Cena del giorno di Pasqua con i suoceri, in questo...

Recensione di del 08/04/2012

Al Ceppo

75 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 75 €

Recensione

Cena del giorno di Pasqua con i suoceri, in questo ristorante dei Parioli proprio dietro piazza Ungheria, che è senza dubbio uno dei miei preferiti a Roma.
Avevamo prenotato chiedendo un tavolo tranquillo e ci hanno accontentato riservandocene uno rotondo, di bella dimensione, nella sala principale: bello il locale, con gradevoli quadri anni 30-40 alle pareti (ritratti stile "telefoni bianchi" o nature morte), apparecchiatura classica, note curate come lo sgabellino per posare le borse delle signore. Nella sala all’ingresso fanno molta scena la grande griglia a destra, con il fuoco acceso, e un notevole tavolo in legno da una quindicina di coperti per comitive (comitive borghesi-parioline ovviamente!). La clientela è quella di una Roma-bene ormai negli ‘anta, e l’atmosfera è tranquilla, sobria, e adatta sia a incontri di lavoro che a cene romantiche o familiari.
Il menu cambia molto spesso a seconda del mercato e quella sera erano presenti sia piatti di impostazione abbastanza classica (tra l'altro i proprietari sono di origine marchigiana) che altri prettamente ispirati alla festività pasquale. Di solito in autunno invece dominano funghi e tartufi ed è un piacere lasciarsi tentare.
Dagli antipasti io ho scelto, come i miei suoceri, un piccolo strudel di pasta fillo riempito di carciofi, su un letto di ricotta fresca, servito con un carciofino alla giudia accanto (17 euro). Porzione certo non pantagruelica, per un piatto delicato che a me personalmente è piaciuto; legavano molto bene, mangiati insieme, lo strudel con la base di ricotta, mentre presi di per sé gli ingredienti potevano risultare meno significativi. Il mio fidanzato ha invece scelto delle polpette di bollito: tre polpette non piccole stavolta, che mi riferisce buone.
A seguire i miei commensali hanno scelto una tagliata con patate al forno (30 euro) mentre io mi sono fatta tentare da un piatto di ravioloni ripieni di una crema al pecorino, serviti con una vignarola di fave, piselli e altre primizie (17 euro pure questi, se non sbaglio). Piatto stavolta generoso, a me è piaciuto.
A questo punto la proprietaria del ristorante è passata al tavolo e ci ha omaggiati di un cestino di pani e prodotti pasquali, fra cui dell’ottimo casatiello.
Dalla carta dei dolci abbiamo infine ordinato un mezzo uovo di cioccolata fondente riempito di una crema (se non sbaglio al gianduia) con un cuore di visciole. Veramente buonissimo.
La cena è stata accompagnata da un eccellente Monterossa Brut del 2004, un Franciacorta che adoro e che si sposava benissimo con i piatti; era in carta a 60 euro, cifra che ritengo buona dato il prezzo che ha generalmente in enoteca.
Abbiamo speso circa sui 75 euro a testa bevande incluse. La cifra per me è congrua per un ristorante dove ho sempre mangiato bene, non in maniera sconvolgente perché non è un posto da sperimentazioni ardite, ma con molta solidità; e dove è un piacere passare una serata sia grazie a un servizio cortese e professionale, sia grazie all’eleganza del locale.

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