Nata come semplice trattoria nel lontano 1885, e p...

Recensione di del 01/11/2012

Manuelina

71 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 71 €

Recensione

Nata come semplice trattoria nel lontano 1885, e per questo annoverata fra i locali storici d’Italia, Manuelina si è trasformata assumendo la dimensione attuale che comprende, oltre al ristorante che mi appresto a recensire, vero pilastro della ristorazione regionale, anche la più informale focacceria e la villa, dove è possibile pernottare; per completezza di informazioni segnalo anche che è possibile acquistare prodotti gourmet nello store recentemente aperto nelle immediate vicinanze.
Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio riservato accediamo al locale: verificata la prenotazione e consegnate le giacche ad una gentile signorina, veniamo scortati al tavolo a noi riservato, sito in una spaziosa veranda e dotato di sedute di grande comodità, che si presenta abbellito da una coppia di piccole zucche ornamentali e preparato con tovaglia e tovaglioli in canetè candido, dotazione base di posate, bicchiere da acqua, calice da vino e da spumante.
Assaporando con pane bianco e piccoli grissini l’assaggio di olio extravergine del frantoio Polla, servitoci in graziose ciotoline in ceramica contestualmente ad un Prosecco di benvenuto, ci immergiamo nella lettura della carta: la figliola opta per il menu riservato ai giovani under 12 composto da focaccia al formaggio, pansoti con salsa di noci e coppa gelato, mentre il sottoscritto e consorte, nonostante la presenza di proposte degustazione molto interessanti, scegliamo liberamente dalla lista delle vivande.
Inoltrati gli ordini relativi a piatti e bevande, nel dettaglio acqua frizzante, servita mineralizzata, ed una bottiglia da 375 ml. di Terlaner, vino altoatesino della cantina di Terlano che, profumato e morbido, accompagnerà più che degnamente il mio pasto, si visita la toilette che, per ordine e cura, risulta essere perfettamente in linea con il resto del locale.
Cadenzato da tempistiche congrue alla creazione espressa dei piatti, il pranzo inizia con gli antipasti: lo stoccafisso in tre versioni, servito in un piatto rettangolare in vetro suddiviso in tre sezioni, è declinato sottoforma di sformato con aggiunta di zucca, preparazione inedita e sfiziosa, in versione accomodato, gradevole, ma secondo la mia modesta opinione, leggermente troppo annacquato ed infine gustosamente mantecato con patate lesse ed insaporito da paté d’olive, mentre i totani ripieni di stoccafisso su crema di broccoli, dove i piccoli e teneri cefalopodi, farciti di un morbido amalgama dal sapore tenue, si sposano perfettamente con la verde crema di accompagnamento dando vita ad un piatto, completato da una spolverata di pepe nero ed un filo di olio, estremamente fine; ineccepibile nella sua realizzazione e non potrebbe essere altrimenti, considerato che siamo nella culla di questa specialità, la calda e croccante focaccia al formaggio.
Si prosegue quindi con i primi piatti, tutti a base di pasta rigorosamente artigianale: saporosi i maccheroni al sugo di cernia, dal denso intingolo a base di pomodoro ricco di pezzetti di gustoso pesce; più leggeri i taglierini, grazie al sapore delicato della rana pescatrice e della granseola presenti nel condimento.
Eseguiti a regola d’arte, con profumato ripieno ricco di prebuggiun, l’insieme delle erbette selvatiche delle nostre colline, ingrediente basilare per la manifattura, i pansoti accompagnati da ottima salsa di noci.
Prevista in carta per due persone una ricciola alla genovese, ovvero cotta al forno con pomodoro a cubetti, patate tagliate a dischi sottili, olive e capperi, funge da secondo piatto: presentato all’interno del tegame di cottura e spinato direttamente al tavolo il pesce, cotto alla perfezione, risulta eccellente.
Mentre la figliola gusta la coppa gelato prevista nel suo menu, io e signora scegliamo di chiudere il pasto con una doppia tempesta di dessert, ossia una selezione a discrezione dello chef di alcune delle proposte presenti nel menu appositamente dedicato: nel nostro caso si tratta di bavarese alle spezie, servita con miele e cristalli di zucchero caramellato, dov’è interessante il contrasto fra la dolcezza della crema e l’aroma pungente delle droghe, goloso bunet al cioccolato, fresca mousse alla pesca, presentata all’interno di un contenitore edibile in cioccolato, e torta alle castagne, accompagnata da crema chantilly arricchita da pezzetti di marrons glacés e guarnita da uno sbuffo di panna montata; due calici di vino moscato delle cantine Bricco Quaglia bagnano gradevolmente il tutto.
Due caffè e grappa di moscato distilleria Mazzetti d’Altavilla, con bottiglia lasciata a disposizione sul tavolo, completano questa più che soddisfacente esperienza.
Per chiudere parlando di numeri ritengo opportuno sottrarre dal totale (159 euro) il prezzo (16 euro) del menu under 12 e dividere la rimanenza per due totalizzando così la sostanzialmente equa, in virtù del trattamento ricevuto, cifra pro capite di 71 euro, arrotondati per leggero difetto.

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