Veniamo accolti con la massima cordialità e, prima...

Recensione di del 20/10/2012

Agriturismo Cascina Madonna

30 € Prezzo
10 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Veniamo accolti con la massima cordialità e, prima di sederci a tavola, diamo un’occhiata al complesso, consistente in una grande sala con soffitto a travi e mattoni a vista, mobili in stile. Oltre a questa sala c’è una veranda chiusa nel periodo invernale, ma operativa, con una tavolata da 30 coperti e due tavolini bicoperto

Noi invece veniamo accompagnati al nostro tavolo, in una saletta che una volta era una cappella ora sconsacrata, con mobili, dipinti e pendola di dimensioni considerevoli; non poteva mancare un’acquasantiera.

Il tavolo è apparecchiato con estrema cura, non mancano nemmeno le orchidee fresche, a tener compagnia ad un vassoietto di legno ricolmo di grissini artigianali, pane bianco a fette e, pure a fette, pane alle olive (caldo !), tutti ottimi e di evidente produzione casalinga. Di quest’ultimo dovremo chiedere il bis, prontamente arrivato sul nostro desco.

Si inizia con un tagliere di legno con gli sgonfiotti (pallottole di pane a temperatura elevata con all’interno formaggio fuso ), che fanno compagnia ad un’abbondante razione di coppa piacentina di perfetta stagionatura. Facciamo onore a questa portata ripartendocela, mio marito ed io, e trovando la forza di dire “no, grazie” alla cameriera che è ripassata per proporci un bis. In effetti sappiamo che le portate sono numerose ed abbondanti e vogliamo cercare di arrivare alla fine senza dover rinunciare a qualche piatto interessante.

Il secondo antipasto è la carne cruda di fassona tagliata a coltello con rucola e schegge di parmigiano; è un piatto che ho gustato numerose volte, ma quella che mi ritrovo nel piatto qui si piazza sicuramente nei piani alti della mia personale classifica.

Seguono i fagottini ai cavoli e cereali, tanto originali quanto buoni, per me una novità molto gradita.

Il quarto antipasto consiste in una terrina di coniglio su crema di ceci, piatto non comune e molto ben realizzato. Anche in questo caso ci viene proposto il bis, che rifiutiamo in attesa di scoprire che primi piatti ci attendono.

Dovrebbero essere terminati gli antipasti, ebbene no, ci siamo sbagliati, c’è perfino un quinto antipasto, che più originale non potrebbe essere: un contenitore ermetico di quelli che si usano per le conserve, con tanto di anello di gomma nel coperchio e contenente cubettini di polenta che accompagnano un misto di gorgonzola e funghi porcini. Straordinario al punto tale che, conscia di rischiare di non aver più posto per altre portate, rispondo affermativamente alla proposta di una replica.

Mio marito mi imita e ci gustiamo in religioso silenzio questa portata che unisce l’originalità della presentazione ad una realizzazione di livello veramente elevato. Mentre ci attardavamo con la seconda dose di polenta, gorgonzola e porcini abbiamo visto transitare accanto al nostro tavolo dei vassoi da portata con un risotto ai porri e gli agnolotti al sugo di arrosto, destinati ad altri commensali. Mio marito non vuole rinunciare e chiede di poter avere entrambe le portate, ma in formato “baby” (mezza porzione scarsa, giusto un assaggio ), desiderio che evidentemente non entra nelle corde di questo agriturismo perché le porzioni sono invece normali, ed io ne approfitto per un paio di forchettate, mascherate da caritatevole intervento a beneficio del coniuge.

Ottimi entrambi, il risotto cotto al punto giusto (spesso non è così, specialmente negli agriturismi ) e mantecato come piace a noi, con la delicatezza del gusto dei porri a conferire una gradevole particolarità, gli agnolotti con la pasta piuttosto sottile e ruvida, per meglio catturare il sugo d’arrosto.

Stiamo per andare in crisi all’annuncio dei secondi: brasato di manzo e pollo arrosto, entrambi con contorno di patate al forno; io mi arrendo mentre mio marito che non vuole rinunciare ad un “assaggino” di brasato viene accontentato anche se si trova nel piatto una porzione che è tutt’altro che “mini”. Con la mia ben nota generosità offro un aiuto al coniuge, assaggiando il brasato che trovo ottimo sotto ogni profilo, opinione condivisa da entrambi: carne molto morbida e gustosa, magari riuscissimo a realizzare così un brasato a casa nostra. Il pollo al forno, che stanno sbocconcellando al tavolo vicino al nostro, nel nostro caso finisce nel dimenticatoio.

Ci stiamo avviando, sazi e soddisfatti, verso la fine di questo pranzo da vera goduria, ma prima non manchiamo di gustare i dessert: cremino alla nocciola caramellata, cupoletta di cioccolato amaro contenente miniprofiteroles con salsa alla vaniglia e tartufi bianchi gelati ricoperti da cacao fondente amaro, tutti fatti in casa con notevole tecnica ed originalità.

Due caffè ed un bicchierino di un digestivo chiamato “erba luigia” concludono questo pranzo che ci è piaciuto assai. Il conto è molto leggero, considerando la qualità delle varie portate e le eccellenti materie prime impiegate: Euro 30 a testa.

Niente da aggiungere se non che è stato un gran bel (e buon, anzi ottimo ) pranzo.

Charlene

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