Ci concediamo un week end di agosto vicino al Lago...

Recensione di del 08/08/2009

Antica Locanda del Contrabbandiere

45 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Ci concediamo un week end di agosto vicino al Lago di Garda e, per evitare i numerosi e stereotipati ristoranti nelle località più rinomate, decidiamo di scegliere un ristorante dell’entroterrra.
Prenotiamo pertanto qualche giorno prima per questo ristorante già testato in un paio di occasioni e che ricordiamo per la validità della cucina e la posizione di assoluta tranquillità.
Come già segnalato da altri “colleghi” Mangioni, all’atto della prenotazione ci raccomandano di chiamare nel caso di disdetta, ma comunque non sono rigidi per l’orario di arrivo.
Il locale è ricavato in casa colonica perfettamente ristrutturata nel bel mezzo delle colline Moreniche, appena fuori dall’abitato di Pozzolengo. All’arrivo veniamo accolti dal padre dello chef, che dopo aver verificato la prenotazione, ci fa scegliere uno dei tavoli finemente apparecchiati nel dehors, visto la giornata calda.
Lo spazio all’esterno è molto ben curato, i tavoli che sono coperti da tovaglie bianche ricamate, posate e bicchieri di buon livello, un lumino galleggia in vaso di vetro, degli ombrelloni bianchi proteggono i tavoli, il verde del giardino e dei campi attorno rendono l’atmosfera molto rilassante.

Una cameriera ci versa delle bollicine della zona accompagnate da un piccolo flan di mozzarella di bufala, melanzane e basilico, buono con una nota di freschezza che ben si accompagna con il vino offerto.

Poco dopo arriva lo chef, che come già illustrato da altri “mangioni”, si presenta con una lavagna nella quale sono indicati i piatti del giorno, con relativi prezzi, e di cui spiega brevemente la lavorazione che viene svolta per prepararli. Vi sono due piatti di “terra” e due di pesce per ogni portata, nota dolente è che per i primi viene richiesto di prendere il medesimo piatto per il tavolo, sinceramente una limitazione insolita. Comunque particolare e gradita la possibilità di poter parlare dei piatti che verranno serviti con chi di fatto li eseguirà.

Scegliamo come antipasto un timballo di finferli con fonduta di formaggio e dei fiori zucca ripieni di burrata e salsa al pomodoro. I piatti arrivano in breve tempo, ben presentati in piatti ricercati e sono un trionfo di sapori! Il timballo di finferli è molto morbido e saporito e ben si abbina alla fonduta, i fiori di zucca ovviamente sono un piatto più “fresco” e non deludono affatto, molto buono il ripieno ed ottima la salsa, forse una porzione maggiore sarebbe stata gradita.

Precedentemente dalla lista abbiamo scelto una mezza bottiglia di Soave di “Gini” (12,5°) un buon bianco delle colline Veronesi, anche se personalmente non mi ha entusiasmato. Al contempo la cameriera ci porta il cestino del pane che pur fresco non brilla per particolarità, del pane pugliese e dei “ciopetti”.

A seguire arriva il risotto ai peperoni grigliati e taleggio, anche in questo caso le porzioni non sono abbondanti, ma le materie prime impiegate e la buona mano in cucina ne fanno un ottimo piatto, cremoso e con una quantità minima di peperoni, come ci aveva anticipato lo chef per ridurre al minino la nota pesantezza.

Una breve pausa, durante la quale notiamo che alcuni clienti senza prenotazione sono stati respinti, ed arrivano i secondi: filetto di manzo con senape e bocconcini di spigola al latte con polenta. Il filetto è molto morbido e la salsa dà un po’ di acidità al piatto senza stonare, le patate servite con una glassa di aceto completano un piatto gradito anche a mia moglie, con la quale ci scambiano spesso le pietanze in modo da poter gustare e al contempo giudicare i sapori.
Come preannunciato dallo chef il filetto di spigola viene servito in umido, ha una lavorazione simile al baccalà per via dell’aggiunta del latte, anche se più veloce. Ne risulta una pietanza leggera e gustosa.

Dopo una pausa nella quale sbirciamo i vari piatti che vengono portati e si ripresenta lo chef suggerendoci i dolci in lista, dalla quale scegliamo un parfait alla grappa di moscato e un budino al cioccolato bianco.
Il parfait è presentato al centro di in un piatto triangolare attorniato da salsa ai lamponi, il gusto è molto “deciso” ma viene bilanciato dal dolce della salsa. Il budino è servito in un bicchiere per aperitivi con dei frutti di bosco ed un biscotto, ed è veramente eccezionale, denso e piacevolissimo, sicuramente il migliore tra i due dessert.

In conclusione un locale con un’ ottima cucina, un servizio cortese senza essere troppo formale ed un atmosfera rilassante, mentre l’unica perplessità deriva dalle porzioni a volte “ristrette”.

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