In quella che a tutti gli effetti sembra essere un...

Recensione di del 14/02/2007

Il Bivio - Albergo

45 € Prezzo
9 Cucina
6 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

In quella che a tutti gli effetti sembra essere un'isoletta emergente dalle lande nebbiose che sono le risaie intorno a Vercelli (a Quinto Vercellese, per la precisione) c'è un ristorante che ben vale una gita fuori porta ed un piccolo sforzo per trovarlo; si chiama "Il Bivio", visto che l'isoletta di cui poco sopra è in realtà un bivio stradale: conta una ventina di coperti ben distribuiti nella ampia sala di ristorazione e propone soprattutto, con una minima ma indovinata rivisitazione in chiave di alleggerimento dei condimenti, quelli che sono i piatti tipici della zona.
Zona un poco anomala vista la presenza massiccia delle risaie, appunto, che significativamente, per esempio, restringono gli spazi destinati all'agricultura ed all'allevamento consueto della padana piemontese, facendo optare per animali diversi dal consueto bovino come la piuma da cortile (oca, anatra, faraona) e il coniglio, e la presenza dei conseguenti acquitrini (quand'è stagione infatti le rane la fan da padrone).

Passando alle vivande: abbiamo saltato gli antipasti, anche se la casa offre un calice di spumante metodo classico langarolo insieme ad un panettoncino salato d'aperitivo, a favore di un immediato passaggio ai primi; un cavatello condito con ragù di agnello e broccoli, molto saporito, di azzeccato abbinamento di sapori e d'ottima fattura, ed un tagliolino condito con carciofi e porri eccellente nella sua semplicità.

Di secondo, poi, entrambi abbiamo optato per un'ottima coscia d'oca croccante, fatta in padella cuocendola con un metodo che può ricordare quello del petto d'anatra (ovvero a lungo dalla parte della pelle così da far sciogliere e fuoriuscire l'abbondante grasso sottocutaneo dell'animale) ma portandola a termine e non lasciadola rosa, servita con un tortino di cavolo; il tutto lo abbiamo accompagnato ad un Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese 1998, di Albani.

Fra le note positive, oltre al cibo, va ricordata la cortesia del personale (tutto famigliare: mamma e figlia in sala, papà in cucina) e la rimarchevole carta dei vini che privilegia produttori biodinamici e che, con ricarichi leali, offre una vasta scelta nazionale e internazionale (con dichiarata parzialità cito la presenza di un Anjou Rouge, Saint Lambert du Lattay, AOC ed un Haute Cote du Rhone Blanc, Condrieau, AOC).

Prezzi affatto esosi: 40 € a persona, compreso un caffè, una grappa d'Amarone ed un Cognac Petit Champagne).

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