Antipasti di alto livello, carta dei vini ottima ma con ricarichi eccessivi

Recensione di del 11/12/2018

Matermatuta

50 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Cena a Roma, I colleghi scelgono il Mater Matuta, ristorante che avevo già visto su qualche sito internet e che avevo inserito, complice anche il nome che evoca uno dei miei vini preferiti della zona, nella lista di quelli da provare a Roma.

Zona molto centrale, posteggio a pagamento a diverse centinaia di metri di distanza, il locale non è molto visibile da lontano e bisogna guardare con attenzione per trovarlo. Esterno elegante con il suo Ingresso elegante con i suoi vetri ed alluminio scuro ed elegante è pure l’atmosfera all’interno, molto chiara nei colori; siamo in una saletta, tavoli con coprimacchia e tovaglioli in cotone grezzo bianco, una abat-jour stilizzata fatta da toroidi sovrapposti, posateria in acciaio, calice per i vino ed un bel bicchiere asimmetrico per l’acqua.

Carta dei vini molto interessante come contenuti, molto ben costruita ma con dei ricarichi alti e con una mancanza di Vini sotto i 25 euro.

Dato che ci sono colleghi in ritardo ne approfittiamo per prendere la prima bottiglia di vino facendo si che funga anche da aperitivo, un Etna Bianco 2017 di Tornatore, uve Carricante, mela verde, agrumi e zagare al naso; complesso in bocca, secco, con una acidità importante, un finale in pompelmo ocn toni mielati: una scelta che soddisfa tutti.

Menù dove il mare la fa da padrone, soprattutto per gli antipasti dove grosso spazio riservato al crudo, per i carnivori lo spazio viene lasciato invece sui secondi ( tre proposte ) e sui primi ( due proposte ).

Decido di fare una cena conviviale con il mio dirimpettaio, prendendo due piatti condivisi da scambiarci una volta arrivati a mangiarne la metà.

Il primo antipasto è Rana Pescatrice, Triglia e Porchetta, puntarelle e bottarga. Molto bella la presentazione, su un piatto sono appoggiati due rotoli di pesce, un tegamino di metallo nero con la porchetta ( e formaggio ) ed una ciotolina quadrata con le puntarelle e le strisce di bottarga. La Rana Pescatrice è gustosa e speziata, la porchetta è buona e speziata pure lei, le puntarelle insieme alla bottarga sono una scoperta. Il mix dei sapori potrebbe lasciare perplesso ma invece è proprio mischiandoli che si ottiene il massimo del gusto, un connubio perfetto ed equilibrato

Il secondo da dividere è Baccalà in Tempura, battuto di ceci, tartufo nero: tre “lingue” di battuto su cui sono appoggiate tre palle di baccalà da un lato e le fettine di tartufo nero dall’altro. Tempura molto delicato, una scoperta, ben riuscita la combinazione di sapori.

Riesco ad assaggiare anche qualcosa dal mio vicino che ha preso Calamaro, Carciofi con Purea di Topinambur, un buon piatto con un calamaro morbidissimo in bocca ed un topinambur molto elegante anche se purtroppo un po' freddo.

Decisamente gli antipasti sono il punto di forza del locale.

E’ tempo di prendere altro vino, dato che qualcuno ha preso carne inserisco anche un rosso della mia cantina preferita dell’Alto Adige, Elena Walch: pinot Nero Ludwig 2015, frutta matura al naso, spezie in bocca, un signor Pinot Nero per una cantina che non tradisce mai.

Per il Bianco resto in regione e vado su un Goldmukatgeller, Graf von Meran 2016 della Kellerei Meran: pipì di gatto al naso, in bocca peperone con una forte aromaticità ottimo.

Partiamo con Tagliolini, Triglia, pomodori datterini, alghe, piatto dalle dimensioni pantagrueliche, bello nei contrasti di colore fra l’azzurro del piatto, il rosso dei pomodori, il verde delle alghe ed il bianco delle triglie, un po' meno nell’assemblaggio troppo ammucchiato. Ed ammucchiato risulta anche il gusto con la triglia troppo schiacciata da altri ingredienti. Pasta comunque di buona fattura e sughettino che bagna ed avvolge bene il tutto.

L’altro mio mezzo primo è decisamente di livello superiore, Mezzalune nere di gamberi e calamari, pomodori datterini e cozze. Ravioli grossi, molto neri, decorati con i pomodori e le cozze. Buona la pasta, molto buono il ripieno, evidente il limone a tratti sembra anche di sentire del di sentire del bacon. Molto gradito.

Un paio di colleghi prendono i Lacci acqua e farina, astice, pomodori datterini, il commento è molto positivo ma colleghi riportano sintomi da fame latente, devo dire invece che io mi sento sazio, forse la porzione dei tagliolini ha fatto la differenza.

Chiudiamo con un ultimo bianco decidendo di restare nella regione : Frascati Superiorre “primo” di Merumalia, buon prodotto ma che rimane offuscato dai vini precedenti che erano di un livello notevolmente superiore.

Come si può rinunciare ai dolci ? Proposte non altrettanto accattivanti del resto del menù ma alcuni spunti si trovano.

Anche il dolce viene condiviso, si parte con “Al Contadino non far sapere” ovvero “sfoglia ricotta, pere, cedro e crema al gran Marnier”. Sono tre ravioli di sfoglia appoggiati su un mare id crema gialla, pasta morbida, ricotta esaltata dal cedro, crema per nulla pesante.

Semifreddo al pistacchio, croccante e scorza d’arancia. Uno zuccotto decorato con le scorze d’arancia e zucchero a velo appoggiato su un tappeto di croccante. Dolce senza strafare, intenso nel gusto.

Qualcuno prende il Tiramisu ma non assaggio e non posso quindi riportare un giudizio.

Bilancio finale positivo anche se con qualche ombra, come detto grande carta dei vini ma ricarichi un po’ eccessivi, qualche euro in più non farebbe male, antipasti assolutamente degni di nota e di alto livello, primi e secondi con qualche sbavatura. Comunque approvato.

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