Nel quartiere Prati delle Vittorie, non lontano da...

Recensione di del 13/12/2006

Siciliainbocca

46 € Prezzo
6 Cucina
5 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 46 €

Recensione

Nel quartiere Prati delle Vittorie, non lontano da piazza Mazzini, questo ristorante siciliano ha avuto un buon successo, tanto che è divenuto una “holding”, con un secondo locale, dallo stesso nome e con lo stesso menu, aperto nel 2002 al Flaminio (via Flaminia 310) e con una “putia”, “Sicilia al tappo”, sita nel cuore di Trastevere (via Garibaldi 68), per degustazione di vini, da accompagnare ad arancine, formaggi e salumi siciliani; viceversa, non crediamo che appartenga alla stessa “holding” anche un locale catanese con lo stesso nome e con alcune caratteristiche simili.

Ma torniamo al primo locale, dall’ambiente un po’ caotico da trattoria, con alle pareti una grande riproduzione de “La vucciria” di Guttuso, teste di Medusa in pietra, ceramiche di Caltagirone, mentre sulle mensole vi sono bottiglie di vini siculi.
I tavoli sono apparecchiati in maniera semplice, con copritovaglia a quadretti, vasellame e bicchieri comuni. Oltre alla sala principale, vi è un dehors coperto e riscaldato nei mesi invernali, ricavato da uno slargo tra due palazzi attigui.

Mia moglie ed io, che già conoscevamo il locale, abbiamo iniziato con un assaggio di “sfizi” del giorno: caponata di melanzane (discreta, ma non freschissima: voto 5) e insalata messinese (baccalà alla brace, con cipollotto, patate lesse, pomodorini ed origano), che non ci ha convinto molto (voto 5). Non abbiamo provato gli sfizi di mare e il polipetto caldo al battuto di limone (che, forse, sarebbe stato preferibile).

Nella lista dei vini, prevalentemente siciliani, abbiamo scelto un bianco La Segreta di Planeta, lievemente fruttato, che già conoscevamo.

Per primi, due mezze porzioni di maccheroni alla Norma (con melanzane, pomodori, ricotta salata e basilico), buoni (voto 7), e di pasta con le sarde (con finocchietto selvatico, pinoli e pane grattugiato), che non ci è sembrata eccezionale, soprattutto per la sovrabbondanza del finocchietto, molto diversa da quella che abbiamo gustato a Palermo (voto 5).

Alternative dei primi piatti: linguine “a ghiotto” alla messinese (con piccoli tranci di pesce spada, salsa di pomodoro, sedano, capperi e olive), spaghetti all’astice o con frutti di mare e risotti (ai profumi di Sicilia o ai frutti di mare).

Tra i secondi di pesce, entrambi abbiamo scelto trancio di pesce spada alla griglia, che ci ha molto deluso, essendo stopposo e poco saporito (voto 5).

Non abbiamo provato il pesce del giorno, le sarde a beccafico (ripiene di pane grattugiato), la gran pepata di crostacei, il sauté di cozze e vongole e, tra i piatti non di pesce, la cotoletta alla palermitana, la grigliata di carne e la terrina di parmigiana di melanzane.

Come dessert, due buoni cannoli alla siciliana, con un ripieno freschissimo, accompagnati da un buon vino Zibibbo, e due sorbetti al mandarino.

Il servizio ci è sembrato un po’ approssimativo; tra l’altro, cosa molto antipatica, ad una certa ora sono stati fatti entrare nuovi clienti, forse senza prenotazione, che, in piedi, attendevano che noi ed altri avventori lasciassimo liberi i tavoli.

Conto di 92 € (46 € “a capoccia”), non poco, tenendo conto che avevamo preso soltanto due assaggi di antipasti e due mezze porzioni dei primi piatti.
In conclusione, non ci sentiamo di raccomandare questo ristorante; il ricordo che ne avevamo negli anni precedenti era migliore.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.