Trovandomi nell’area sud-est della Sicilia per par...

Recensione di del 18/08/2007

Duomo

122 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 122 €

Recensione

Trovandomi nell’area sud-est della Sicilia per parte della mia vacanza, e nonostante la dieta (che mi ha impedito di provarne altri di una lunga lista siciliana), non potevo lasciarmi scappare l’opportunità di provare questo ristorante.
Raggiungerlo è un po’ complicato, si trova proprio dietro al Duomo di Ragusa Ibla ma ci siamo arrivati dalla parte opposta (non ci sono molte indicazioni turistiche) arrancando su stradine con una pendenza piuttosto considerevole dopo aver lasciato l’auto (come ci avevano consigliato) in uno dei parcheggi della parte bassa della città.
Arriviamo accaldati ma comunque in orario.

Veniamo accolti dal maître che ci fa accomodare in una delle tre piccole salette che compongono il ristorante.
Mise en place molto essenziale. Tavoli grandi, poltrone di pelle bianca, rivestimento alle pareti beige azzurro alle pareti, un po’ datato. Niente di eclatante ma comunque accogliente.

Il menu alla carta è piuttosto vario ma decidiamo comunque per il menu degustazione "Vento di passione", che non riporta piatti specificati ma è un misto di piatti di carne e di pesce su ispirazione dello chef.
Lo chef stesso prende l’ordinazione e si assicura che non ci siano allergie e intolleranze varie. L’unico nostro limite che comunichiamo è che non gradiamo molto il pesce crudo e che preferiamo comunque la carne al pesce.
Chiede se mangiamo coniglio, agnello, fegato, formaggi creando l’aspettativa per questo tipo di preparazioni ma deludendola poi completamente nella composizione del menu che, come si vedrà, sarà composto prevalentemente da pesce e da carne di altro genere.

Non ordiniamo vino, chiedo solo un calice a discrezione del maître in accompagnamento al menu. Mi verrà servito un ottimo vino bianco palermitano, di cui purtroppo non ricordo nome e cantina non avendolo segnato in quel frangente.

Insieme all’acqua ci viene portato il cestino del pane composto da un pezzo a testa di: pizzetta, focaccia con i pomodori, panetto con cipolle, sfoglie croccanti di pistacchi, grissini.
Non è mai stato sostituito (diversamente da quanto è accaduto con altri tavoli). E’ anche vero che non l’abbiamo esplicitamente chiesto ma dovrebbe essere automatico.


Si comincia la degustazione, servita sempre in bei piatti ampi dalle diverse forme, con:
Gelato al tartufo nero con lamelle di tartufo e pane croccante, servito a mo’ di sandwich, tanto che ci viene suggerito di gustarlo con le mani direttamente Delizioso. Goduriosa la cremosa dolcezza del gelato, abbondante il tartufo e perfetto l’accompagnamento con le due sottili sfoglie di pane croccante.

A seguire: Triglia con zuppa di limone fredda (con prezzemolo) e ripieno di pane e pinoli con pane condito croccante
Fresca e profumata. Non amo solitamente la triglia, ma questa era davvero gradevole. Nel complesso un buon piatto.

Zuppetta di grano con merluzzo avvolto nel lardo di maialino nero e polipetti affogati. Piatto insignificante, un po’ troppo sapido e i polipetti sono risultati gommosi. Putroppo andiamo in diminuendo drasticamente dal livello della prima portata.

Insalatina di mare tiepida (calamari spillo, gamberi) su crema di bufala con pomodoro fresco. Buona ma non da lasciare il ricordo.

Fusilli lunghi con broccoli arriminati (con pane e pinoli e peperoncino) salsa allo zafferano (insapore) e ragu’ di pesce. Il sapore prevalente era quello del pane, i broccoli erano acquosi e il pesce non si legava, almeno a nostro gusto, al resto del piatto. Ahimè pessimo.

Raviolo di formaggio ragusano fresco su crema di tenerume e cubetti di carne bollita. Non ho capito questo accostamento benché il raviolo fosse ottimo il resto era un po’ privo di personalità. Appena sufficiente.

Filetto di manzo alla brace con zuppetta di fave e tenerume bollito. Carne eccellente, buoni i profumi della zuppetta di fave, a guarnire crema di harissa e marmellata di mele selvatiche ( le salse erano davvero pura guarnizione: tre gocce di harissa e una strisciolina delle dimensioni di uno stuzzicadenti la marmellata di mele, per cui non se ne è potuto apprezzare il sapore né l’accostamento con la carne, purtroppo ). Particolare il coltello a serramanico con inciso il nome del cuoco, anche se un po’ inquietante.
Un buon piatto anche se, come unico secondo, mi sarei aspettata qualcosa di meno replicabile sulla mensa domestica come della carne alla brace….

Infine ci viene servito il predessert, un piccolo “sorbetto di gelsi con panna montata”, molto buono, e il dessert: Gelato al marsala con mandarini canditi, pan di spagna alla mandorla, pesca sciroppata e croccante d’arancia con foglioline di basilico. Spettacolare. Sublime sapore e ottimi accostamenti. Il pudore mi ha evitato di chiederne una seconda porzione.
Noto che non ci viene cambiato il tovagliolo al dolce (diversamente dagli altri tavoli): piccola disattenzione che non mi urta più di tanto, ma voglio comunque segnalare questa ulteriore, seppur minore pecca nel servizio.

Con il caffè ci viene servita una piccola pasticceria discreta.


Nel complesso un’esperienza deludente rispetto alle aspettative, solo un paio di piatti rimangono nel ricordo, degli altri fortunatamente ho preso appunti poco dopo, altrimenti a distanza di meno di un mese avrei fatto fatica a ricordarli.
Mi risulta difficile dare un voto numerico alla cucina, farò la media matematica dei voti che mentalmente assegno alle singole preparazioni e purtroppo si arriva a stento al 7 (e chi mi conosce sa che normalmente sono di manica larga).
Peccato davvero.

Conto di 243 euro totali comprensivi di due menù degustazione, acqua, un calice di vino e due caffè.

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