Roma, piazza Testaccio, “Oasi della Birra”.
I...

Recensione di del 19/06/2007

Oasi della Birra

21 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 21 €

Recensione

Roma, piazza Testaccio, “Oasi della Birra”.
Il nome potrebbe portare a incomprensioni; l’oasi offre sì, birra agli avventori (700 etichette), ma non solo: c’è anche vino (nasce come enoteca), un negozio di prodotti di gastronomia e per finire un’offerta gastronomica interessante.

Il locale presenta all’esterno circa 30 coperti che danno direttamente sulla piazza; è una serata afosa quindi decidiamo di stare all’interno, in una saletta di 15 di coperti dove si mangia circondati da alti scaffali colmi di bottiglie di vino. Altri 30-35 coperti sono ricavati nel piano interrato, che si raggiunge passando tra scaffali pieni di golosità di ogni genere (tragitto quindi interessante, per quanto breve).
Scese le scale, ci si trova in un piccolo corridoio che conduce a una saletta in cui sono esposte birre belghe, e a un’altra sala decisamente più ampia. Entrambe sembrano ricavate in una vecchia cantina, con muri in mattoni e volte a botte che conferiscono un’atmosfera rilassata e tranquilla.
Nelle nicchie ricavate nelle pareti fanno bella mostra bottiglie di vino e birra.

Ci accomodiamo a uno dei tavoli in legno scuro, apparecchiati con tovaglia a quadri e ci perdiamo nel menù, che ha come punto di forza formaggi e salumi, oltre a zuppe, primi piatti e crostoni.

Il perdersi è letterale: duecento formaggi (organizzati per provenienza) sono una bella sorpresa, tanto più se balzano all’occhio chicche come italiane (come il Puzzone, il Panerone), o straniere come i prodotti d’Abbazia belga.
Simile situazione per i salumi, con selezioni di lardi, salami di cacciagione, taglieri regionali.

Un cameriere giovane e molto informale ci comunica che non tutti i prodotti in lista sono disponibili, causa soprattutto la scelta di non tenere le referenze meno richieste in estate per evitarne il possibile deperimento (ragionamento che condivido appieno). Non condivido invece l’avvertimento che i prodotti mancanti, di cui il cameriere non sia a conoscenza, saranno sostituiti in cucina a discrezione del locale; chiedo pertanto di esserne informato.

Decidiamo per una cena fredda e apriamo con un “tagliere di affettati” (15,5 € per 6 proposte) composto da luganiga stagionata (ottima, consistente e dolce), corallina (magrissima, sapore deciso), salame di capriolo, salsiccia senese, lardo alle erbe (eccessivamente salato) e ciauscolo tartufato (ordinato al posto di un prosciutto di struzzo, si è rivelato, però, scialbo), accompagnati da un cestino di ottimo pane (quattro varietà, tra cui spicca un notevole pane ai cereali).
Piatto molto abbondante e qualità complessivamente buona, nulla però in confronto al piatto di formaggi che segue a breve (sempre 15,5 € per 6 proposte), spaziando tra Italia (Bagoss, Imagna barricato al miele), Francia (Ovinfort, Abbazia di St. Paulin) e Belgio (Abbazia della Provvidenza, Avesnois a la Trappiste).

Tutte scelte azzeccate, gli italiani e l'Ovinfort sono una certezza. Menzione d'onore al fruttato "Abbazia della Provvidenza" e a un indimenticabile “Trappiste”, con il gusto amarognolo e persistente conferito dalla lavorazione della crosta con birra (credo Chimay).
Il tagliere è accompagnato da castagne e da una proposta di miele (di erica), due gelatine (Chardonnay e rosmarino, Morellino piccante) e una gustosa salsa di zucca senapata.

Purtroppo in fase di scelta il cameriere non è di supporto, dichiarando di non conoscere alcuni formaggi su cui chiediamo informazioni. Neppure il collega sa darci indicazioni.

Solo uno sguardo alla carta dei vini (ampia, divisa per regione) per concentrarci sulle birre; la scelta è aiutata dalla suddivisione per nazionalità, sono presenti alcune proposte alla spina e moltissime in bottiglia (anche di burrifici artigianali come Le Baladin di Teo Musso).
Dovendo scegliere tra settecento birre e avendo come sola indicazione la macro tipologia (chiara, scura…..) e il grado alcolico, è bene presentarsi preparati o affidarsi alle indicazioni dei camerieri (credo che una top list con la scheda descrittiva delle proposte più interessanti aiuterebbe molto nella scelta; in mancanza di questo sarebbe già di aiuto un’indicazione più corretta della tipologia di birra).
Non tutte le etichette in lista sono disponibili e ci vediamo purtroppo costretti ad abbandonare una Kwel Chouffe e una Nostradamus, per optare per una “Maredsous 8” (Dubbel d’abbazia non filtrata, amarognola con sentori di prugna e una marcata nota di liquirizia, finale maltato) e una “Kasteel Bruin” (aromatica di toffee e cioccolato, molto alcolica e luppolata).

Lasciamo il tavolo sazi (neppure un po’ di spazio per il dolce) e favorevolmente impressionati dal conto, 42,5 € in due.
Esperienza positiva, non abbiamo (per ora) provato nessun “cucinato” ma la sola offerta di formaggi e birre merita una seconda (e una terza) visita.
Potrebbe crescere quanto a livello del servizio, con piccoli accorgimenti c’è ampio spazio di miglioramento.


Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.