Discreto, senza troppe pretese

Recensione di del 09/09/2013

Hostaria Isidoro al Colosseo

39 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 39 €

Recensione

Lunedì sera mi trovavo in zona via Labicana. Ho fatto un lungo giro a piedi in cerca di un ristorante di qualità dove poter cenare in modo leggero, bevendo possibilmente un buon vino. Conosco abbastanza bene la zona, la mia quasi utopia era scovare qualche posticino nuovo, ancora ignoto alle recensioni presenti in Internet. Passo da via Celimontana, percorro via San Giovanni in Laterano, passo davanti ai ristoranti che conosco (e quindi evito...), passo davanti all’un tempo glorioso Charly’s Sauciere (da un paio d’anni purtroppo con la nuova gestione decaduto, infatti il locale era vuoto), nulla di valido in via Merulana, in zona via degli Zingari e via Panisperna ci sono vari localini carini esteticamente, il cui ambiente è attraente, ma troppo turistici e dai menù scontati e poi troppa confusione. Passo dal Colosseo, faccio il giro dell’oca e torno al punto di partenza.
Opto di provare l’hostaria da Isidoro, con la consapevolezza di correre un certo rischio. Varie volte infatti vi sono passato davanti, notando che il menù è abbastanza limitato e con proposte ordinarie. Esternamente è ben visibile, poichè vi sono tante lucine bianche (un po’ natalizie!) che lo mettono in evidenza.
L’ambiente è tipico da osteria romana, soffitti antichi con travi a vista in legno, alcune pareti sono d’epoca, con mattoni a vista e archetti. Tipico, anche se non mi sentirei assolutamente di definire l’ambiente “molto raffinato” o il servizio “ottimo” (come recita una recensione sul sito de ilmangione.it).
I camerieri sono giovani e gentili.

Il menù, come dicevo, è abbastanza circoscritto: circa sei antipasti, altrettanti primi e secondi. Noto che tra gli antipasti propone un assaggio di vari piattini di pesce, sia crudo che cotto, ma solo per un minimo di due persone. Il cameriere mi dice che sono stati introdotti nel menù recentemente. Chiedo se posso prenderlo pur essendo da solo, mi viene concesso e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso.
La carta dei vini è in linea con lo stile del locale: comprende una dozzina di bianchi e altrettanti rossi. Tra i bianchi, vi sono un paio di mezze bottiglie. Ordino una mezza di Falanghina di Feudi San Gregorio del 2012 (proposta a 10 euro). Un po’ cara per questo vino, piacevole, anche se caratterizzato da una vena acida (come quasi tutti i bianchi della zona collinare di Avellino) che personalmente non apprezzo particolarmente.

I piattini (22 euro) comprendevano (nell’ordine): salmone marinato in casa (buono), due quenelle di tartare di tonno (non particolarmente fresco, dalla granularità un po’ troppo fine, profumata alla scorza di limone), un piattino di cozze e vongole alla marinara, seppie in umido con piselli (discrete), moscardini alla diavola (buoni), quattro acciughe fritte con gocce di aceto balsamico (buone e leggere), carpaccio di polpo (buono, anche se un po’ scondito).
Nel complesso sono rimasto abbastanza soddisfatto, anche se l’ordine con cui sono stati presentati i piattini mi sembrava un po’ causale, senza rispettare un crescendo di gustosità delle portate.
Finisco con un tiramisù della casa (5 euro): non molto buono, abbastanza asciutto.
Chiudo con un conto di 39 euro.
Concludendo, personalmente non ci tornerò, anche se francamente sono rimasto abbastanza soddisfatto dei piatti. L’ambiente è tipico e semplice, abbastanza ben tenuto, il servizio un po’ approssimativo, menù ordinario, essenzialmente a base di pesce, cucina semplice con un buon rapporto qualità/prezzo. Adatto a una serata tra amici, senza troppe pretese.

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