Bella scoperta in provincia

Recensione di del 30/06/2020

Al 16

49 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 49 €

Recensione

Da tanto tempo volevo provare il 16 a Samarate di cui avevo letto bene su Internet e di cui amici di provata affidabilità mi riportavano buone cose. SI prenota quindi per il mio compleanno e si parte tutta la famiglia con tanto di fidanzata del figlio maggiore.

Posteggio facilissimo, via anonima in un paesotto anonimo com’è Samarate, si passa l’ingresso e il locale è una bella sorpresa.

Un Ex Macelleria di famiglia, sulla parete di sinistra ci sono ancora ricordi delle piastrelle e pezzi dell’arredo originale si vedono qui e la, la sala da pranzo è un qualcosa che colpisce. Una libreria con tanto di libri, pentole di rame, impressioni da casa del boom, ogni tavolo ha forma e stile diverse, da uno bellissimo classico in legno bianco, a quello con sedie di artista in plastica al nostro che è un tavolone lungo di assi di legno grezzo bordato di ferro. Niente tovaglia, reggiposate in ceramica, tumbler calice di cristallo.

Siamo assetati per la calura estiva ma purtroppo l’acqua e la carta ci mettono un po’ ad arrivare. Menù molto interessante, quattro primi, quattro antipasti, cinque secondi, lievemente sbilanciato sul pesce con praticamente nulla per vegetariani, accostamenti arditi ma non estremi, ricerca dell’ingrediente di qualità, mi piace!, un tovagliolo arrotolato a pergamena. Gli occhi sono soddisfatti

Carta dei vini nel complesso buona ma con ricarichi un po’ altini, in ogni caso sono i vorrei un bianco, mia moglie solo un bicchiere di rosso , gli altri nulla e e quindi si propende per una scelta al calice.

Cominciano ad arrivare le piccole entree di benvenuto, un Salmone su biscotto di non ricordo che farina, bellissimo a vedersi con il biscotto che quasi ricorda uno scoglio e molto buono a mangiarsi.

A seguire arriva una Focaccia con pomodori e stracciatella, la focaccia è già porzionata, grani scuri integrali, uno stato di pomodoro sovrastato dalla stracciatella, molto gustosa.

A seguire il pane, pagnottine, grissini, carta da musica appoggiati su un vassoio che ricorda un portariviste anni 60.

E si parte con le portare, una Culaccina “Rossi” di Parma e piccola giardiniera di Nicoletta e Tiberio, bel prodotto anche se un po’ magro per i miei gusti accompagnato da una giardiniera fatta in casa saporita.

Il figlio piccolo prende una Tarte Tatin di pomodori confit, Manzo e rapanelli, molto bella a vedersi, la pasta sfoglia, uno strato di pomodori rosso acceso, le fette di manzo ed infine le “orecchie” di rapanello. Al palato è una sorpresa, belli i contrasti di consistenze fra la pasta croccante, i pomodori e la carne morbidi ed i rapanelli di nuovi croccanti. Veramente interessante l’armonia dei sapori, si integrano, si compensano, nessuno stona, un piatto che ti rimane in mente e che voglio provare a rifare prima o poi.

Per la fidanzata del figlio grande ci sono Spaghetti ai ricci di mare, lardo e limone, per lei il riccio di male è una prima volta e la scommessa è vinta, lo giudica molto buono e soprattutto armonico nei sapori con il lardo che si integra benissimo con limone e riccio.

Io prendo quello che è uno dei piatti simbolo del locale, i Tortelli di pappa al pomodoro, alici e la loro colatura. Sono cinque tortelli appoggiati in piedi sul piatto insieme a tre alici mentre la colatura è una striscia che fa da appoggio. Pasta perfetta, sottile ed al dente, delicata la pappa al pomodoro che è perfetta nello smorzare il gusto delle alici e della colatura, alici carnose e saporite. Unica pecca le lische delle alici, scomode da gestire in un primo.

Per la moglie Ravioli di pesto, patate, taccole e totano. Sontuosi, appoggiati su una spuma al sifone di patata, coperti di taccole verde intenso e dai pezzi di totano. Il gusto è eccelso, delicato, armonico, piena approvazione dalla moglie.

Veniamo ai vini, mia moglie prende un rosso e casca bene, Perticaia, Umbria Rosso, un blend di Merlot, Sangiovese e Colorino, una piacevole sorpresa di vino, un naso intenso di frutti di bosco e more, una bocca piena e tonda. Per me un bianco, una Ribolla Gialla 2018 di Zorzettig, di buona beva ma tutt’altro che esaltante, un naso anonimo di agrumi, una bocca sapida con marcata mineralità.

Si procede con la seconda parte delle portate, per il figlio giovane Coniglio, scamorza, patate e carciofi. Sono dei rotoli di carne avvolti nella pancetta ed appoggiati su fette squadrate di verdure, impanate e fritte.

Un piatto saporito che incontra giudizi contrastanti.

Io prendo un Morone al nero e fave, bella presentazione con una ciotola dai bordi chiusi verso l’interno con due filetti di pesce avvolti nella polvere nera ed appoggiati su una montagna di fave verde intenso. Buono, gusto deciso, perfettamente abbinato alle fave.

Per il figlio maggiore Pesce Spatola, crocchette di melanzane e menta, una megacrocchetta su cui è appoggiato il filetto di pesce coperto dal suo sughetto. Il pesce spatola è un gran prodotto, poco diffuso e poco considerato, ma una vera leccornia. Giudizi discordanti sull’abbinamento con la menta, troppo invasivo per me, fantastico per il figlio.

Per il vino, purtroppo con il mio secondo bicchiere non va meglio, anzi va anche peggio, Falanchina Benevento 2018 Fremondo di La Guardiense. Anonimo e sgraziato, cosa strana perché il 2017 preso qualche tempo prima in un altro locale mi era piaciuto, forse una bottiglia sfortunata. .

Spazio per i dolci c’è, io e la moglie prendiamo il Sikillia, viaggio fra dolce e salato che altro non + che una mousse di cioccolato con capperi, accostamento che io ho sempre trovato piacevole mentre trova perplessa la moglie.

I ragazzi prendono un “biscotto alla lavanda mascarpone e ribes” e “Tiramisù alla zabaione”. Niente vino da dolce al calice, solo bottiglie intere dai prezzi impegnativi, si salta.

Conto 49 Euro a testa che è il giusto prezzo.

Commento finale molto positivo, cucina veramente interessante, ottime materie prime, accostamenti azzeccati, belle presentazioni. Promossa a pieni voti la location, peccato il servizio distratto e gli scivoloni sui vini al calice.

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