Era trascorso circa un anno dalla nostra ultima ce...

Recensione di del 26/07/2011

Trattoria Venezia

45 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Era trascorso circa un anno dalla nostra ultima cena alla trattoria Venezia ed era, pertanto, giunto il momento di tornare a visitarla perché, si sa, le cose buone non stancano mai. Tutto era rimasto come un anno fa: l’aspetto da bar di paese, l’arredo un po’ anni ’60 ma, soprattutto, il sorriso cordiale del titolare che, dopo i saluti e le solite domande di rito, ci fa accomodare nella sala da pranzo.
Anche quest’anno mancano sia menu sia carta dei vini ma le possibili scelte ci vengono esposte in modo chiaro e completo dal titolare che non manca di dichiarare anche l’origine delle materie prime, in particolare se si tratta di pesci d’allevamento oppure pescato nell’Alto Adriatico. La scelta dei vini è ampia e, ovviamente, con una giusta attenzione ai bianchi e alle bollicine trivenete.

Gli antipasti sono come al solito assai numerosi.
Noi scegliamo canocchie bollite, sarde in saor e delle sottili fettine di seppia servite con olio crudo e una salsa al peperone.
Difficile dire quale sia il piatto migliore: dolci, gustose e già “sgusciate” le canocchie, di grande equilibrio tra agro e dolce le sarde (peraltro già spinate) e delicatissime le seppie che sposano perfettamente l’olio extravergine; a voler essere pignoli la salsa ai peperoni, peraltro decisamente piacevole, è forse un po’ troppo aggressiva rispetto alle seppie ed ho preferito mangiarla a parte col pane.

Finalmente riusciamo a provare una delle specialità della casa, cioè gli spaghetti con i canestrelli: un piatto davvero buono con i canestrelli, dolci e consistenti senza essere duri, abbinati a pomodorini e un po’ di erbe aromatiche che aggiungono un altro tocco di Mediterraneo; decisamente buoni anche gli spaghetti alle vongole anche perché conditi utilizzando le vongole autoctone (Chamelea gallina) e non le solite “filippine” spacciate per “veraci”.
Per inciso le vere vongole veraci tipiche della cucina partenopea (Tapes decussatus), hanno i sifoni separati mentre quelle filippine (Tapes philippinarum) li hanno uniti dalla base all’estremità.

I secondi comprendevano sia pesci selvaggi (rombo) sia allevati (branzino); noi abbiamo però preferito dei canestrelli gratinati e dei sardoni alla griglia: eccellenti entrambi. Croccanti, gustosi ma non eccessivamente forti i sardoni, dolci e carnosi i canestrelli.

Un eccellente semifreddo ai fichi freschi accompagnato da un bicchierino di un buon Pedro Ximenez ha chiuso la cena.

Il pasto è stato accompagnato da una bottiglia di T Bianco IGT delle Dolomiti della Cantina Tramin 2009 12,5% vol.: si tratta di un bianco ottenuto da un uvaggio di Chardonnay, Pinot Bianco, Sauvignon vinificato in acciaio senza fermentazione malolattica per mantenerne intatti la freschezza, i profumi di fiori bianchi, mela e le sottili note erbacee del Sauvignon: un buon vino decisamente adatto al cibo alla stagione.

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