Possibile dover aspettare per un tavolo in una piz...

Recensione di del 03/01/2013

Saporè

24 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 24 €

Recensione

Possibile dover aspettare per un tavolo in una pizzeria a San Martino Buon Albergo in data 3 Gennaio, ore 21:30? Certo che sì, se il locale in oggetto è quello del pizzaricercatore Renato Bosco, il “Saporè”, evoluzione dell'adiacente pizzeria da asporto “Pizzadarè”.
Nel bel mezzo della moda della “pizza 2.0” / “pizza gourmet”, la pizzeria Saporè offre infatti un'offerta che ha pochi rivali, non solo in zona.

Lasciamo perdere le polemiche sulla pizza / pizza napoletana / focaccia & affini, lasciamo anche perdere le critiche mosse al locale per i nomi di alcune pizze (Sorrento, Amalfi) i cui ingredienti sono pugliesi e non del luogo richiamato dal nome. Chiamatela pizza, chiamatela focaccia, chiamatela come volete, rimane il fatto che qui si mangia un prodotto di eccellenza.

Il locale all'esterno è piuttosto anonimo, direttamente sulla strada con un paio di posti auto, in zona non è difficile trovare parcheggio a poche decine di metri dalla pizzeria.
All'interno arredamento particolare, tavoli piuttosto piccoli e ravvicinati, tovagliette da classica pizzeria, capienza totale che credo non arrivi alle 50 persone. Mia moglie ed io però saremo ripagati dell'aver abbandonato lo stupendo centro di Verona città e dell'attesa passata sulle deserte vie di San Martino, con un tavolo da quattro persone tutto per noi due.
Curioso il fatto che i forni per la pizza siano nel locale adiacente e che il personale entra ed esca dalla porta principale per andare a prendere le pizze. Immagino che per qualche norma non abbiano permesso l'apertura di una porta interna di comunicazione tra la pizzeria e la pizzeria d'asporto, perchè soprattutto d'inverno credo sia un problema non da poco per i camerieri.

Si parte da una base di offerta forse unica: pizze classica (tradizionali e speciali), pizza al metro, pizza in teglia alla romana, pizza REvoluzione (è chiaro che si gioca sempre con i nomi del patron), cibi di strada, piatti dalla cucina, percorsi di degustazione di pizze (da prenotare nei fine settimana) degustazioni ridotte di pizze per la pausa pranzo. Offerte per tutti i gusti e per tutte le tasche. Forse sarebbe un sacrilegio, ma nessuno impedirebbe ad un avventore di mangiare qui una “normale” margherita con un costo parificato a quello di tutte le altre pizzerie.
La ricerca e l'eccellenza si riscontrano nei prodotti utilizzati, nelle bibite, nelle birre artigianali.

Noi optiamo per la degustazione “Croccantezza, Fragranza e Sofficità”, ossia: Pizza in teglia alla romana burrata e crudo; pizza a metro Bella Napoli versione invernale; REvoluzione Margherita.
In accompagnamento una Baldin Isaac, famosa birra non pastorizzata di colore giallo/arancio e forte nota di agrume.
Nell'attesa ci viene offerto un assaggio della REvoluzione vegetariana, ossia pizza REvoluzione imbottita con verdure di stagione e mozzarella fiordilatte pugliese.
La pizza risulta troppo secca, a differenza di quanto la tipologia stessa, forse per aver riscaldato la pizza prima di portarla al tavolo; avremo comunque modo di rifarci poco dopo.

Iniziamo la vera degustazione con Pizza in teglia alla romana burrata e crudo.
Qui per “pizza in teglia alla romana” intendono un impasto croccante con farina Petra macinata a pietra e alta percentuale di acqua; banalizzando assai, una simil-focaccia che viene proposta in due versioni, imbottita internamente oppure farcita sopra.
Noi assaggiamo la versione farcita con burrata pugliese e prosciutto crudo 24 mesi, semplicemente ottima. A mio modesto parere si presta meglio in una degustazione che a tutto pasto.

Si prosegue con Pizza a metro Bella Napoli versione invernale.
Con l'impasto della pizza al metro, ci viene servita una pizza rotonda divisa in tre parti. Un terzo pomodoro San Marzano, treccia fiordilatte pugliese, pomodoro fresco; un terzo pancetta, treccia fiordilatte pugliese; un terzo acciughe. Su tutta la pizza abbiamo anche origano, basilico, grana Gran Riserva Fiadino. Buonissima.

Arriviamo quindi a quella che io ritengo la pizza più rappresentativa, la Revoluzione: “Aria di pane”, con impasto soffice e forte sentore di grano, servita a spicchi. Per noi REvoluzione Margherita DOP con pomodoro selezionato italiano, mozzarella di bufala e basilico, accompagnata con un filo di olio. Eccellente.
Quest'ultima è la tipologia di pizza più costosa sulla carta e si va dai 13 euro della Margherita DOP (con bufala) ai 20 euro della Burrata e Crudo oppure di altre pizze farcite come Trota e Erbette o Vegetariana.

Il conto totale è di 48 euro così suddivisi: due degustazioni (16 euro ciascuno, ne esistono di prezzi diversi), due coperti 3 euro, birra Baladin 13 euro, un caffè. Prezzo a persona di 24 euro.

Un'ulteriore polemica sulla “pizza 2.0” riguarda appunto i prezzi. 20 euro per una pizza, per quanto farcita con prodotti di eccellenza sono tanti, sono troppi, sono corretti?
Il discorso sarebbe troppo lungo, diciamo che personalmente ci tornerei, reputo quindi il rapporto qualità/prezzo normale per l'offerta, anche se culturalmente capisco che spendere 25 euro per pizza e birra (sempre banalizzando) potrebbe far storcere il naso a qualcuno. A maggior ragione se il paragone viene fatto con la pizza napoletana mangiata nella città di origine, che in alcuni casi viene proposta a prezzi sbalorditivi per chi abita “a Nord”.
Difficile a questo punto dare i voti, perchè si tratta di pizzeria e non ristorante e potrebbe essere una storia a parte, comunque rimanendo nella categoria, la cucina non può che prendere un 9, servizio nella norma e personale educato, locale carino all'interno. Credo che qui ci si debba venire principalmente per l'offerta, non certo per vivere un'esperienza a 360 gradi come deve avvenire invece nei ristoranti top.

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