 34 euro; un dolce 7 euro; due caffè 6 euro. Nessun esecrabile coperto e il ricordo di una serata piacevolissima: cucina dagli spunti validi e mano sicura,piccoli i particolari da rivedere seppur nell'apprezzabile utilizzo di materie prime stagionali, servizio cordiale e rilassato, buon rapporto qualità/prezzo in quello che, siam certi, diventerà un appuntamento di rito da ripetere al più presto.

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