Per festeggiare una lieta ricorrenza con mia mogli...

Recensione di del 17/07/2012

Brò Porta Portese

45 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Per festeggiare una lieta ricorrenza con mia moglie, decidiamo di andare a provare il Bro Portaportese.
Questo ristorante non è molto pubblicizzato sul web, sulle guide o su riviste di settore, ma mi ha comunque incuriosito il fatto che l’idea nasce da un gruppo di amici, giovani ma già veterani della ristorazione: da qui Brò, diminutivo di “brothers”. Emiliano Pascucci, sous chef alla Pergola di Heinz Beck, e Fabio Rossi. Un anno dopo la nascita del locale (2011) si è aggiunto anche lo chef Emanuele Maggio, dal passato stellato al Convivio Troiani, al Pagliaccio di Anthony Genovese e alla Madia di Pino Cuttaia.

La zona a dir la verità non invoglia moltissimo. Palazzoni alti e strada abbastanza trafficata. Comunque i tavoli all'aperto sono posizionati in una porzione della piazza lievemente rialzata e raccolta che aiuta la conversazione e l'intimità dell'ambiente.
Veniamo fatti accomodare dalla cortese cameriera (che si rivelerà durante l'intera durata della cena davvero preparata e professionale), che ci chiede immediatamente il tipo di acqua richiesta e ci porta i menù.

Decidiamo di prendere due antipasti e due secondi, il tutto innaffiato da un ottimo Vermentino di Gallura Orriu, tenuto correttamente in temperatura da una bella glacette.
Il cestino del pane è già di per se una prelibatezza: tutto fatto in casa, fragrante così come i grissini e la focaccina.
Come mini appetizer ci viene offerto un piccolo sformatino di cous cous con alici e fagiolini, davvero delizioso e ben equilibrato.

I due antipasti scelti sono:
Sformatino di pecorino di fossa con salsa di pere allo zafferano.
Tortino di fiori di zucca.
Entrambi si presentano sotto la forma di un "budino" molto morbido. Lo sformatino di pecorino è eccellente ed equilibratissimo, il tortino è più delicato e meno prorompente di sapore, ma non per questo inferiore al primo.

Come secondi scegliamo:
Filetto di manzo con provola affumicata.
Maialino da latte cotto nel forno a legna con patate al sale e verdura ripassata.
Ottimi entrambi: il filetto è uno dei più morbidi mai mangiati a Roma, e perfetto risulta essere il connubio con la provola affumicata.
Il maialino è molto tenero e servito con una punta di senape e ketchup (fatti entrambi da loro) di lato. Le patate al sale sono croccanti e per niente unte.

Siamo ormai sazi: decidiamo di dividere un dolce: torta di ricotta e mirtilli, fatta con una base di pan di spagna ricoperto da una morbida ricotta dolce, salsa di mirtilli e mirtilli.
A fine pasto ci viene offerta la piccola pasticceria dello chef, composta da cinque mini assaggi di biscotti, tra cui ricordo una piccola pasta di crema e more e un fantastico cantuccio toscano.

Il conto per due antipasti, due secondi, un dolce, una bottiglia di Vermentino e una di acqua risulta essere di 92,5 Euro.

Giudico molto positivamente il rapporto qualità/prezzo.

A voler trovare il pelo nell'uovo, si potrebbe migliorare la carta dei vini, a mio avviso un po' povera per un locale del genere.

Consiglio vivamente a tutti quanti si trovino a Roma di provare questo ristorante già molto buono e di sicuro avvenire.

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