Decidiamo di passare un week-end ad Alba per visit...

Recensione di del 05/11/2005

Il Vigneto

65 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 65 €

Recensione

Decidiamo di passare un week-end ad Alba per visitare il mercatino dei tartufi, alloggiamo in un agriturismo sopra Alba e veniamo consigliati dalla proprietaria per il ristorante dove consumare la nostra cenetta a base di prodotti tipici e di buon vino.

Il locale in questione si trova a Roddi, circa 5 km da Alba ed è di proprietà dei produttori vinicoli “Lodali”.
Infatti il complesso, dove si può anche alloggiare è composto da ristorante e zona camere, il tutto immerso in un bel vigneto sperduto in mezzo alle colline delle Langhe.

Veniamo accolto da un gruppo di camerieri, maitre compreso, decisamente giovani (max 25 anni) che però sembrano sapere il fatto loro.
Clientela mista tra turisti stranieri e gente del posto, ambiente abbastanza raffinato.

Ci accomodiamo ad un tavolo rotondo (la maggior parte sono fortunatamente così) e dopo un minuto riceviamo acqua, gasata e non, menù e carta vini.

La proposta del menù non è molto varia, circa 5 piatti diversi per portata, ma molto curata sia in apparenza che poi ai fatti.
Accanto ad alcuni piatti c’è intelligentemente una (T) che indica la compatibilità con il tartufo bianco che si può acquistare all’interno del ristorante in diverse pezzature e poi farsi tritare sui piatti scelti.

Ottima la carta vini, decisamente orientata alle perle locali con anche attenzione verso pregiati vini francesi, in generale onesti i ricarichi, specie su importanti vini del posto.

Decidiamo per qualche antipasto e qualche primo che ci verranno serviti assieme per non far attendere nessuno e nel frattempo ci servono del patè di coniglio su crostini di pane come appetizer.
Particolari ma un po’ troppo “burrosi” a mio avviso.

Partiamo quindi con:
2 tartina di carciofi con fonduta (delicata e saporita)
2 tartare di carne cruda doppia (vecchia maniera: tritata e condita con olio, aglio, pepe e limone – nuova maniera: tagliata al coltello più spessa senza limone e quindi più cruda)
2 risotto al barolo (cotti a puntino e non eccessivamente insaporiti dal barolo)
1 tajarin (tagliolini all’uovo fatti a mano) con fonduta e uovo di quaglia (ottimi e conditi al momento a piacere dal cliente)

Passiamo poi ai secondi

2 tagliata di fassone scottate alla pietra (cotte al punto giusto e tenere come poche)
2 maialino al forno (presentati in 2 cotture: tipo porchetta e tipo arrosto)
2 brasato di vitella
1 tris di uova (all’occhio di bue, alla coque e sodo) da abbinare col tartufo bianco acquistato in precedenza

Come contorni, presentati direttamente nei piatti senza ordinare, peperoni di Carmagnola, mousse di verdura e patate

Siccome i piatti erano sì molto buoni, ma non altrettanto ricchi, decidiamo di assaggiare un po’ di formaggi misti (non ricordo onestamente i dettagli se non che erano decisamente buoni anche se non c’era moltissima scelta)

Per concludere mousse di cioccolato con castagne e sorbetto al barolo chinato proposto a parte. Piatto interessante ma secondo me un po’ stucchevole e stopposo, notevole invece il sorbetto dal tipico sapore forte di barolo chinato mantenendosi però delicato.

Caffè per quasi tutti e 2 passiti di cui sotto


Per quanto riguarda i vini abbiamo scelto:
- “Barbera d’Alba di Bruno Rocca 2003 (24 €, una vera sorpresa per morbidezza, profumi ed equilibrio)
- Barbaresco “Basarin” di Moccagatta 2001 (45 €, la proposta meno interessante, a mio avviso troppo tannico e giovane, non vale quello che costa)
- Barolo “Bric del Fiasc” 2001 di Paolo Scavino (55 €, uno dei migliori Barolo mai bevuti, talmente buono, potente e morbido da giustificare il bis nonostante il costo)
- Moscato d’Asti passito “Oro” di Spinetta (5 € a bicchiere, li vale tutti, un ottimo passito con la particolarità di derivare da un’uva aromatica, quindi con profumi e sapori inconfondibili di Moscato accentuati dalla vendemmia tardiva)

Una nota sul servizio, come detto in precedenza affidato a ragazzi molto giovani.
Direi buono in generale, forse qualche mancanza nel servizio tempestivo dei vini che inizialmente lasciati su un tavolo a parte.
Problema poi risolto, con la felicità dei camerieri stessi, quando dalla seconda bottiglia abbiamo chiesto che ci venisse lasciata sul tavolo

Conto totale 490 € di cui 190 € di vino.
Cui si aggiungono i 56 € per circa 20 gr di tartufo bianco acquistato però da uno solo di noi
Essendo in 7 e togliendo il tartufo circa 65 € a testa, di cui però 25 € di vino, quindi un buon rapporto qualità prezzo

In sintesi un ottimo ristorante che forse però sta cercando troppo di orientarsi sull’immagine più che sulla sostanza, comunque da provare, soprattutto per l’ottima carta vini.

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