Cena del 09/02/2013

Recensione di del 09/02/2013

Manuelina

70 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 70 €

Recensione

Il ristorante Manuelina si trova a Recco, poco distante dall'uscita dell'autostrada, si svolta a sinistra, imboccando la statale per Uscio e dopo poche curve si arriva.  Ha un parcheggio riservato ma comunque non è difficile trovare posto nelle stradine adiacenti.
Quello che invece è indispensabile, specialmente nelle sere di sabato e domenica, è la prenotazione, se non si vuole aspettare anche un discreto tempo. Il primo ingresso che si trova è quello del ristorante.
Entrando, a destra la postazione di accettazione con la cassa, a sinistra la vasca con astici ed aragoste ed il bancone del pesce a disposizione per la serata. La signorina che verifica la nostra prenotazione si incarica anche di prendere i cappotti e ci affida ad un cameriere che ci accompagna al nostro tavolo.
La sala ha un discreto numero di tavoli ma ben distanziati tra di loro, in modo da poter conversare senza disturbare ed essere disturbati. A sinistra il pianoforte che accompagnerà la serata con musica adeguata.  Mattoncini a vista, ampie vetrate, legno. Solido legno anche per i mobili di servizio. Fino al soffitto un corollario di piatti del Buon Ricordo, del cui circuito fa parte anche Manuelina, provenienti da tutta Italia.
Luci calde, sedute comode, tovaglie candide. Tavola apparecchiata sobriamente ma con eleganza. Un piccolo vaso di fiori freschi, tulipani, a dare una nota di colore.

Ci consegnano i menù e nel frattempo ci portano del Prosecco, del pane casereccio e dell'olio di un frantoio locale, Polla, così ci spiega il cameriere.
Unica nota stonata il pane, non ancora del tutto scongelato, arriva freddo in tavola.
Da bere ordiniamo una bottiglia di acqua naturale ed un bianco Cinqueterre '08 Luciano Cappellini. Conosco la casa, la vigna è a Velastra, nelle Cinqueterre, poco sopra Manarola. Si tramanda la vigna da generazione in generazione.  L'uva è Bosco, Vermentino e Arbarola. Produce tre vini, lo Sciacchetrà, che è pura poesia, il Cinqueterre e il Vin de Gussa. Il Cinqueterre è un vino fresco, vivace, floreale. Ha una buona struttura, come tutti i suoi vini. E' un buon vino. Se vi capita l'occasione di bere lo Sciacchetrà, poi......poesia. Torniamo a noi e lasciamo le terrazze impervie di Volastra.

Assieme al vino ci portano il cestino con pane, semplice e alle olive, focaccia, normale e con la salvia, e grissini, tutto fatto in casa.
Scegliamo due menù fissi, un menù "di stagione" ed un menù "il mare in tavola".
Come inizio ci viene servita la focaccia al formaggio. Quella di Manuelina è una delle migliori, se non la migliore di Recco. Pasta sottile, bella quantità di formaggio, arriva ancora calda e ceneresti solo con quella.
Accanto al ristorante c'è la Focacceria, dedicata principalmente alla focaccia. Se capitate da queste parti, fermatevi qui, forse è un po' più caro di altri locali, ma non di molto in realtà, ma la qualità è molto superiore a quella di altre strutture.

Dopo la focaccia il mio menù prevede tartare di salmone e capesante con salsa vellutata alle barbabietole e quello della mia compagna carpaccio di moroneal pepe rosa e sale affumicato.
Il punto di forza di tutta la cena è la freschezza del pesce. Altro punto di forza è l'essenzialità di alcune preparazioni che permettono di esaltare la fragranza delle materie prime.
La mia tartare è ottima, presentata con la salsa a parte in modo da poter scegliere se amalgamare gli ingredienti del piatto o consumarla magari condendola solo con dell'olio.
Io preferisco mescolare i sapori. La salsa alla barbabietola arricchisce le due tartare senza appesantirle. Il gusto è lievemente dolce e si abbina bene ai due tipi di tartare.
Tra le due preferisco il salmone ma è gusto personale, io vivrei di salmone e tonno crudi.
Il carpaccio di morone è molto delicato e rimane insaporito dal sale affumicato e dal pepe, che gli conferiscono un pizzicorino che movimenta il sapore neutro del pesce.
Buoni entrambi.

Si passa poi ai primi. A me toccano i corzetti alla frantoiana, alla mia compagna gnocchi alla pescatrice con lemongrass e coriandolo.
I corzetti sono un tipo di pasta (farina, acqua, sale, qualcuno aggiunge un uovo ogni 500 grammi di farina) a forma di medaglione, su cui inizialmente veniva stampata una croce, da qui il termine (in dialetto "croxétti", dove la "x" si legge come la "g" francese di Georges), poi ogni famiglia nobile vi incise il proprio stemma.  Un'usanza diffusa soprattutto nel Levante, territorio dei Fieschi. Oltre che ribadire il proprio potere, la punzonatura serviva a trattenere il sugo nella pasta. Qui li servono con un sugo di pomodorini, olive nere taggiasche, pinoli, due foglioline di basilico.  Semplici e molto leggeri.
Gli gnocchi sono accompagnati da un sugo con pescatrice e profumati di lemongrass, cioè la citronella, e coriandolo. Si aggiunge un sapore agrumato che è più delicato di quello del limone. Copre meno il gusto del pesce.
Due piatti leggeri, saporiti e molto freschi. Il punto di forza è il pesce estremamente fresco. Questo rende ogni piatto semplicemente buono.  Le porzioni sono abbondanti.

Passiamo ai secondi. Un filetto di dentice in crosta di patate e carciofi e filetti di triglia di scoglio in agrodolce di verdure.
Le triglie sono impanate e fritte ed accompagnate da un agrodolce di pomodorini e zucchine. Il tutto è molto ben bilanciato, gustoso ma non stucchevole come a volte l'agrodolce rischia di essere.  Il fritto è leggero, ben fatto. Un piatto gustoso.
Il filetto di dentice è presentato in una crosta di patate con carciofi tagliati a julienne e fritti. Servito senza alcun condimento, in assoluta purezza.  Forse tra i due piatti è il migliore. Quando il pesce è fresco non ha ragione di avere accompagnamenti particolari.

Arriviamo al dolce sazi, anche di più, ma la golosità ha la meglio.
Il menù del mare in tavola prevedeva uno zuccotto agli agrumi ricoperto di cioccolato bianco accompagnato da cardamomo, mentre l'altro prevede una millefoglie di mele, uvetta e salsa allo zabaione.  Chiediamo di avere due porzioni di quest'ultimo e veniamo accontentati.  Si tratta di una millefoglie con pezzetti di mele, profumati alla cannella, ed uvetta spolverata di zucchero a velo, accompagnata da una salsa allo zabaione profumato di Marsala.  Per questo piatto si aspetta un pochino perché viene preparato al momento ed infatti arriva caldo.
Terminiamo con il caffè e rifiutiamo i liquori gentilmente offerti.

Il costo: 31 euro per il vino; il menù "il mare in tavola" 58 euro; il menù "di stagione" 55 euro. Il conto è di 144 euro, arrotondato a 140 euro.
Il cameriere ci consegna il piatto del buon ricordo, avvisandoci che presto, da marzo, verrà cambiato il soggetto ritratto.
Abbiamo cenato molte volte da Manuelina ed ogni volta è una certezza. Non ci ha mai deluso. Se volete una cucina innovativa, non venite qui. La cucina è tradizionale. Nulla di eccessivo.  Tutto è nel rispetto delle materie prime, della loro qualità e genuinità.
Lo consiglio sicuramente a tutti.

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