Trovandoci in vacanza nel ragusano, non possiamo f...

Recensione di del 29/08/2006

Duomo

108 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 108 €

Recensione

Trovandoci in vacanza nel ragusano, non possiamo farci sfuggire l’occasione di cenare in uno dei ristoranti più apprezzati di tutta la Sicilia e, senza difficoltà, prenotiamo la cena al ristorante Duomo di Ragusa Ibla, regno del celebre chef Ciccio Sultano.

Raggiungere il ristorante non è facilissimo, per i forestieri. Infatti, si trova nel dedalo dei bellissimi viottoli della Ragusa vecchia. Certo, è dietro il Duomo, ma perdersi è facilissimo. Infatti arriviamo in ritardo e dopo avere chiamato due volte per confermare il nostro imminente arrivo, temendo di perdere il tavolo prenotato.

Il ristorante è in un vecchio palazzo incastonato nelle luci soffuse della cittadina vecchia. Gli interni sono bellissimi e tipici di una vecchia casa nobiliare. Veniamo accolti dal patron e veniamo fatti accomodare nella ‘cantina’, una saletta sulla destra nella quale è presente un solo tavolo, il nostro.
Il nome ‘cantina’ deriva dal fatto che su due lati della stanza si trovano due mobili stracolmi di bottiglie di vino.

La saletta è bellissima ed elegante. Altrettanto eleganti sono la tavola, ampia e rotonda, la tovaglia e le stoviglie. Il servizio è molto cortese e attento. Il ristorante, che vanta due stelle Michelin, è decisamente di gran livello.

Il menu è eccellente e scegliere è difficile. Optiamo per una cena tutta a base di pesce.

Ci viene portato un eccellente appetizer, una sorta di mini toast con crema al tartufo. Davvero buonissimo e accompagnato da un valido bicchiere di “bollicine”, come le ha chiamate il maître. Era uno champagne Billecart-Salmon Brut, ottimo.

Il pasto è accompagnato da un cestino contenente pane, grissini e focacce fatte in casa, con vari sapori e aromi, tutti molto fragranti e saporiti.

Per accompagnare la cena decidiamo di prendere un vino siciliano e un po’ particolare e, dopo avere consultato il sommelier, optiamo per un Pietra Nera De Bartoli, uno Zibibbo in purezza. Un vino con fortissimo e piacevolissimo profumo floreale e gusto inizialmente dolce ed equilibrato e poi decisamente persistente con una punta di amaro finale. Un’ottima scelta, ci è piaciuto molto.

Io scelgo l’Antipasto di pesce crudo, una selezione eccezionale e infinita di assaggi di varie specialità. Una scelta azzeccatissima, anche se temevo fosse sbagliatissima, all’inizio. Infatti, mi hanno portato tre piccoli piattini con tre piccoli antipasti, molto buoni ma piccoli. Temendo che quei piattini fossero tutto l’antipasto, mi sono un po’ preoccupato, anche visto il prezzo dell’antipasto, 40 Euro. Ma, appena finiti i tre assaggi, ne sono arrivati altri, poi altri, poi altri e poi altri ancora. In totale, 10 o 12, tutti favolosi. Un paio davvero incredibili, come la cernia affumicata con dadolata di melone e salsina al pistacchio. Ma era tutto favoloso: l’ostrica con foie gras, il gambero rosso, lo scampo, il tonno e tutte le altre favolose preparazioni, anche le più semplici come la sarda. Un antipasto ricco di sapori, profumi e colori diversissimi tra loro ed eccezionalmente accostati. Uno dei piatti più buoni che abbia mai provato.

Mia moglie, invece, sceglie l’Antipasto di mare tiepido. Anche questo piatto è eccezionale e l’enorme gambero rosso che fa capolino dagli ottimi frutti di mare appoggiati su una crema di mozzarella è davvero saporitissimo. Un piatto semplice, ma squisito. Inutile sottolineare la perfezione della cottura.

Decidiamo di saltare il primo e di scegliere un secondo e il dolce.

Ludovica sceglie un piatto strano, composto da Verdure in agrodolce e razza. Piatto abbondante e saporitissimo, con sapori perfettamente accostati e con verdure e pesce ancora una volta cucinati alla perfezione.

Io scelgo il Pesce all’amo del giorno in crosta con salsa di lattuga. Il pesce del giorno è la cernia. Il piatto è, ancora una volta, ottimo. Il pesce è saporitissimo, perfettamente cucinato e avvolto nella crosta agli aromi. Ed è anche abbondante: due bei pezzi grandi. Il "tortino" di lattuga e la sua salsa sono una sorpresa di sapore e si accompagnano perfettamente alla cernia. Un gran piatto.

Arriva il momento dei dolci, un Semifreddo al pistacchio per Ludovica, giudicato eccezionale, e un Dolce al cioccolato con semifreddo alla menta, di cui non ricordo il nome preciso, per me. Molto buono anche il dolce, anche se di livello inferiore rispetto alle altre pietanze. Forse anche perché le preferisco in assoluto.

Il conto è stato di 216 Euro, di cui 24 per i due calici di champagne e 50 per il vino che, però, mi pareva di avere visto a 32 Euro in lista. Forse una svista del sommelier, di cui mi sono reso conto una volta tornato a casa. Vorrà dire che ci tornerò e mi farò offrire un altro calice di champagne per compensare.

In sostanza, circa 70 euro a testa, vini esclusi e saltando il primo. Ma il mio antipasto era dichiaratamente fuori classifica, a 40 euro, circa il doppio degli altri antipasti.

Un’esperienza davvero eccezionale, in un ambiente molto elegante ma non rigido, con un servizio di gran livello ma non asfissiante e con una cucina davvero superlativa.

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