E' il nuovo ristorante gestito dalla famiglia Iacc...

121 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 121 €

Recensione

E' il nuovo ristorante gestito dalla famiglia Iaccarino a Roma (in cucina c'è uno dei suoi bracci destri di Sant'Agata) dopo la chiusura del Baby; e come quello, anche questo situato in un albergo bellissimo. Stavolta siamo sul Gianicolo, nel nuovissimo resort Gran Melià Villa Agrippina 5 stelle.
Posto strepitoso (vicino al grande parcheggio interrato per intenderci, sotto al Bambin Gesù); avevo letto su un giornale dell'apertura e l'ho scelto per festeggiare il compleanno del mio compagno. Sembra molto bello anche dentro, ma io ho chiesto un tavolo nel patio affacciato su giandino e piscina.
Il servizio prova a mantenere un certo livello: accoglienza molto gentile (il maître di sala è molto simpatico, professionale ma comunicativo, si vede che è una figura di un certo livello), camerieri un po' irrigiditi dalle necessità sceniche del solito genere: tovagliolone messo sulla ginocchia, acqua e vino versati con una certa enfasi, ecc. Alcuni camerieri, che sono filippini, sono muti; quelli italiani, di provenienza campana, parlano e spiegano i piatti, ma ogni tanto si perdono dei pezzi, sia come composizione dei piatti che come sostanza, tipo il vino che è arrivato dopo l'antipasto.
Menù molto stile Don Alfonso, con alcuni dei suoi piatti già in carta a S. Agata e altri comunque nel suo stile. Carta dei vini non pervenuta: ci ha spiegato il maître con un certo imbarazzo che devono ancora farla. Una dozzina di vini bianchi, altrettanti rossi, tre bollicine e stop. Almeno per fortuna è tarata su prezzi umani (abbiamo preso un Gewürtztraminer a 24 euro, prezzi in generale fra 18 e 22 €).
Prezzi della carta importanti, mediamente 20 € di antipasti, 20 € di primi, fra 25 e 35 € i secondi, 15 € i dolci.

Ci hanno chiesto se volessimo un aperitivo (champagne o prosecco) e data la mancanza di alternativa per i miei gusti, ho detto champagne; che si è rivelato un Veuve Cliquot da 22 euro a calice (probabilmente sanno anche loro che è un "furto" a quel prezzo, per cui ce ne hanno versato un flûte pieno che pareva da mezzo litro!). Peccato che all'aperitivo non si accompagni null'altro di speciale, dato che il mini benvenuto pervenuto della cucina penso ci sarebbe arrivato lo stesso.
Io ho ordinato: zeppole di astice in leggera frittura con salsa agrodolce, l'antipasto più caro, a 28 euro; molto buono e per fortuna non scarso di quantità. Per la mia metà, ricciola affumicata, farina di scorzette di cedrangolo, frullato di fave e maionese di pompelmo, a 18 euro; mi si dice buonino ma "niente de chè".

Il primo l'ha ordinato solo lui: vellutata di cime di rapa con spuma di burrata, scampi e tartufo estivo, a 22 euro. Una zuppetta liquida e dall'aspetto un po' acquoso con due scampetti, dall'aspetto molto minimale.

Di secondo io ho scelto dentice in crosta di erbe aromatiche con acquerello di verdure estive, a 35 euro: buono, ma dal prezzo assolutamente immotivato e non meritato.
Lui invece ha scelto la faraona di campo ripiena di fegato d'oca al curry con purè di patate allo zafferano, pomodoro piccante e qualcos'altro che non ricordo, a 35 euro; anche qui, buona, ma proprio non memorabile.

Di dolce, ci siamo fatti tentare entrambi dal limone della costiera, svuotato e ripieno di crema al limone (15 euro). Peccato però che la crema fosse liquidissima (consistenza del latte fresco, per intendersi) e che avessero tolto il fondo al limone svuotandolo: quindi alla prima cucchiaiata in profondo che abbiamo dato, la crema si è sparsa per il piatto e ci siamo dovuti ingegnare a raccoglierla faticosamente dal piattone (dato che leccarla via, in effetti, non pareva elegante).
Ovviamente piccola pasticceria finale offerta, ecc.
Totale, con un caffè e due S. Benedetto, 242 euro in due, un prezzo immotivato calcolando che la soddisfazione data dalla cucina è stata tutto sommato limitata.
Può darsi anche che la cucina stile Don Alfonso non sia nelle mie corde, e mi aspettavo di spendere tantissimo, ma speravo almeno di trovare pane per i nostri denti. Invece è stata una bella serata perchè stavamo bene io e lui e perchè il posto era davvero incantevole, ma non ci tornerei e non lo consiglierei come ristorante, pur volendogli riconoscere la sufficienza.

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