Interessante esempio di milanesità

Recensione di del 18/07/2019

Tri Basei

27 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 27 €

Recensione

Ero passato davanti ai Tri Basei tante di quelle volte andando a Rogoredo che l’avevo sempre associato a Milano anziché a San Donato Milanese e per di più con l’appunto mentale che la mancanza di posteggio rendeva ardua la visita. Grande quindi la sorpresa quando cercando il ristorante più vicino dalla mia posizione in San Donato scopro che è proprio I Tri Basei. Prenoto via Internet ( mi dicono che a pranzo non è facile trovare libero ) e lo raggiungiamo a piedi ad un’ora già tarda in questa assolata ed asfissiante giornata estiva.

Ora già tarda ma locale ancora pieno, ci costruiscono all’uopo un tavolo da tre aggiungendo una sedia ad un tavolino da due appoggiato al muro, soluzione un pò angusta ma funzionale. Siamo in una delle salette, tavoli ravvicinati, un bel camino su una parete, ambiente luminoso e per nulla caotico malgrado la gente.

CI portano i menù, c’è il menù di mezzogiorno alla base del successo di pubblico che io però ignoro anche perché abbiamo un conviviale francese che è alla scoperta dei sapori tipici della Lombardia. Menù alla carta molto interessante e molto milanese, tanti risotti ovviamente : il Tribasei mantecato nella forma, il riso al salto con fonduta di Parmigiano, ragù bianco e salsa verde ( strano accostamento ) , quello Milanese col Midollo ( ovviamente ), quello con la barbabietola. Primi con la pasta fra cui spicca il ragù d'anatra

Secondi Milanesissimi : Costoletta alla Milanese, Orecchia d’elefante di Suino, Rustin Negà, Rognoncino di vitello trifolato al Brandy, il Nodino, il Bertagnì, che scoprirò poi essere il Baccalà fritto alla bresciana.

Non guardo la carta dei vini ( la presenza in sala di casse di Torraccia del Piantavigna fa comunque ben sperare ), chiedo se hanno mezze bottiglie e vado direttamente a vedere nella vetrinetta. Scelgo un Cabernet Sauvignon friulano, cantina le Colline dei Filari, molto setoso, molto ruffiano.

Cominciamo dal piatto unico che ha preso il collega francese, Osso buco col Risotto, l’emblema della milanesità. Viene servito in un lungo piatto rettangolare, il risotto molto cremoso con una sporcata di gremolada sulla sinistra, l’osso buco annegato nella gremolada sulla destra. Cominciamo dal risotto, molto cremoso con tanto amido, chicco perfettamente al dente, buono ma con un eccesso di formaggio nella mantecatura. Gremolada strana per le mie abitudini, rosso/arancio, c’è u battuto di carote, cipolla e sedano, fuori dai miei standard ma buona. Carne morbida, osso sottile ed alto con un midollo saporito. L’ospite francese apprezza alla grande.

L’altro commensale inizia invece con un primo, Ravioli freschi con ripieno di ricotta di capra blu e limone. Grossi, belli, non li assaggio e posso quindi solo riportare un parere positivo.

Io invece vado di antipasto, midollo al forno speziato, molto estivo. Bella presentazione, una tavoletta di legno su cui sono appoggiati due ossi tagliati a metà e pieni di midollo decorato con rosmarino, bella ma un po' scomoda perché il sughetto tende a scappare e se non si tampona per tempo rischia di scendere sulla tovaglia o peggio. Si mangia col cucchiaino, si scioglie in bocca, la giusta dolcezza accompagnata dal gusto del rosmarino e delle altre spezie. Più che buono.

Per il commensale un carpaccio di manzo, rosso con forti venature di grasso, mi riportano un parere positivo anche su questo.

Per me invece un altro piatto estivo : Cervella di vitello dorata con cipolla caramella e maionese agli aromi. Piatto lungo rettangolare con cinque pezzi di cervella di varie dimensioni appoggiata su strisce di maionese, una pila di cipolla, un inutile mucchietto di soncino ( speravo attirasse qualche coniglio da usare per la cena ma nulla ). Panatura molto scura ma per niente pesante, cervella morbidissima, la giusta dolcezza che fa contrasto con la doratura salata, in bocca una serie di bellissime sensazioni tattili, una goduria. Interessante l’abbinamento con la maionese agli aromi che da un ulteriore nota di contrasto, buone le cipolle ma poco intonate alla cervella. Piatto che suggerisco.

I commensali hanno ancora spazio per il dolce, io temo per la mia vita se assumo altre calorie in questa giornata estiva ( 5 minuti fermo in macchina per mandare una mail urgente sono bastati a mandare in protezione da surriscaldamento l’I-phone ), arrivano quindi un Tiramisù in bicchiere e Panna cotta alla fragola. Buoni senza strapparsi le vesti. Andando a pagare vedo nella vetrinetta le Pesche cotte nel vino con amaretto, piatto rustico che è una promessa di tanto gusto, sarebbero state da prendere.

Commento finale positivo, ambiente caotico e tempi di attesa un pò lunghi a pranzo, ma sicuramente ottima cucina lombarda che merita di tornare anche perché 27 euro a testa è veramente un bel spendere nell’Hinterland.

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