Quando si dice veramente trattoria

Recensione di del 13/11/2018

Antica Osteria Mingot

17 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 17 €

Recensione

Trasferta a Pordenone esi arriva giusti per la pausa pranzoela ricerc6su Internet aveva individuato questa trattoria, posteggio davanti c’è n’e’ molto, il locale è poco evidente e si ha quasi l’impressione che sia solo un bar. Entriamo, sulla destra il bancone del bar per gli aperitivi, due sale con tavoli di legno, poco luminosa ma senz’altro spaziosa,un bell’ambiente che si riempira’ quasi subito senza diventare rumoroso. In un angolo una cantinetta con una serie di bottiglie interessanti, ottimo segnale.

Siamo arrivati un po’ presto, la cucina è ancora chiusa e cosi ci accomodati al bancone per un cicchetto, discreta scelta di vini sia come qualità che quantità, sicuramente superiore a tantissimi posti di Milano, dove un bicchiere di vino costa ancora due o tre i Euro. Ancora più interessante la lavagnetta che propone “crostin con cotto di Coblag e Kren fresco” ( noteremo dopo anche il cartello coi crostini di baccalà) che prendiamo immantinente, viene tagliato a coltello dalla coscia bloccata nella morsa e messo sul pane: ricorda molto il prosciutto cotto triestino, morbido, bagnato, quasi un bollito, decisamente buono von un Kren forte che conquista ed esalta il sapore del prosciutto. Tornando al vino, i colleghi prendono un prosecco, io un Collio Friuliano di Buzzinelli, un vino medio dolcemente mielato con sentori di erba e frutta matura.

Ci propongono a voce il menù di mezzogiorno, peccato perché avevo visto molte cose interessanti, comunque le proposte non sono male ed aderisco volentieri.

Un altro bicchire di rosso ci può stare, un Cabernet Franc 2013, un vino di buona beva con frutta cotta, amarene e spezie.

Per prima cosa un bel minestrone di verdure, bello colorato, tanti pezzi grossi, un po’ acquoso a vedersi ma giusto in bocca. Saporito, sapido, con una bella cottura, sano, una scelta appropriata. Per i colleghi un orzotto al formaggio, piatto che avevo snobbato ma che dopo l’assaggio mi ha fatto ricredere, degno di un risotto, con chicchi al dente e una crema di formaggio saporita che lo avvolge.

Proseguo con un Morlacco con polenta e funghi misti, un formaggio con una lunga storia alle spalle che non avevo mai provato, fatto in alpeggio con il latte di una razza autoctona, la Burlina e che prende il nome dai pastori Morlacchi. Stagionatura media, discreta occhiatura, in bocca l’aroma dei pascoli elegantemente pungente, l’alpeggio si sente. Polenta alla piastra, discreta, che ben si accompagna al formaggio, funghi buoni ma non memorabili.

Per il collega bistecca alla piastra, gradita.

Andando verso il bagno mi cade l’occhio sulla vetrinetta dei dolci casalinghi, tanti e tutti invitanti, la scelta cade sulla torta di mele al marsala, una fetta in due. Pasta frolla molto buona, buono il ripieno di mele, due difetti, nel complesso un po’ asciutta e marsala che non si percepisce.

Ci alziamo, il tavolo di fianco è appena arrivato, non ha voglia di menù di lavoro, chiede se c’è altro e gli viene risposto che si può pranzare alla carta, ragù d’anatra e baccalà, maledetti noi che non abbiamo chiesto!!!

Caffè e conto totale 17 euro a testa.

Nel complesso esperienza positiva, buona cucina da vera trattoria, ottima gestione della cantina, cicchetti da ricordare, prezzi interessanti, ci torneremo per provare il menù alla carta.

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