Al termine di una bella giornata di tardo autunno ...

Recensione di del 21/11/2009

Manuelina

66 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 66 €

Recensione

Al termine di una bella giornata di tardo autunno passata in giro per il Tigullio godendo del sole e dell'aria mite della Liguria, ceniamo in questo ristorante di lunga e rinomata tradizione. Manuelina si trova a Recco e si raggiunge agilmente dall'uscita dell'autostrada svoltando al bivio in direzione Uscio. C'è un ampio parcheggio privato che annulla un dei maggiori problemi che si affrontano andando in Liguria.
Oltrepassata la porta di legno e vetro all'ingresso, ci si trova subito davanti alla cucina, tutta visibile grazie al vetro che separa il corridoio dalla zona di lavoro dei cuochi e aiuti. Poco accanto c'è una bella vetrina dedicata ai crostacei e ai pesci, che fanno bella mostra e sono veramente invitanti.
Le sale del ristorante sono due e noi scegliamo quella di sinistra, più piccola e aggraziata, con al centro un tronco di palma attorno al quale corre il tavolo di servizio da cui i camerieri prendono piatti, bicchieri e posate necessari per il servizio.
La sala si presenta come un giardino d'inverno, con piccoli faretti per l'illuminazione e un bel pavimento in pietra.
I tavoli sono sufficientemente distanziati e apparecchiati con garbo e cura. Le tovaglie sono di lino avorio e il coprimacchia, così come il tovagliolo, è sempre in lino di un bel verde chiaro e sobrio; sottopiatto di vimini e posateria in argento Sambonet, sempre rapidamente e opportunamente sostituita.

Ci viene offerto come aperitivo un flûte di Franciacorta Brut Contadi Castaldi, molto piacevole, accompagnato da un apetizer che si rivelerà poi l'unica nota stonata della serata da noi trascorsa alla Manuelina. Ci vengono infatti servite due fettine di farinata (famosa preparazione ligure a base di farina di ceci, olio e sale, cotta nel forno a legna), circa la quale nulla si può appuntare al sapore o alla consistenza, ma che non doveva essere servita fredda. Chi, come noi, mangia farinata fin dall'infanzia, sa che la farinata va gustata calda, anzi, bollente! Francamente non abbiamo capito il perchè di questa scelta, anche alla luce del fatto che è usanza in questo locale accompagnare l'aperitivo con qualche fettina della loro celeberrima focaccia al formaggio, di cui altri recensori hanno qui già ampiamente tessuto le lodi.

Chiuso il capitolo sull'appetizer, passiamo al menu che ci viene proposto. Innanzitutto, la Manuelina presenta due degustazioni, una di mare e una di terra (non va infatti dimenticato che la cucina ligure ha il suo vero cuore nei piatti dell'entroterra), entrambe a 54 euro. Oltre a ciò viene presentato anche un piccolo menu per i bambini a 16 euro, con le cose più adatte a loro. Noi però ci facciamo tentare dai piatti alla carta, tutti interessanti e particolari.
Scegliamo prima il vino (da una carta adeguata, ma con ricarichi in alcuni casi davvero eccessivi ed ingiustificati), una Falanghina Villa Matilde 2008, che ci accompagnerà a tutto pasto, con i suoi sentori floreali e il suo sapore vivace e delicatamente fruttato, ordiniamo antipasti e primi, riservandoci sui secondi.

Antipasti.
Il mio fidanzato sceglie rossetti lessi su crema di patate quarantine. I rossetti sono di colore bianco lievemente rosato, molto abbondanti nel mar Ligure e strettamente stagionali. La cottura e l'accompagnamento con la crema di patate permettono a questo particolare pesce di mantenere intatte le sue qualità organolettiche e di soddisfare così il palato di chi ne mangia, senza che condimenti forti o sapori più marcati ne uccidano la delicatezza. Un'ottima riuscita per un piatto della tradizione molto pregiato.
La mia scelta cade invece sulle seppie all'orientale con sedano e zenzero. Il piatto viene presentato con una guarnizione di insalatina tenera. Le seppie sono abbondanti, tagliate in tocchetti e condite con un delizioso e leggerissimo intingolo a base di zenzero e sedano (che si trova nel piatto anche a in piccoli pezzi). Il sapore piccante è ben graduato ed è sufficiente accompagnare le seppie con un po' di pane per smorzarne l'effetto. Originale e molto gradita interpretazione delle seppie, dal quale sono rimasta piacevolmente colpita.

