Il Musso, sempre gradito!

Recensione di del 23/01/2019

Osteria al Ponte

40 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Pranzo di lavoro a Verona, I posti conosciuti sono chiusi per ferie e si decide di provare un posto nuovo per me ma conosciuto per il mio contatto.

Parcheggio riservato in mezzo agli alberi, è un vecchio casale diviso su più piani, perfetto esempio di conservazione con soffitti di legno a vista, muri intonacati con colori pastello, inserti di mattone vivo o pietra qua e la. Pienissimo, per fortuna abbiamo prenotato, clientela delle ditte locali che affolla I vari tavoli.

Ci accodiamo al secondo piano, sedie in legno pesante, tavolone con tovaglia e coprimacchie in cotone, tovaglioli in cotone pesante come Dio comanda.

Cominciamo dalla carta dei Vini, qualche bolla, qualche bianco, qualche Amarone, e Valpolicella, Valpolicella, Valpolicella. Pagine e pagine di Valpolicella. Non so come mai, decidiamo di prendere un Valpolicella, la prima selezione fa restare solo i Valpolicella Superiore, la seconda taglia fuori quelli che già conosco per la scelta definitiva andiamo su criteri scientifici degni di un vero Sommellier: quello con il nome più simpatico. And the Winner is Corte Scaletto 2013 che fortunatamente, oltre ad avere un nome simpatico, è pure buono: tanta frutta al naso ed in bocca, un tocco di acidità, dei bei tannini, lungo e pieno.

C’è il menù di mezzogiorno e c’è il menù alla carta, andiamo sul secondo. Sei antipasti, sette primi, otto secondi di cui la metà alla griglia. Antipasti che non esaltano nella varierà, primi molto importanti che rendono difficile la scelta, sito le lasagnette all’anatra, le pappardelle con il ragù di faraona e melagrana, gli gnocchi col tartufo nero, gli gnocchi di malga. Sui secondi rimango deluso dalla mancanza del petto d’anatra alla griglia che era presente nel menù su internet e mi perdo, vago fra le costine d’agnello, la guancetta di manzo, il galletto ed alla fine approdo alla faraona saltando a pi+ pari i Bogoni che scambio per verdura: colpevole ignoranza mia e chi è causa del suo mal pianga se stesso, i bogoni erano le lumache che avrei preso ad occhi chiusi; altro che verdura!!!!

Stavo dicendo che la scelta dei primi era molto difficile, in realtà sarebbe stata difficile se non fossimo già partiti convinti di prendere i Bigoli col Musso, piatto irrinunciabile in zona. Bello l’assemblaggio con una dose massiccia di bigoli attorcigliati in un piatto fondo e coperti da un’ultima forte dose di ragù scuro. Pasta fresca con la giusta cottura e la giusta densità. Ottima qualità, sugo avvolgente intenso, elegante, giustamente speziato. Finiamo in un attimo e ne vorremmo ancora.

Per il secondo avevo preso la faraona con polenta e patate al forno, coscia, ala e petto, serviti con la pelle e condita da un sughetto molto denso e grasso. Carne morbida e saporita, sughetto buono, niente però che ti rimanga nel cuore.

Bello da vedersi il galletto alla griglia, servito intero ed aperto sul piatto, assaggio la coscia ed è veramente buona, leggera ma gustosissima, decisamente consigliabile.

Conto finale 80 Euro su cui pesano i 30 Euro del vino, sarebbero 25 Euro a testa per primo e secondo che è il suo prezzo. Bilancio positivo per un locale da consigliare soprattutto per i primi e la griglia.

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