San Gimignano è un borgo medievale che non ha para...

Recensione di del 07/09/2010

Osteria del Carcere

32 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €

Recensione

San Gimignano è un borgo medievale che non ha paragoni per bellezza, storia e atmosfera al mondo. Decidiamo di raggiungerlo nel pomeriggio, quale ultima tappa di un itinerario che ci ha visti toccare altri luoghi splendidi come Monteriggioni, Colle Val d'Elsa e, sconfinando dalla provincia di Siena, Volterra.
Scegliamo per la nostra cena, che ci permetterà di vedere la città dalle molte torri anche in versione notturna, proprio quest'osteria, a pochi passi da Piazza della Cisterna, sita negli antichi e maestosi edifici che caratterizzano il centro storico di San Gimignano.

Dopo avere riservato un tavolo con una telefonata fatta subito dopo pranzo, ci presentiamo alle 20. All'ingresso, notiamo il bancone del bar ed alcuni tavoli, dove siedono già alcuni commensali. Ci accoglie la titolare, che indossa un grembiule con la scritta "Viva la ciccia" della macelleria Cecchini, dalla quale l'Osteria del Carcere si rifornisce.
Noi veniamo fatti accomodare sul soppalco, che sovrasta la piccola sala. Il locale conta pochissimi coperti, non più di 25, i tavoli sono in legno, con il piano di marmo, e l'apparecchiatura è semplice, adatta ad una trattoria rustica.
Insieme alla carta dei vini ed ai menu ci viene portato il pane. Nella sala viene diffusa musica classica o arie d'opere liriche.
Per accompagnare la nostra cena, scegliamo un bicchiere di Vernaccia di San Gimignano e un bicchiere di Chianti dei Colli Senesi.

Antipasti.
Decidiamo di dividere un piatto di crostini toscani. Troviamo, quindi, la classica bruschetta, crostini con crema di lardo, crostini con salsiccia toscana, crostini con lardo di Colonnata e crostini con crema di formaggio e zafferano. Oltre ai crostini, l'Osteria del Carcere offre anche taglieri di salumi del territorio e terrine tradizionali toscane.
Primi.
In questo locale, non vengono proposti primi di pasta, ma solo zuppe, peraltro buonissime. Il mio fidanzato ordina la classica ribollita, fatta secondo la ricetta tradizionale con il pane raffermo e verdure tra cui cavolo nero, patate, carote, porri, fagioli cannellini, molto densa e sostanziosa. Io invece scelgo la pappa al pomodoro, a mio giudizio (da profana della cucina toscana), appetitosa e ricca. Col servizio delle zuppe ci viene portato anche il pepe, per aggiungerlo a piacimento ai nostri piatti.
Saltiamo il secondo e puntiamo ai dolci.
Per me, terrina al Vinsanto: si tratta di una sorta di budino, guarnito con una granella di biscotto, aromatizzato al noto vino liquoroso toscano (di esso, peraltro, viene fornito un bicchiere in accompagnamento a tutti i dessert).
Per lui, invece, una zuppa inglese, di buona fattura e ben presentata.

Per il servizio del caffè, la cameriera si presenta con due piccole moke, dalle quali versa i nostri caffè sul momento nelle rispettive tazzine (in vetro trasparente). Le moke vengono lasciate al tavolo, per permetterci di gustare anche il caffè rimasto. Insieme al caffè, ci viene portata una ciotolina con qualche cantuccino, molto fresco e fragrante.

L'esperienza all'Osteria del Carcere è stata positiva, un'altra piacevole occasione per conoscere la cucina tradizionale toscana e senese, in una dimensione informale e legata alla storia gastronomica di questa bellissima terra.

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