A Roma per una breve vacanza e per incontrare gli ...

Recensione di del 30/01/2011

Giggetto al Portico d'Ottavia

68 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 68 €

Recensione

A Roma per una breve vacanza e per incontrare gli amici, decidiamo di concederci una cena al ghetto e scegliamo Giggetto, locale di cui ho sempre sentito parlare nell'anno e mezzo passato a Roma ma che non ho mai provato. Prenotiamo per le 21 e arriviamo puntuali, dopo una passeggiata nel piacevole clima della serata. Veniamo fatti accomodare in una delle salette di cui si compone il locale, di cui una veramente grande e affollata. Per fortuna noi veniamo sistemati in una più piccola e meno caotica, che ci permetterà di goderci la serata tranquillamente.
Un cameriere ci porta i menu da cui scegliamo: un carciofo alla giudia e un fiore di zucca per me, e un filetto di baccalà e un fiore di zucca per Gianluca. Come primi, pasta cacio e pepe per me, pasta alla carbonara per Gianluca. Io proseguo con le costolette di abbacchio alla scottadito mentre Gianluca opta per il fritto di alici. Accompagnamo i secondi con una porzione di puntarelle. Da bere prendiamo una bottiglia d’acqua e un o Chardonnay Lis Neris (32 euro).Chiuderemo con una macedonia di frutta con gelato e una torta ai frutti di bosco e due caffè.
Nulla da eccepire sulla cucina, i fritti erano asciutti e croccanti, benchè 6 euro per un carciofo alla giudia siano uno sproposito. Lo stesso dicasi per i primi, porzioni abbondanti e cacio e pepe ben eseguita, ma 12 euro per una cacio e pepe? In una Roma ritrovata ad un anno e mezzo di distanza dal mio trasloco con i prezzi generalmente aumentati (come abbiamo avuto modo di verificare in un altro ristorante da noi abitualmente frequentato), mi sembra di poter dire che la situazione sia sfuggita di mano e che il costo di una cena fuori sia lievitato enormemente.
Da Giggetto abbiamo passato una bella serata, mangiato bene, ma speso troppo. Ci ritornerei, per assaporare altri piatti della tradizione locale, magari evitando i primi che sono in assoluto quelli, a mio guidizio, dal prezzo più ingiustificabile.
Riassumendo, come da ricevuta: due pane 3 euro, una minerale 4 euro, un carciofo 6 euro, due fiori di zucca 6 euro, un filetto di baccalà 6 euro, un vino 32 euro, una cacio e pepe 12 euro, una carbonara 14 euro, una costoletta di abbacchio 15 euro, un piatto di alici fritte 13 euro, una puntarelle 9 euro,
un dolce 7 euro, una macedonia con gelato 7,50 euro, due caffè 3 euro, per un totale di 137,50 euro.

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