Mi piace cenare al Wine Bar della Città del Gamber...

Recensione di del 15/11/2008

Città del Gusto - Wine Bar

57 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 57 €

Recensione

Mi piace cenare al Wine Bar della Città del Gambero, nel loro palazzo multipiano affacciato su un’ansa del Tevere che divide Marconi dall’Ostiense. E’ un luogo dove in un bell’ambiente rilassante è possibile gustare una cucina con qualche interessante piatto cucinato, a variazione mensile, e una ricchissima selezione di formaggi e salumi.
Arriviamo con l’ascensore nella zona bar, che divide in due tutto il quarto piano, e il direttore di sala ci accompagna nella sala che è lì dietro, dove abbiamo prenotato un tavolo.
Bella la boiserie bionda alle pareti, con i divanetti imbottiti cui è possibile sedere a bere un drink, scenografiche le colonne di ghisa di sapore classico che ripartiscono lo spazio, come pure i tendaggi rossi che chiudono il soffitto. Su un lato, una vetrata che affacciata verso il Gazometro. C’è un’atmosfera che io trovo sempre un po’ anni 40.
Più belle che pratiche le sedute, con poltroncine imbottite di rosso purtroppo un po’ basse rispetto al tavolo, che poi con la sua gamba centrale piuttosto grossa impaccia un po’: sinceramente, dovendo cenare, preferirei delle sedie più normali, cenare stando in poltrona mi impaccia. L’apparecchiatura invece è disinvolta, con tovagliette all’americana e bella posateria di design. E’ comunque una nota positiva il fatto di avere uno spazio vasto a disposizione, dato che fra ogni tavolo c’è un’ampia distanza.

Ci portano come benvenuto un inusuale cocktail di sanbittèr e arancia, con degli ottimi biscotti di parmigiano e paprika provenienti dalle loro Scuole.

Iniziamo la cena dividendoci una padellata di Funghi porcini al timo, con crostone all’aglio, discreti, con cui il mio ragazzo beve un calice di rosso La segreta 06 Planeta.

A seguire, io scelgo dei ravioli di farina di castagne ripieni con coniglio “alla cacciatora”, olive e nocciole dell’Amiata: piatto davvero ottimo per la cremosa morbidezza del ripieno, peccato solo per la porzione un po’ striminzita, come spesso per i piatti della loro cucina (saranno cinque ravioli).

Il mio ragazzo invece prosegue con un piatto di Salumi della nostra regione: lardo di San Nicola, di un paese vicino Latina, salume salato a secco per 10 giorni e poi aromatizzato con pepe,ginepro ed essenze erbacee locali; prosciutto di Guarcino gran riserva, dolce ma leggermente speziato; guanciale di Cori cotto al vino, cotto a lungo nel vino realizzato con un uva autoctona locale (Bellone); salame casereccio al brandy, salame tradizionale a grana grossa di carne battuta grossolanamente al coltello, e poi profumata ed insaporita con l'aggiunta di brandy; salsiccia di monte S. Biagio con semi di coriandolo; susianella, salume viterbese ottenuto con parti dal suo piatto. Era tutto eccellente.

Dopo i salumi lui si fa portare del petto di vitella alla fornaia con patate al forno: piatto di sapore domenicale casalingo, con i bocconcini di vitella che vengono lungamente cotti affinchè diventino tenerissimi, e poi accompagnati con le classiche patate al forno a pezzettoni.

Io viro invece sui formaggi, con un sontuoso Gran Viaggio in Piemonte, bel piattone servito con ciotoline di miele e mostarda al centro: caprino fresco della Val Cuvia, di breve stagionatura; seirass del fieno, ricotta di pecora, maturata del fieno, con l’aggiunta di panna; robiola di Roccaverano, di latte caprino; raschera d’alpeggio; Castelmagno d’alpeggio 2007 (pazzesco, ne avrei mangiato a forme da alcuni chili!); testun di pecora affinato in vinacce di nebiolo. Rendo pubblicamente grazie alla completezza del loro sito internet, che riporta la composizione di tutti i piatti ordinabili, senza, non potrei darvi queste indicazioni, anche perché ero decisamente più impegnata a deliziare il palato che a prendere appunti.

Fino a questo punto il servizio è stato svolto con una professionalità con ingessata ma molto comunicativa da un cameriere che ci ha aiutato a scegliere e ha ben illustrato tutti i piatti: dal dolce in poi però il servizio è caduto verticalmente. Abbiamo ordinato il gateau di cioccolato al caffè colante, versione al caffè del classico tortino: però una mancanza di coordinamento inconcepibile fra sala e cucina ha fatto sì che il mio arrivasse dopo ragionevole attesa, ma quello del mio ragazzo fosse nell’ “infornata” successiva, con un conseguente ritardo di circa 20 minuti. Un vero peccato, anche perché il tortino era molto buono (all’assaggio liberava un cuore colante di caffè bollente); l’abbiamo accompagnato con due passiti, due Capitelli Anselmi del 2005.

La caduta del servizio ha reso anche difficilissima e lunga la richiesta del conto, e mi mette in difficoltà per assegnargli un voto: devo fare una media fra i 7 iniziale e il 5 finale, diciamo che dò una sufficienza perplessa.
Conto finale di 117 euro, (poi scontato a 105 per aver pagato con Mastercard): la padellata di funghi 15 euro, i salumi 16 euro, i ravioli 13 euro, i formaggi 16 euro, il petto di vitella 16 euro, i due dolci 14 euro, 3 calici di vino 13 euro e 2 di passito 12 euro, acqua 2,5 euro.
Al di là di tutto resta però per me un buon indirizzo che mi sento di consigliare e con un rapprto qualità/prezzo buono tendente sicuramente al buono. E' perfetto sia per cena fra amici, che per occasioni più romantiche. Do 8 alla cucina valutandola come l'ottima cucina, con ricche selezioni di altro genere - di un wine bar. Tenetene conto.

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