Adriano Baldassarre era un cuoco che molto ci era ...

Recensione di del 14/05/2011

Salotto Culinario

75 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 75 €

Recensione

Adriano Baldassarre era un cuoco che molto ci era piaciuto nell'esperienza (stellata) del Tordo Matto a Zagarolo, alcuni anni fa. Chiuso quel ristorante un paio d'anni fa, e dopo un periodo più o meno sabbatico, da pochissimo cucina in questo piccolo locale subito a ridosso del GRA lato fuori Roma, proprio sulla Via Tuscolana (dall'altra parte rispetto alla metro Anagnina). Il posto dalla descrizione sembrerebbe bizzarro: è il ristorante che si trova al piano terra del castello del Mobile Peroni, fronte Ikea.
In realtà il locale è molto carino: un bistrot dall'aria intima, con cucina semi-a vista sulla destra dietro una bella vetrata e parzialmente protetto dal bancone, una sala con una quarantina di coperti a distanza vivibile, a mio avviso con una bella illuminazione (l'ambiente è abbastanza in penombra ma ogni tavolo ha una bella lampada a sospensione che dà la giusta luce per mangiare mantenendo un'atmosfera romantica). I tavoli e le sedie sono in alluminio (secondo me le sedie sono comode, secondo la mia metà no: a voi la scelta!), apparecchiatura con tovagliette di carta ma posateria Sambonet e bei piatti e calici.
Nota a favore, hanno un comodissimo parcheggio "davanti" alle finestre del locale.
Ci fanno accomodare (avevamo prenotato nel pomeriggio, meglio farlo, di sabato) e ci chiedono se gradiamo un prosecco. Ci portano il menu, una scheda con da un lato le proposte a degustazione, dall'altro la carta divisa per "ingredienti": tutti i piatti di carne, tutti quelli di verdure e pesce, i dolci. Prezzi abbordabili: tre menu degustazione da quattro portate a 35 euro, il menu degustazione di pesce a 48 euro. La carta spiega che la materia prima è attentissimamente scelta, fra verdure degli orti di Grottaferrata e pesce di Anzio, solo pescato del giorno (per questo potrebbe variare).
Carta dei vini semplice ma carina, si beve a partire da prezzi onesti.
Cestino del pane fatto in casa composto da alcuni grissini ottimi, e del pane ai semi di girasole se non erro, molto buono.

Ordiniamo due menu Tradizione, e extra menu, "due ravioli d'ostrica trasparente", che era uno dei cavalli di battaglia del cuoco anche nel vecchio ristorante. Questo è un piatto da 9 senza dubbio: due ravioli (sob) in un piatto fondo con una lieve spuma di vino a dare acidità, fatti da una sottile striscia di lardo (se non erro) leggermente caramellato e caldo, che racchiude una grande ostrica fresca che sprigiona in bocca tutto il sapore del mare. Da prendere e riprendere.

In menu: la cameriera aveva comunicato credo il menu sbagliato, quindi ci hanno portato l'antipasto di un altro menu, cioè il "cannolo di burrata, acciuga, scalogno e misticanza" (buono, ma normale, va rigorosamente mangiato unendo al boccone di cannolo l'acciuga a contrastare il sapore); segnalata la cosa e rimessa in carreggiata la scelta, ci hanno offerto un assaggio dell'altro antipasto, le eccellenti "polpette di coda con julienne di sedano". Le conoscevamo già, e sono un piatto che non delude mai, proprio buono e di soddsfazione.
Come primo degli "gnocchi di patate" (a me sembravano più dei ravioli) "con pancetta e ortaggi", buoni.
Il secondo, un "cubo di vitella" credo ripassato in padella a dare croccantezza alla carne morbidissima, "con verdurine e radici" (ammazza che buone ste radici!) d'accompagnamento. Piatto molto buono.
A chiudere un dolce un po' sottotono a mio avviso, una fetta di "crostata alla marmellata", troppo normale. In carta tuttavia ci sono dolci più interessanti.
Non ci sono coccole particolari (piccole pasticcerie, predessert, ecc.) ma è normale per la categoria del prezzo dei menu di cui stiamo parlando.
Abbiamo speso 70 euro per i due menu più due ostriche extra menu 28 euro; 40 euro di vino (un bianco che non ricordo, c'era della Ribolla gialla nell'uvaggio ma altro non mi sovviene, comunque molto buono) scelto fra quelli di fascia media più due calici abbinati al dolce (io una Malvasia), acqua e caffè, 160 euro scontati a 150.
Noi ci siamo fatti prendere la mano, ma con bottiglie meno esose come ce ne sono in carta fra i 20 e i 25 euro, e senza prendere piatti extra, si mangia tranquillamente sui 100-110 euro in due.

In conclusione, siamo usciti soddisfatti, ho voglia di riprovarlo per verificare altri piatti interessanti che ho visto portare a altri tavoli. Alla cucina dò un 8 pieno come media fra alcuni piatti stratosferici (il raviolo), altri molto buoni (la vitella, le polpette) e altri meno entusiasmanti (il cannolo e la crostata). Assegno un 8 all'ambiente che, lo ammetto, è molto soggettivo: trattasi di bistrot e quindi l'impostazione è semplice, ma secondo me ha un'aria piacevolissima e accogliente. Va bene sia per cene romantiche che per uscite più familiari. Da registrare il servizio che ha avuto varie pecche, più che altro perchè le cameriere mi sembrano molto giovani e inesperte e a volte sperse, ma alla fine, sono gentili, se sbagliano rimediano, quindi posso tranquillamente assegnare un 7.
Il mio rapporto qualità/prezzo è normale, ma se non ci fossimo fatti prendere la mano da extra e vini sarebbe sicuramente buono.

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