L’Osteria dell’Angelo è una trattoria romana "vera...

Recensione di del 05/07/2007

Osteria dell'Angelo

25 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

L’Osteria dell’Angelo è una trattoria romana "verace" gestita da un ex rugbista, che della primitiva occupazione del suo proprietario reca tracce ovunque: maglie di varie squadre alle pareti, palloni da rugby sulle mensole, foto storiche e altri cimeli. C’è qualche tavolo all’esterno, sul marciapiedi, mentre il locale vero e proprio ha una grande sala d’angolo, decisamente spartana, e qualche altra saletta accanto. Tavoli in legno dal piano di marmo rosato d’antan, sedie di legno tanto solide quanto durette su cui sedersi, tovagliette di carta beige con stampe da disegni di Bartolomeo Pinelli e con lo scarno menu disponibile, piatti e bicchieri da osteria.

Io e il mio ragazzo siamo arrivati verso le 21.30 e ci siamo accomodati a un tavolo all’interno, sotto al bancone bar, abbastanza tranquillo: la clientela è soprattutto di tavolate, adatto più a comitive di amici che alle coppie.
La sera non c’è da ordinare: il menu è fisso, 25 euro quello basic su cui ci siamo orientati noi e 30 quello con carne alla griglia, sempre comprensivi di acqua e vino della casa.

Ci sono arrivati in fretta un tris di antipasti: bruschette al pomodoro, due salsicce, una crema tonno e patate e una zuppa di fagioli al pomodoro, accompagnati da un tagliere di buon pane casereccio. La bruschetta è sembrata niente di che al mio ragazzo, mentre per me era normale, e non è una nota negativa; buona e gustosa la zuppa di fagioli, lui l’ha spazzolata via in breve tempo; poco da dire sulla crema di patate e tonno, un mix di ingredienti che chiunque può fare a casa con un minipimer e qualche scatoletta di tonno sott’olio.

A seguire ci hanno chiesto che primo volessimo tra i tonnarelli cacio e pepe, i rigatoni alla carbonara, quelli all’amatriciana, e degli gnocchetti alla marinara. Abbiamo scelto la Carbonara, che è stata probabilmente la più pesante da me mangiata in tutta la vita: decisamente oleosa, pancetta stra-tostata, l’uovo nonostante l’uso abbondante di formaggio grattugiato si era rappreso. Cottura della pasta invece al dente.

Finita la pasta, ci è stata data la scelta fra i secondi ed alcuni contorni che però abbiamo rifiutato; i secondi classici: trippa, coda, involtini, spezzatino, arrosto di vitello e coniglio. Io mi sono orientata sul coniglio, ed è stata un’ottima scelta: tenero e saporito, l’ho spolpato con notevole entusiasmo. Il mio ragazzo si è lanciato sullo spezzatino ma è stato meno soddisfatto di me.

Terminato anche il secondo, è arrivato un piatto con delle ciambelline all’anice e un quarto di vino rosso frizzante in cui bagnarle. Normali ciambelline all’anice, misterioso il vino, nel senso che mi sono chiesta perché non ne diano di meno magari, ma un po’ più decente. Chiusura con due caffè.

Abbiamo accompagnato la cena con un vino bianco della casa poco significativo. Il conto finale è stato appunto di 25 euro a testa.

In definitiva: l’ambiente è da osteriona alla buona ma risulta simpatico. Nota positiva, i bagni estremamente in ordine e puliti; il servizio come spesso capita nei locali da comitive, si è limitato al suo dovere di “portare-levare” i piatti; la cucina non ha alcuna nota particolare, ma come media fra quanto assaggiato posso arrivare a assegnare una sufficienza striminzita. Probabilmente il mio ragazzo darebbe qualcosa meno. Ultima nota: attenzione, non accettano carte né bancomat. Tolta la curiosità di provarlo, comunque non credo che ci torneremo.

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