Intendiamoci: a Roma è un must, ma non è un ristor...

Recensione di del 22/07/2011

Er Filettaro

24 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 24 €

Recensione

Intendiamoci: a Roma è un must, ma non è un ristorante. Piuttosto un posto per mangiare qualcosa di eccezionale, accompagnato da un servizio terra-terra come difficilmente ne avrete visti in vita vostra.

Partiamo dal locale. A due passi da Campo de' Fiori, sta nella piazzetta di una chiesa che adoro, la piccola S. Barbara dei Librai. Il selciato è un po' in discesa e i tavoli (rigorosamente in formica e coperti di carta bianca anti-unto) sono disposti alla rinfusa, cercando di non far crollare tutto. Il localino da cui si genera tutta la manna che mangerete è un budello pitturato con quella che trent'anni fa doveva essere vernice bianca ed è addobbato come si addobbano le osterie di paese.
I camerieri urlano in romanesco tra di loro ed incominciate a pensare di aver sbagliato quartiere, epoca storica e, sicuramente, locale. Quando siete incerti se alzarvi o restare, un cameriere vi butta un cartone con il menu più scarno della storia: un paio di insalate, puntarelle in inverno, alici con il burro, zucchine fritte e soprattutto filetto di baccalà fritto, che di fatto è il motivo per cui siete qua.

Se scegliete di restare avrete fatto bene. Al di là del resto (io ho ordinato le alici ed erano buone, i fagioli si facevano mangiare, molto buone le zucchine fritte), il vero motivo della visita, il filetto fritto, è veramente squisito, forse il migliore in assoluto della città. Fritto con olio fresco, non è mai annerito né unto. La pastella è spessa, croccante croccante fuori (infatti sconsiglio le posate, il filetto va preso in mano con la carta grezza che vi portano loro) e molto morbida e soffice dentro, un vero piacere per il palato. In questa camicia si è cotto anche il filetto, che è eccezionalmente tenero e leggero. Il piatto è abbastanza salato, come dev'essere, dunque preparatevi a bere (io ho preferito la birra).
Personalmente ho concluso quest'impresa monumentale (che comunque non ha lasciato alcuno strascico digestivo, a riprova della bontà della materia prima e dell'esecuzione) con una fetta di "cocomero" (come si dice a Roma), consigliatissimo d'estate e rudemente tagliato al banco (1 mq di tavolo dove i camerieri riescono a fare tutto quello che non compete la friggitoria).

Insomma, un locale proprio spartano (solo a Roma si può trovare un posto così in pieno centro), economico, che però frigge eccezionalmente bene. Tutto il resto si dimentica. L'importante è che non cambi, perché posti così vanno tutelati.

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