Primi.
Per me succulenti paccheri con sugo di gallinella e capperi. Devo dire che il mio primo mi ha davvero entusiasmato. La pasta, di ottima qualità, era cotta al dente in maniera perfetta per i miei gusti. Squisito il sugo di gallinella, abbondante nella quantità di pesce presente e splendidamente legato al gusto dei capperi. Un primo di carattere mediterraneo, sapido ma leggero, ricco di freschezza e gusto.
Per il mio fidanzato, linguine verdi al caviale Malossol: morbida e delicata la pasta, chiaramente fatta in casa, così come il piatto nell'insieme, che si presenta molto morbido e raffinato, quasi cremoso, adatto alla stagione fredda e ben guarnito di ottimo caviale.

Secondi.
Ci facciamo così tentare anche dai secondi piatti e il mio fidanzato prende una millefoglie di ricciola e pasta fillo con funghi porcini: splendida presentazione della pietanza, in cui si alternano gli strati di pesce, gustosissimo, e di pasta fillo, leggera sfoglia ad unico velo, piacevolmente croccante e ben legata nella sua perfetta consistenza alla ricciola. L'accompagnamento dei funghi porcini conferisce al piatto un equilibrio e una particolarità di grande livello.
Quanto a me, il cappon magro: si tratta di un piatto della tradizione della cucina ligure povera, che ormai si trova sempre più raramente nei ristoranti.
Il cappon magro è uno dei vanti di Manuelina e si capisce ben presto il motivo. Mi viene servito uno straordinario piatto, dove si trova una splendida piramide di verdure (cavolfiore, fagiolini, carote e patate, barbabietole a guarnizione), una sottile fetta di tonno appena scottato e pesce, attraversata da una buonissima salsa verde ("bagnetto"), sormontata da un polposo gamberone e, alla base, appoggiata su una deliziosa schiacciata all'olio d'oliva; la piramide è accompagnata, a lato nel piatto, da un'ostrica. Pietanza da dieci e lode, da sola vale il viaggio.

Dessert.
Gelato di prescinseua con gelatina di vino e biscotto di noci. Il mio fidanzato punta su un dolce originale, alla base del quale è la prescinseua, un formaggio di produzione esclusivamente ligure, a pasta morbida e sapore leggermente acidula, con cui si prepara la famosa focaccia di Recco. Un modo interessante di impiegare un prodotto del territorio strettamente legato a tutt'altro genere di preparazioni, la presentazione del dessert è piacevole e curata e accompagnata anche da una cialda alle noci e da noci glassate.
Tortino di castagne con crema chantilly al rhum. Il mio dolce si basa sul frutto di stagione, la castagna, con cui viene preparato un delizioso tortino, servito in due fette tiepide e accompagnato da una piacevolissima chantilly resa più sofisticata e particolare dall'aroma di rhum. A guarnizione, un acino di uva rossa, un marron glacé e una freschissima panna montata sormontata da una fetta di arancia.
Concludiamo con due caffè, che ci verranno gentilmente offerti.

In conclusione, Manuelina (che dispone anche di una focacceria e di un albergo a quattro stelle) è un ristorante di ottimo livello, così come ritengo si possa definire ottimo il rapporto qualità/prezzo, tenuto conto della qualità delle materie prime, della lavorazione e della ricerca nell'elaborazione dei piatti e dei prezzi spessi ingiustificati e trovati in altri locali liguri di ben inferiore livello.
Per me, il migliore ristorante del Levante ligure!

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