Quando si dice: “il caso”. Dopo un piacevole pomer...

Recensione di del 11/06/2006

Antica Locanda del Contrabbandiere

32 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €

Recensione

Quando si dice: “il caso”. Dopo un piacevole pomeriggio di shopping passato tra Verona e Peschiera, io e la mia ragazza decidiamo di fermarci a cena in zona ed aspettare che il traffico di rientro verso Brescia diminuisca un po’. Andiamo quindi alla ricerca di un locale, stile Hard Rock Cafè, nel quale eravamo stati qualche anno fa ma di cui non ci ricordavamo esattamente l’allocazione. Inizia quindi il nostro peregrinare per le colline tra le province di Verona, Mantova e Brescia che ci porta, dopo pochi minuti, completamente fuori strada rispetto alla nostra meta iniziale. Quando però ormai ogni speranza era perduta e già scoraggiati pensavamo che la prima pizzeria che avremmo incontrato sul nostro cammino sarebbe andata bene, ecco che ci imbattiamo in un cartello che recita: “Antica Locanda del Contrabbandiere, ristorante e Bed&Breakfast”. Subito una lampadina mi si accende sopra la testa e dopo pochi secondi ricordo di aver letto di questo locale proprio sul nostro benemerito sito. L’unico dubbio che ancora mi "perplime" è sul colore del cappello, che assolutamente non riesco a ricordare. Rompiamo tuttavia gli indugi e di comune accordo decidiamo di tentare ed affidarci alla dea bendata.

Dalla provinciale che porta a Pozzolengo prendiamo una stradina sterrata che porta in aperta campagna e dopo poche centinaia di metri siamo già arrivati. Con l’auto giungiamo al parcheggio, semi deserto, che si trova proprio di fronte all’ingresso. Davanti a noi si presenta un piccolo cascinale in muratura antica molto bello e ancora ben conservato.
Ancora un po’ timorosi perché del tutto ignari su cosa ci possa attendere all’interno, entriamo e chiediamo la disponibilità di un tavolo per due.

Ci accoglie un signore sulla mezza età, presumibilmente il padre dello chef, che ci dice come prima cosa che loro lavorano solamente su prenotazione ma che tuttavia, causa una disdetta dell’ultimo minuto, ha ancora un paio di coperti a disposizione. Il nostro tavolo si trova nell’ultima delle tre salette, molto bella e caratteristica: il soffitto è basso e a volta, le pareti sono color rosa tenue e l’arredamento è rustico ma molto curato ed allo stesso tempo raffinato. Una vecchia madia ed una affettatrice anni ’50 completano il tutto. I tavoli sono in legno, come anche le sedie, ed ognuno è illuminato da dei piccoli lampadari che scendono dal soffitto. Questo originale accorgimento, che fa sì che solo i tavoli siano pienamente illuminati mentre tutto il resto rimanga in penombra, crea un’atmosfera molto piacevole di intimità e romanticismo. La mise en place è abbastanza nella norma, con posate in acciaio, bicchieri di vetro ed una piccola tovaglietta bianca in pizzo che copre solamente la parte centrale del tavolo.

Appena ci sediamo arriva il cuoco che ci spiega meglio quanto già ci aveva accennato il padre: lavorando solo su prenotazione e andando egli stesso ogni giorno a fare la spesa proprio in base alle richieste dei clienti, gli risulta abbastanza difficile soddisfare a pieno anche degli avventori non previsti. Scusandosi nuovamente ci dice quindi che purtroppo non tutto quello previsto dal menu del giorno sarà poi in effetti disponibile.

Arriva successivamente il padre–cameriere che ci serve due crostini con patè di mare, molto gustosi, e come aperitivo un metodo classico Lugana che pur non essendo prodotto nella zona più famosa d’Italia per gli spumanti, devo dire ha fatto comunque un’ottima figura.

Ritorna dalla cucina lo chef con il menu, costituito da un foglio gigante, posto all’interno di una cornice, sul quale sono riportati i nomi delle pietanze. Nota molto positiva, e che mai prima d’ora mi era capitato di ritrovare, il fatto che lui stesso si sia fermato al tavolo per spiegarci nel dettaglio la preparazione di tutte le portate e consigliarci nelle scelte.

Come primo sia io che la mia ragazza scegliamo un crostino di pane bianco con fonduta di taleggio e finferli: semplice sia la preparazione che l’abbinamento degli ingredienti ma non per questo il piatto si è rivelato banale o insipido, al contrario delicato e sfizioso.

Successivamente io ordino dei ravioli fatti in casa al ragout di faraona aromatizzati all’arancia: molto buoni i ravioli ed il loro gustosissimo ripieno, un po’ troppo particolare per i miei gusti l’abbinamento con l’arancia.

La mia ragazza ordina invece un secondo, il guancialino al Barolo: ottima la carne molto tenera e saporita che, come ci aveva spiegato in precedenza il cuoco, è stata lasciata al macero per qualche ora nel vino rosso.

Ordiniamo in seguito anche due dolci. Io prendo un tortino morbido con mousse di fragola e crema ai lamponi: su di una base di biscotto è stata riposta la mousse e come strato finale la crema di lampone ed al tutto è stata data una forma ellissoidale. Nel complesso un dolce davvero molto buono, fresco e leggero. La mia ragazza ordina invece la crème brulèe con crema al frutto della passione: un classico dei dolci, con la variante però del frutto esotico che ha dato alla composizione una maggiore leggerezza.

Ad accompagnare la cena, vista anche la scarsa propensione della mia compagna per del vino, ordino una mezza da 0,375 del Rosso del Garda della cantina Provenza al costo di 9 euro: seppur di alta gradazione alcolica, 13,5% vol., è molto piacevole sia al naso che alla bocca con preponderanti note di confettura e frutta rossa ed un giusto equilibrio tra acidità e tannicità. Per il resto la carta dei vini offre una scelta abbastanza ampia, con una pagina dedicata ai locali del Garda, tra etichette molto abbordabili. Non sono infatti presenti, se non in minima parte, i Super Tuscans o i Super Whites.
Per concludere due caffè.

In conclusione devo dire di essere stato molto contento di aver sbagliato strada e di essere incappato per sbaglio in questo locale che sembra fuori dal tempo e dal mondo. Nonostante il nostro arrivo non fosse previsto e ci si è dovuti “accontentare” di alcune portate e non poterne ordinare delle altre, credo di poter affermare con certezza che è stata un’esperienza positiva e che sicuramente faremo visita nuovamente alla locanda, magari prenotando in anticipo. Inoltre il servizio è sempre stato pronto e cortese ed abbiamo apprezzato davvero molto la disponibilità dello chef nell’uscire dal suo regno per venire a spiegarci i come ed i perché delle sue scelte tra i fornelli.
Conto totale 64,50 euro.
Prezzo per persona: 32 euro.

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